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ULTIMA TAPPA DEL GOLPE EUROPEISTA: TUSK ASSALTA CON LA POLIZIA LA CORTE COSTITUZIONALE. LA POLONIA TEME LA DITTATURA, NAWROCKI RESISTE

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La Redazione

Quello che sta succedendo in Polonia non è cronaca estera.
È il futuro che l’europeismo vuole per l’Italia.
Leggetelo bene, perché è il manuale del golpe eurocratico.

Il protagonista è sempre lui: Donald Tusk.
L’uomo di Berlino e di Bruxelles.
L’ex presidente del Consiglio Europeo piazzato a Varsavia da von der Leyen, per punire i polacchi che per 8 anni avevano osato dire no all’immigrazione islamica, no all’aborto, no all’ideologia LGBT, sì alla Polonia cattolica e sovrana.

Da quando è tornato al potere, Tusk sta facendo in Polonia quello che la sinistra sogna di fare in Italia: una presa del potere assoluto, pezzo per pezzo, istituzione per istituzione.

Un golpe vero e proprio suddiviso in tappe:

Prima tappa: il controllo della televisione. Appena insediato, Tusk ha mandato la polizia nella sede della TVP, la TV pubblica polacca, l’ha occupata con la forza, ha cacciato i giornalisti, ha messo i suoi uomini.
Un blitz fatto in nome dell’Europa.

Seconda tappa: il controllo delle aziende pubbliche.
Ha epurato tutti i dirigenti nominati dal PiS, ha messo i suoi amici eurocrati, ha consegnato le grandi aziende strategiche polacche alle multinazionali tedesche e francesi.
Il bottino della guerra europeista.

Terza tappa: il controllo della magistratura.
Ha iniziato a perseguitare giudici, procuratori, a riaprire processi politici, a usare la giustizia come arma per eliminare gli avversari.
In Italia stiamo già un pezzo avanti, ma non è stato necessario un golpe.

E ora, l’ultima tappa, la più grave: il tentativo di occupare la Corte Costituzionale.

Dopo tre anni di braccio di ferro, Tusk ha deciso di forzare la mano.
Di entrare con la polizia dentro la Corte Costituzionale. Un’azione di polizia unica nel suo genere in tutta la storia dell’Unione Europea. Mai vista nemmeno ai tempi del comunismo.

Perché?
Perché la Corte Costituzionale polacca era l’ultimo baluardo che resisteva al golpe.
Era l’unica istituzione che ancora diceva che c’è una Costituzione, che c’è un popolo sovrano, che Bruxelles non può decidere tutto.

Tusk vuole abbatterla. Vuole occuparla.
Vuole mettere i suoi giudici, i giudici europeisti, quelli che diranno che l’aborto è un diritto, che le moschee sono un diritto, che l’UE è al di sopra della Polonia.

È la fine dello Stato di diritto.
È l’inizio della dittatura eurocratica.

Ma il Presidente Karol Nawrocki reagisce.
E con lui reagisce tutta la Polonia profonda, quella del popolo polacco.

Nawrocki, cattolico, sovranista, eletto dal popolo contro Tusk, ha capito il gioco e ha detto no.
Ha detto che non firmerà mai leggi incostituzionali, che difenderà la Corte, che difenderà la Polonia dalla dittatura di Tusk.

E la gente è con lui.
Il paese teme la dittatura.
E ha ragione a temerla.

Perché quello che Tusk sta facendo in Polonia è esattamente quello che von der Leyen vuole fare in tutta Europa: creare un super-Stato europeo dove non contano più i popoli, non contano più le Corti Costituzionali nazionali, non conta più la sovranità, ma conta solo Bruxelles, solo Berlino, solo i banchieri, solo le lobby LGBT e immigrazioniste.

È il modello che vogliono applicare anche in Italia.

Pensateci: è la stessa cosa che hanno tentato con la Corte Costituzionale italiana quando la Consulta ha inventato il diritto al suicidio assistito.

È la stessa cosa che fanno quando la gip Landoni inventa il diritto alla disobbedienza civile per i devastatori delle nostre città.

Prima occupano la TV, poi le aziende, poi i giudici, poi la Corte Costituzionale.
Poi è finita.
È dittatura.

La Polonia oggi è un laboratorio.

Se Tusk riesce a occupare con la polizia la Corte Costituzionale e nessuno in Europa dice nulla, se von der Leyen lo benedice, se il PPE lo applaude, allora domani lo faranno anche a Budapest, a Roma, a Parigi

Ecco perché la battaglia per la Corte Costituzionale di Varsavia è la nostra battaglia.

Ecco perché la resistenza di Nawrocki è anche la nostra resistenza.

Perché loro possono occupare le TV, le aziende, i tribunali, persino la Corte Costituzionale con la polizia.

Ma non potranno mai occupare l’anima di un popolo che non si arrende.

La Polonia non si arrende.
E nemmeno un Sovranisti d’Europa.

Resistere al golpe europeista è un dovere nazionale, culturale e religioso.

Viva la Polonia cattolica. Viva Nawrocki.
Abbasso Tusk e il governo eurocratico.


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