Freedom
“Non vogliamo morire come Gianfranco Fini” ha tuonato il filosofo ed ideologo di Futuro Nazionale Lorenzo Gasperini, un faro e punto di riferimento culturale e metapolitico per tutto il movimento della Controrivoluzione e del Fronte della Tradizione.
Non una semplice affermazione, una vera promessa di Vittoria!
Non soltanto futura, ma presente. Soprattutto per tutti quei militanti ed attivisti che, non solo non vogliono morire come Gianfranco Fini, ma che Fini lo hanno combattuto e come Fini non ci hanno vissuto.
Questa frase, lanciata da Gasperini dal palco di Orvieto, è una vittoria per quel mondo che non è affogato nelle acque di Fiuggi e per oltre 30 anni non si è fatto abbracciare da Alleanza Nazionale (partito e fondazione).
E’ un riconoscimento politico a chi, rinunciando a carriere politiche, serenità familiari, opportunità sociali e lavorative, ha detto no a Fini, ad Alleanza Nazionale e non è rimasto folgorato su via della Scrofa.
E’ la vittoria di chi ha difeso, in questo trentennio, la Fiamma Tricolore e ha portato avanti la Fiaccola senza cedere alle lusinghe del potere.
Senza presunzione: è la nostra vittoria!
Quelli del “mai stati con An!”.
Non siamo certi che Lorenzo Gasperini e i dirigenti di Futuro Nazionale abbiano voluto onorare quei militanti che in questi 30 anni hanno resistito a Fini, alla destra liberale, al conservatorismo e alla svendita di un patrimonio politico, metapolitico e culturale (compresi morti, caduti e martiri), oppure volontariamente hanno voluto dare un riconoscimento ad un sacrificio enorme, fatto anche di emarginazione, repressione, criminalizzazione e mostrificazione… ma il guanto di sfida è stato lanciato.
E quella frase, che come un filmine a ciel sereno ha squarciato il cuore di migliaia di nazional-popolari… (e diciamolo senza timore… migliaia di camerati e milioni di italiani!) è un attestato di stima e di vittoria nei confronti di chi non ha mollato ed oggi ha permesso a Vannacci e al suo partito di nascere ed affermarsi!
Senza il sacrificio di centinaia di attivisti che in questi 30 anni hanno tenuto accesa la Fiamma e hanno marciato con la Fiaccola in alto… oggi ci sarebbe Futuro Nazionale e un partito nazionalista che potrebbe arrivare a doppie cifre?
Dopo 30 anni a destra del partito ufficiale di destra esiste una destra sociale, popolare e nazionale. Cattolica e tradizionale. Come mai successo.
E non riconoscere le radici, quelle profonde e che non gelano, di questa destra autentica e destinata alla vittoria, nelle lotte anti-finiane sarebbe ingiusto e sbagliato da un punto di vista storico e politico.
Questa frase inoltre racconta la storia di due popoli…
Quello riunitesi ad Orvieto al Forum dell’Indipendenza, che vede oggi Vannacci come leader… e quello che si è ritrovato all’Eur, a Felix, alla festa dei giovani di Fratelli d’Italia, partito erede di An che a via della Scrofa ha sede.
Da una parte abbiamo la forza serena di Vannacci e Gasperini…
Una forza profonda e decisa, che non urla, ma marcia senza sosta…
A Felix abbiamo sentito una Meloni urlare e rincorrere il Generale, su temi e proposte, oltre che nello stile.
A Orvieto c’è stato un popolo esultante alla frase “Non vogliamo morire come Gianfranco Fini”… a Felix abbiamo assistito a giovani costretti ad ascoltare e ad applaudire proprio Gianfranco Fini.
Al Forum dell’Indipendenza di Futuro Nazionale e Gianni Alemanno si è rivendicata e rilanciata la storia della destra sociale e del sovranismo, a Felix si continua ad essere eredi di Fiuggi… a preferire il conservatorismo alla controrivoluzione.
In Umbria si è cantato l’inno nazionale e le canzoni identitarie, figlie della nostra storia nazionale e militante, alla festa di Gn hanno preferito (per carità bravo ed apprezzato) Rino Gaetano.
Sono due mondi questi che, devono sì allearsi per vincere le elezioni e fermare questa sinistra woke, globalista, liberal, gender e fanaticamente neo-comunista, ma rimangono diversi.
Una diversità antropologica e culturale, prima che politica, che rivendichiamo con orgoglio.
Tra Meloni e tutte le varie alternative scegliamo sempre la Meloni.
Sia chiaro.
Ma non siamo figli né di Fiuggi, né della generazione Atreju!
Siamo i figli del Movimento Sociale Italiani e del Fronte della Gioventù, della destra sociale e di chi ha innalzato il Tricolore dove un tempo regnava lo straccio rosso.
Siamo “Italia agli italiani!”. Non da oggi. Da oltre 30 anni.
Siamo quelli… “Mai stati con Fini!”. Non stavamo a Fiuggi. E nemmeno con An!
Grazie Gasperini! Grazie davvero.
Avanti tutta per il futuro della nazione (nazionale).





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