L'Italia Quotidiano

LA MESSA CHE FACEVA TREMARE L’INFERNO

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Ramona Castellino

Pia Manelli, figlia spirituale del santo da Pietralcina, rompe il silenzio: “Padre Pio non celebrava, RIVIVEVA il Calvario. 3 ore di Passione sull’altare. Altro che le Messe buffet di oggi”

Dimenticate le Messe di 18 minuti con chitarrine, applausi e omelie sull’ecologia integrale.

C’era una volta, in Italia, un prete che quando celebrava Messa faceva fermare il tempo. Faceva piangere gli uomini più duri.
Faceva urlare i posseduti fuori dalla chiesa.

Si chiamava Padre Pio da Pietrelcina.
E oggi, una sua figlia spirituale, Pia Manelli, ha deciso di parlare e di dire quello che nessuno ha più il coraggio di dire.

“La sua Messa durava 2-3 ore”, racconta Pia. “Non perché era lento. Perché soffriva. Sull’altare riviveva la Passione.
Si fermava.
Piangeva.
Guardava il Crocifisso e diventava il Crocifisso”.

Avete capito?
Non “presiedeva l’assemblea”.
Non “condivideva il pasto”. *

RIVIVEVA IL CALVARIO.

Ogni giorno.
Con le stimmate aperte che sanguinavano sotto i guanti.

Oggi ci dicono che la Messa è convivialità, è festa, è comunità.

Padre Pio ci ricorda che la Messa è il Sacrificio del Golgota che si rinnova in modo incruento.
È sangue.
È dolore.
È riparazione per i peccati del mondo.

Ecco perché i modernisti lo odiavano già allora.

Ecco perché lo hanno perseguitato, spiato, gli hanno proibito di confessare per 2 anni, gli hanno tolto la Messa in pubblico.

Perché un prete così sbugiardava da solo tutta la loro fuffa.

Qui viene il punto che farà scandalo tra i preti arcobaleno di oggi.

Pia Manelli lo dice chiaro:

“Se si trattava di peccati, era brusco”.

Brusco.
Duro.
Ti urlava.
Ti cacciava dal confessionale se non eri pentito.
Se andavi lì per giustificarti, per dire “eh Padre, ma i tempi sono cambiati”, ti prendeva a male parole.

Perché sapeva che il peccato ti porta all’inferno.
E lui non voleva farti andare all’inferno.

Oggi invece cosa abbiamo?
Confessionali vuoti, preti che dicono “Dio ti capisce”, “non ti preoccupare”, “accompagniamo”. Accompagniamo dove? All’inferno con accompagnamento?

Padre Pio non accompagnava

Ma strappava le anime a Satana.

Ma, e qui sta la santità, Pia aggiunge subito:

“Era dolcissimo, soprattutto di fronte al dolore”.

Davanti a una madre che aveva perso un figlio, davanti a un malato di tumore, davanti a chi piangeva davvero, diventava tenero come una madre.

Ti prendeva le mani.
Ti guardava con quegli occhi che leggevano dentro.
Ti diceva: “Offri tutto a Gesù”.

Rigore per il peccato. Misericordia infinita per il dolore.
L’esatto contrario della chiesa di oggi: misericordiosa con il peccato e dura con chi soffre perché ama la Tradizione.

Bilocazioni, profumo di rose e gigli che inondava San Giovanni Rotondo a chilometri di distanza, guarigioni istantanee, lettura dei cuori.

Pia Manelli li ha visti. Non letti su un libro. Visti.

Perché Padre Pio era la prova vivente che il soprannaturale esiste. Che Dio interviene.
Che la fede non è sociologia, non è sinodo, non è “camminare insieme”.

È un uomo inchiodato alla Croce che celebra e fa scendere Cristo sull’altare con le sue mani piagate.

Mentre a Roma si discute se benedire le coppie gay, se dare l’Eucaristia agli adulteri, se cambiare il Padre Nostro perché “non ci indurre” è troppo duro, questa intervista è uno schiaffo.

Padre Pio è il modello di prete che la Chiesa conciliare ha cercato di seppellire: Messa lunga, in latino nell’anima anche se in rito antico, devozione al Rosario notte e giorno, digiuno, penitenza, confessioni di 14 ore al giorno.

Non faceva tavole rotonde.
Confessava.

Non faceva sinodi. Celebrava.

Non parlava di clima. Parlava di anime, di inferno, di Paradiso.

E la gente faceva 20 ore di treno per andare da lui.
Oggi fanno 20 minuti e scappano dalle nostre parrocchie.

Ragazzi, se cercate un modello di Chiesa, non guardate Santa Marta. Guardate San Giovanni Rotondo.

Lì c’è un prete con le mani bucate che ancora oggi, dalla sua tomba, fa più conversioni di tutti i vescovi tedeschi messi insieme.


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