L'Italia Quotidiano

MATTARELLA CONTRO I MEDICI NO-VAX: L’UOMO DEL GREEN PASS DÀ LEZIONI DI SCIENZA, MA DIMENTICA DI ESSERE IL PROBLEMA

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Ramona Castellino

Non bisogna avere la memoria lunga, bisogna solamente non dimenticare, anche perché loro contano sul fatto che noi dimentichiamo.

Sergio Mattarella sale in cattedra ai “Giorni della Ricerca” e definisce “sconcertante” l’opposizione ai vaccini, parla di “fake news distruttive”, di “credenze irrazionali”, e lancia la sua scomunica contro la Camera che con un atto dovuto, a reintegrato i medici radiati durante la pandemia.

Ma chi è Mattarella per dare lezioni di scienza e di morale?
Ah giusto!
È l’uomo del Green Pass

Rivendichiamolo, nero su bianco, perché la storia non si cancella con una omelia.

Fu Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica, garante della Costituzione, a firmare, promulgare e avallare senza mai un’obiezione, senza mai un richiamo, senza mai un rinvio alle Camere, tutta l’impalcatura liberticida del Green Pass.

Fu lui a mettere la sua firma sul decreto che impediva a un lavoratore di entrare in fabbrica se non si era inoculato.
Fu lui a firmare la norma che cacciava i medici dagli ospedali, che li radiava, che li lasciava senza stipendio.
Fu lui a firmare il provvedimento che impediva a un ragazzo di prendere un treno, a un padre di accompagnare il figlio a scuola, a un malato di andare a trovare un parente in ospedale se non esibiva il QR code.

L’Italia del 2021-2022 è stata l’unico Paese in Europa a creare un apartheid sanitario di massa.
L’unico a obbligare al vaccino con ricatto lavorativo.
L’unico a sospendere dal lavoro e dallo stipendio migliaia di persone sane.

E mentre tutto questo accadeva, mentre le piazze esplodevano, mentre la gente perdeva il lavoro, dov’era il garante della Costituzione?
Dov’era l’uomo che oggi parla di “scienza”?

Silenzio.
Taceva.
Firmava.
Eseguiva.

Non una parola per difendere il diritto al lavoro.
Non una parola per difendere la libertà di cura sancita dall’Art. 32. Non una parola per dire: “Attenzione, qui stiamo sospendendo i diritti fondamentali”.

Anzi, incoraggiava. Benediva.
Dava la sua benedizione morale a Draghi e Speranza.

Quel Mattarella lì, oggi, ha il coraggio di dire che è “sconcertante” chi si oppose ai vaccini?

No.
Sconcertante è che un Presidente che ha firmato il Green Pass sia ancora lì a fare la morale al Parlamento sovrano.

Sconcertante è che chi ha avallato la più grande sospensione di libertà costituzionali dal dopoguerra parli di “credenze irrazionali”.

L’unica credenza irrazionale e distruttiva è stata quella del Green Pass come totem salvifico, spacciato per scienza quando era solo strumento di controllo sociale.
E lui lo ha firmato.

Ed è sempre lo stesso schema.
Il fantasma del Colle.

Puntualissimo quando deve fare la morale alla maggioranza sovranista, quando deve bacchettare la Camera che reintegra i medici, quando deve plaudire al Mercosur di Lula.

Totalmente svanito quando ci sono le piazze in mano ai centri sociali, le università occupate, le biblioteche devastate, gli assalti urbani della sinistra eversiva che decide che le leggi valgono per tutti tranne che per loro.

Un Presidente a senso unico.
Un Presidente che non è sopra le parti, ma è una parte.
La parte del sistema.
Il “compagno” Sergio.

Ed ecco perché questo episodio è la prova definitiva che una nazione realmente sovranista non può avere un Presidente della Repubblica nominato da 1.000 parlamentari e delegati regionali chiusi in un bunker.
Non può avere un monarca non eletto che resta 7, anzi 14 anni, come un Kaiser, intoccabile, irresponsabile, che firma tutto ciò che il potere gli mette davanti e poi fa l’opposizione al Parlamento quando il Parlamento prova a riparare ai danni.

È vitale.
È questione di sopravvivenza democratica.

Il Presidente della Repubblica deve essere eletto direttamente dal popolo.

Solo così risponde al popolo.
Solo così se firma un Green Pass, il popolo lo può mandare a casa. Solo così non può permettersi di definire “sconcertante” una legge votata dai rappresentanti del popolo.

Finché il Presidente lo eleggono i partiti, avremo sempre un Mattarella.
Un uomo di apparato, cresciuto nella DC di sinistra, che sta dalla parte dell’establishment, di Bruxelles, di Big Pharma, mai dalla parte del popolo.

Vogliamo un Presidente sovrano, eletto dai cittadini.
Come in Francia.
Come negli USA.
Senza farsi imporre un notaio del sistema.

La reintegrazione dei medici no-vax è un primo passo di giustizia.

Ci chiediamo quando e se mai ci sarà giustizia per i ragazzi del 9 ottobre.

Il secondo passo è riformare la Repubblica: elezione diretta del Capo dello Stato.
Per non avere mai più un uomo del Green Pass che ci dà lezioni di libertà.


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