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CARO CARBURANTE, IL GOVERNO INTERVIENE: OLTRE 320 MILIONI PER SOSTENERE IMPRESE E SICUREZZA

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Riccardo Bianchi

Il Governo Meloni interviene contro gli effetti del caro carburante con un nuovo decreto-legge che sostiene autotrasportatori, agricoltori e imprese della pesca, introducendo anche risorse aggiuntive per le Forze di polizia.

Il Decreto-Legge n. 193 del 23 ottobre 2026, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ed entrato in vigore il giorno successivo, prevede interventi con oneri complessivi quantificati in 322,05 milioni di euro per il 2026.

Una risposta alla pressione economica che l’aumento dei costi energetici continua a esercitare su settori strategici della produzione nazionale.

Autotrasporto: crediti fiscali e sospensione dei leasing

Il primo intervento riguarda le imprese che movimentano quotidianamente le merci sulle strade italiane.

Il decreto incrementa di 66,4 milioni di euro le risorse destinate al credito d’imposta sul gasolio e prevede ulteriori 60 milioni per gli acquisti effettuati tra il 1° settembre e il 5 ottobre 2026.

Particolarmente significativa è la possibilità, per le imprese di autotrasporto merci per conto terzi iscritte all’Albo nazionale, di richiedere la sospensione dei canoni di leasing dei veicoli aziendali in scadenza tra novembre 2026 e marzo 2027.

Le rate non vengono cancellate, ma rinviate, consentendo alle aziende di alleggerire temporaneamente gli impegni finanziari.

È una misura che punta a salvaguardare la liquidità delle imprese, soprattutto quelle maggiormente esposte agli aumenti del gasolio.

Agricoltura e pesca: contributi a fondo perduto

Per il settore agricolo viene introdotto un contributo pari al 20% delle spese sostenute per il carburante tra il 1° giugno e il 15 ottobre 2026, fino a un massimo di 45 centesimi per litro.

Lo stanziamento complessivo è di 60 milioni di euro e i contributi saranno gestiti dall’AGEA.

Anche le imprese della pesca e dell’acquacoltura potranno beneficiare di un sostegno economico, fino al 10% delle spese di carburante sostenute nello stesso periodo, attraverso uno stanziamento di 10 milioni di euro.

Difendere la capacità produttiva di agricoltori, pescatori e autotrasportatori significa proteggere settori essenziali dell’economia italiana, dai quali dipendono la distribuzione delle merci e una parte fondamentale della nostra filiera alimentare.

Sicurezza: 50 milioni per gli straordinari delle Forze di polizia

Il decreto destina inoltre 50 milioni di euro alla remunerazione del lavoro straordinario già svolto dalle Forze di polizia.

Le risorse vengono ripartite tra Polizia di Stato, con 24 milioni, Carabinieri, con 15 milioni, Guardia di Finanza, con 9 milioni, e Polizia Penitenziaria, con 2 milioni.

Un intervento che riconosce economicamente prestazioni aggiuntive già effettuate dal personale impegnato nella tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.

Il nodo delle coperture finanziarie

Accanto agli aiuti economici emerge tuttavia una questione che merita attenzione.

L’articolo 9 del decreto individua le coperture finanziarie attraverso l’utilizzo di risorse disponibili e la riduzione di alcuni stanziamenti già esistenti.

Si tratta di una scelta di bilancio legittima, ma che richiede trasparenza: per comprendere realmente il valore di una misura economica bisogna sapere non soltanto chi riceve i finanziamenti, ma anche da quali capitoli vengono prelevate le risorse.

Un sostegno necessario, ma la vera sfida resta il costo dell’energia

Il provvedimento rappresenta un intervento concreto a favore di comparti produttivi particolarmente esposti alle oscillazioni dei mercati energetici.

Tuttavia, crediti d’imposta, contributi e sospensioni dei pagamenti costituiscono principalmente strumenti di contenimento dell’emergenza.

Il problema strutturale rimane.

L’Italia ha bisogno di una strategia energetica capace di garantire alle proprie imprese costi competitivi, maggiore stabilità e minore vulnerabilità alle crisi internazionali.

Non può esistere una vera sovranità economica senza la capacità di difendere la produzione nazionale e assicurare condizioni sostenibili a chi lavora, produce e distribuisce ricchezza.

Il decreto offre una risposta immediata. La sfida politica più importante sarà trasformare gli interventi emergenziali in una strategia duratura per l’indipendenza energetica e la competitività dell’Italia.

Fonte: Decreto-Legge 23 ottobre 2026, n. 193, Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie Generale n. 247 del 23 ottobre 2026.


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