Riccardo Bianchi
Cinecittà Est, Tor Sapienza, oggi il Quadraro. In pochi giorni diversi quartieri romani sono diventati teatro di mobilitazioni sulla sicurezza. I numeri sono già significativi: circa 500 persone a Cinecittà Est e oltre 1.500 a Tor Sapienza. Per la mobilitazione di oggi al Quadraro vedremo, ma si preannuncia molto partecipata.
Il messaggio che emerge dalle proteste è netto: i romani ritengono insufficiente la risposta delle istituzioni davanti a spaccio, occupazioni abusive, furti, risse e degrado. A Tor Sapienza gli stessi organizzatori hanno precisato che la protesta è contro l’illegalità, non contro gli stranieri, e alla manifestazione hanno partecipato anche residenti di origine straniera.
È proprio questa distinzione a rendere più serio il tema dell’immigrazione irregolare. Essere straniero non significa delinquere, ma uno Stato deve sapere chi entra, chi rimane e a quale titolo. Quando una persona non ha diritto di soggiornare in Italia, devono essere applicate le procedure previste dalla legge; quando commette anche reati, devono operare sia la giustizia penale sia, nei casi consentiti dalla normativa e con le relative garanzie, le procedure di espulsione e rimpatrio.
È in questo significato giuridico che può essere discusso anche il termine “remigrazione”: non come allontanamento collettivo basato sull’origine, ma come politica di rimpatrio delle persone straniere che non possiedono un titolo legale per restare, non hanno diritto d’asilo e magari delinquono pure.
Il problema politico posto dalle piazze romane resta quindi molto concreto: controllo del territorio, certezza delle regole, contrasto ai racket e allo spaccio, recupero degli immobili occupati illegalmente e gestione effettiva dell’immigrazione irregolare.
Le iniziative contro le discriminazioni possono avere una loro funzione, ma non sostituiscono queste politiche. Nei quartieri che protestano la domanda rivolta alle istituzioni è innanzitutto un’altra: possiamo tornare a vivere le nostre strade senza paura?
Cinecittà Est e Tor Sapienza mostrano che una parte consistente dei cittadini sta chiedendo una risposta. La verifica decisiva sarà vedere quali interventi concreti seguiranno alle manifestazioni.





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