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BROGLI IN SVEZIA: LA SINISTRA VINCE CON I TAXI E LE SCHEDE GIÀ COMPILATE. SOTTO INCHIESTA UN SOMALO DEM

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La Redazione

In Svezia è successo quello che la sinistra europea dice che non può mai succedere: i brogli.

E non in un quartiere di periferia. In una intera contea.
E non per un voto.
Per undici seggi del Riksdag, il parlamento nazionale.

Siamo nel Dalarna, cuore profondo della Svezia.
Alle elezioni legislative del 13 settembre scorso, quelle vinte di un soffio dal blocco rosso-verde per 176 a 173, c’è stato un “exploit” che ha fatto drizzare le antenne a tutti.

Quello di Mohamed Abdukardir Ali, candidato della Sinistra (Vänsterpartiet), di origini somale.

Un exploit talmente anomalo che la Procura ha aperto un fascicolo.

Cosa contestano gli inquirenti svedesi?

Secondo i giornali svedesi il sistema sarebbe stato questo:

Taxi elettorali: minivan e taxi pagati per andare a prendere a casa gli elettori, soprattutto nelle comunità immigrate, e portarli direttamente al seggio.
In Svezia è vietato trasportare elettori se c’è un condizionamento del voto.

Schede già compilate: a diversi elettori sarebbero state consegnate schede già crociate sul simbolo della Sinistra, con l’indicazione di “inserirle così come sono”.

Voto di gruppo: testimoni parlano di persone entrate in cabina accompagnate, o di intere famiglie che votavano sotto la supervisione di attivisti del partito.

Il risultato?
Nel Dalarna la Sinistra ha avuto un balzo di voti totalmente fuori scala rispetto al resto del Paese.

L’interessato, Mohamed Abdukardir Ali, nega tutto.
Dice che è razzismo.

Ma la magistratura svedese non la pensa così: per la prima volta nella storia del Regno di Svezia, si sta valutando l’annullamento e la ripetizione del voto in tutta la contea,

Significa rivotare per 11 seggi del Riksdag.

Undici seggi che hanno deciso la maggioranza. Se venissero tolti al centrosinistra, il governo rosso-verde di Magdalena Andersson cadrebbe prima ancora di nascere.

Questa storia non è una curiosità scandinava.
È lo specchio del nostro futuro.

La Svezia ha accolto 600.000 somali e iracheni negli ultimi 15 anni in nome dell’accoglienza. Risultato?

61 no-go zone controllate dalle gang
Sparatorie a Stoccolma e Malmö ogni notte
E ora, brogli elettorali di comunità.

Hanno importato persone che non riconoscono le nostre regole, poi si stupiscono che non rispettino le regole del voto libero.

La sinistra svedese lo sapeva.
Ha costruito il suo nuovo bacino elettorale nelle moschee e nei centri per rifugiati.
Taxi, schede pronte, voti di blocco.
È clientelismo etnico, non democrazia.

È lo stesso schema che la sinistra italiana sogna con lo ius soli: 1 milione di nuovi elettori presi dalle periferie islamizzate, portati al seggio in pullman per votare PD e Sinistra Italiana.

A Dalarna li hanno beccati.
In Italia ancora no.

Ora guardiamo cosa fa la Svezia: se confermerà i brogli e annullerà 11 seggi, darà una lezione di democrazia a tutta Europa.

Noi lo diciamo da anni: senza cittadinanza meritata, senza assimilazione, senza controllo dei confini, il voto diventa una farsa.

I somali non votano come gli svedesi.
E i magistrati svedesi se ne sono accorti.


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