La Redazione
Non è una festa.
Non è folklore.
È un paese italiano preso in ostaggio.
Pasiano di Pordenone, Friuli Venezia Giulia, 7 mila abitanti.
Gente che lavora la terra da mille anni.
Sabato è stato cancellato.
Strade sbarrate, traffico in tilt per ore, autoambulanze bloccate, negozi chiusi, cittadini barricati in casa, nonni che non potevano uscire.
Per cosa?
Per la festa dei sikh.
Migliaia. Arrivati da tutto il Nord con pullman, furgoni, macchine. Hanno invaso tutto.
Il sindaco Marta Amadio è sbottata davanti alle telecamere:
“CITTADINI IN OSTAGGIO. SONO FURIOSA, LE REGOLE NON SONO STATE RISPETTATE”.
Ma quali regole?
In Italia le regole valgono solo per gli italiani.
Perché questi signori girano armati.
Avete capito bene.
Portano il kirpan.
Non è un ciondolo.
Non è una collanina.
È un pugnale.
Lama curva da 20 centimetri, affilata come un rasoio, portata alla cintola a vista.
Uno di quei coltelli che se lo porti tu, italiano, a Pasiano, ti arrestano per porto abusivo d’arma e ti fai 6 mesi di denuncia e processo.
Se lo porta un sikh, è “simbolo religioso”.
È “libertà di culto”.
È “ricchezza multiculturale”.
Questa è la truffa più grande.
La Cassazione ha già detto nel 2017 che è illegale.
Un sikh di Goito condannato a Mantova: “Le usanze religiose non possono abrogare le norme di sicurezza pubblica”.
Punto.
La legge è uguale per tutti.
Ma da allora la magistratura rossa e la politica buonista hanno insabbiato tutto.
Hanno inventato il kirpan “spuntato”, “non affilato”, “cucito nei vestiti”.
Un pugnale è un pugnale.
Se domani un friulano si difende con un pugnale spuntato, finisce in galera lo stesso.
Siamo arrivati all’assurdo: a te italiano tolgono il temperino a scuola a tuo figlio perché è pericoloso, ma al figlio di un altro permettono di entrare in classe con un coltello rituale perché lo dice la sua religione.
Il crocifisso al muro dà fastidio e va tolto.
Il coltello per strada è ok.
Questo non è integrazione.
Questa è sottomissione. È resa dello Stato.
Siamo a 220 mila sikh in Italia.
60 mila nell’Agro Pontino dove comandano loro nelle campagne, 10 mila a Novellara dove i nostri contadini non trovano più casa.
Hanno 60 templi, i Gurdwara, veri e propri centri di potere.
E quando decidono di fare festa, un intero comune italiano chiude.
Oggi è Pasiano.
Domani sarà Pordenone, sarà Udine, sarà Treviso.
E cosa fa lo Stato?
Si inchina.
Manda i vigili a gestire il traffico dei padroni stranieri e dice ai cittadini italiani di avere pazienza, di essere inclusivi.
Pazienza di cosa?
Di vedere un esercito di persone girare armate sotto casa tua mentre tu non puoi nemmeno portare un coltellino svizzero?
La sinistra che piangeva per i manganelli a Pisa, oggi giustifica le armi bianche per strada se sono etniche.
La stessa sinistra che vuole disarmare i nostri Carabinieri, vuole disarmare i nostri cittadini onesti, permette che migliaia di stranieri girino con pugnali rituali in nome della tolleranza.
Questa non è tolleranza. È vigliaccheria.
È la vigliaccheria di una classe politica che ha paura di dire una cosa semplice:
IN ITALIA LA LEGGE È UNA SOLA. E NON AMMETTE COLTELLI PER STRADA, NÉ PER FEDE NÉ PER FOLKLORE.
O ci svegliamo o Pasiano sarà solo l’inizio.
Un paese in ostaggio oggi, una regione in ostaggio domani.
Futuro Nazionale lo dice da sempre: stop alle deroghe religiose sulle armi.
Chi vuole stare in Italia rispetta le leggi italiane. Altrimenti se ne sta a casa sua.
Basta ostaggi. Rivogliamo Pasiano. Rivogliamo l’Italia.





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