Ramona Castellino
Si è concluso l’iter diocesano della causa di beatificazione di Suor Maria della Trinità, morta nel 1942 nel monastero di Santa Chiara della Città Santa.
Una clarissa.
Una donna chiusa in un monastero.
Morta nel 1942, in piena Seconda Guerra Mondiale, mentre il mondo si sbranava.
E oggi, 84 anni dopo, la Chiesa la porta verso gli altari perché ha capito che la sua testimonianza è l’unica che può ancora parlare a Gerusalemme.
A una Terra Santa segnata da paura, diffidenza, ostilità, missili, attentati, odio millenario.
Non era una politica. Non era una diplomatica dell’ONU.
Non era una influencer pacifista con la kefiah al collo.
Era una clarissa.
Una donna che aveva scelto di morire al mondo per vivere solo per Cristo.
Chiusa tra quattro mura povere nel monastero di Santa Chiara a Gerusalemme, a due passi dal Santo Sepolcro, nel cuore stesso della Città Santa dove si sono incrociati e scontrati per duemila anni cristiani, ebrei e musulmani.
Cosa faceva tutto il giorno?
Pregava.
Offriva.
Portava la Croce.
Aveva capito, come abbiamo testimoniato nel nostro rosario del 1 novembre, che quando la giustizia degli uomini fallisce, resta la Croce. Che quando i tribunali degli uomini tacciono, si apre il tribunale di Dio.
Nel 1942, mentre gli inglesi occupavano la Palestina, mentre arabi ed ebrei già si preparavano alla guerra che dura ancora oggi, lei ha offerto la sua vita per la pace di Gerusalemme.
E Dio l’ha presa sul serio.
Ecco perché oggi la sua causa di beatificazione va ben oltre le mura della sua comunità religiosa.
Perché Gerusalemme oggi è esattamente come nel 1942.
Anzi, peggio.
È una città spaccata.
Da una parte i missili di Hamas, dall’altra i tank israeliani.
Da una parte la paura dei coloni, dall’altra l’odio delle moschee che inneggiano all’Isis.
In mezzo, i cristiani, sempre più pochi, sempre più schiacciati, sempre più dimenticati da un Occidente che ha deciso che il suo leader lo sceglieranno gli islamici alle primarie.
Cosa può fare la politica per Gerusalemme? Nulla.
Lo abbiamo visto.
Due anni di guerra a Gaza, migliaia di morti, e l’ONU non è riuscita a fare nemmeno una tregua vera.
L’Europa di von der Leyen manda armi da una parte e soldi dall’altra e alimenta il fuoco.
Cosa può fare Suor Maria della Trinità? Tutto.
Perché lei non proponeva un cessate il fuoco.
Proponeva la conversione dei cuori. Non proponeva due popoli e due Stati. Proponeva un solo Re: Cristo Re su Gerusalemme.
L’unico Re che ebrei e musulmani hanno crocifisso, ma l’unico che può farli abbracciare.
La sua intuizione è profetica: Gerusalemme non avrà mai pace senza Cristo.
Senza riconoscere che quella Terra è Santa perché lì Dio si è fatto Uomo, è morto ed è Risorto.
Se la togliete a Cristo, se la riducete a questione di confini, di gasdotti, di risoluzioni ONU, diventa solo un campo di battaglia eterno.
E non è un caso che questa notizia arrivi proprio il 1 novembre, giorno di Ognissanti.
Mentre il campo largo vuole farsi decidere il leader dagli islamici, la Chiesa Cattolica ci mostra chi sono i veri leader: i Santi.
Suor Maria della Trinità non ha cercato voti nelle moschee.
Ha cercato anime per il Paradiso.
Non ha promesso moschee più grandi.
Ha costruito un monastero di preghiera. Non ha detto “diamo soldi a un milione di immigrati”.
Ha dato la sua vita per un milione di anime perse.
Questa è la differenza abissale tra due modelli.
Il modello globalista, tra violenze e le migrazione di massa e il modello del Cielo, con una suora clarissa che muore nel silenzio di un monastero nel 1942 e 84 anni dopo viene portata agli altari per restituire pace a Gerusalemme.
Noi da che parte stiamo?
Noi lo abbiamo scelto.
Noi stiamo con Suor Maria della Trinità.
Con il Rosario come arma.
Per la difesa nazionale, culturale e religiosa dell’Italia Cristiana.
Perché abbiamo capito che l’unica pace possibile, a Gerusalemme come a Padova, a Modena come a Roma, non viene dai tribunali degli uomini, non viene dalle primarie del campo largo, non viene dall’ONU.
Viene dalla Croce.
Viene dai Santi.
Viene da Cristo Re.
Preghiamo Suor Maria della Trinità perché interceda per la pace di Gerusalemme.
E preghiamo perché interceda anche per la pace dell’Italia, invasa, svenduta, tradita dai suoi stessi giudici e dai suoi stessi politici.





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