Ramona Castellino
La Toscana massonica e abortista di Eugenio Giani ha superato l’ultimo confine.
Con delibera della giunta rossa, ha aperto all’aborto chimico a domicilio.
Non più nemmeno bisogno dell’ospedale. Non più nemmeno bisogno di guardare in faccia il delitto.
Si uccide in casa.
In cucina. In salotto.
Nel water di casa.
Ecco il volto finale della rivoluzione anti-Cristo: la casa, che Dio ha voluto come santuario della vita, trasformata in mattatoio privato.
Il meccanismo è infernale e va detto senza eufemismi.
Basta edulcorazioni false e devianti.
Ogni donna che abortisce deve avere la piena consapevolezza dell’atto che sta compiendo.
E una volta deciso farà i conti con la sua coscienza.
Il primo veleno viene somministrato in consultorio:
Il Mifepristone uccide il bambino.
Gli stacca il nutrimento. Lo soffoca nell’utero materno.
Un bambino di 9, 10, 12 settimane, con cuore che batte, con mani e piedi già formati.
Secondo veleno a casa:
il Misoprostolo.
La madre, da sola sul suo divano, provoca il travaglio.
E poi va in bagno e partorisce il suo figlio morto.
Lo vede cadere nel sangue.
Nella tazza.
Come un escremento.
È un parto di un cadavere.
È la madre il becchino di suo figlio.
E lo chiamano “autodeterminazione”.
Lo chiamano “avanguardia” e “emancipazione femminile”.
È abbandono satanico.
È lasciare una donna sola davanti al frutto del suo peccato e del peccato di uno Stato assassino.
L’aborto chimico a domicilio ha due colpe mortali.
La prima: uccide due volte.
Uccide il corpo del bambino e uccide l’anima della madre, lasciandola sola con il trauma, con l’emorragia, con il rischio di morire dissanguata in casa senza medico.
Le complicanze sono note e taciute: emorragie massive, sepsi, utero lacerato, aborti incompleti che poi finiscono in pronto soccorso a pezzi.
Ma a Giani non interessa.
A chi serve la morte non interessa la salute.
La seconda colpa: toglie il testimone.
In ospedale c’era ancora un obiettore, un’infermiera che piangeva, un cappellano che poteva entrare.
A casa non c’è nessuno.
Solo la donna e il suo bambino ucciso.
Così nessuno vede, nessuno si scandalizza, nessuno denuncia.
È la strategia perfetta della Massoneria: rendere l’omicidio invisibile.
Non è un caso che parta dalla Toscana.
La Toscana è da tre anni il laboratorio dell’anti-Chiesa.
Prima legge regionale sul suicidio assistito, contro Dio e contro la Costituzione, per uccidere i vecchi e i malati.
Ora aborto a domicilio per uccidere i bambini.
Giani vuole fare della Toscana la California d’Italia: aborto fino al nono mese, eutanasia di Stato, fecondazione artificiale per tutti, trans nei bagni delle scuole.
Mentre le chiese sono vuote perché i vescovi parlano di migranti e di clima, mentre le culle sono vuote perché nessuna donna vuole più fare la madre, la risposta della Regione è una sola: aiutiamo a non nascere e aiutiamo a morire.
È il programma di Satana.
Editoriale uno Stato che decide chi vive e chi muore è uno Stato assassino.
La Toscana oggi è Stato assassino.
E non possiamo tacere. Non possiamo dire “è un tema eticamente sensibile”.
No.
È omicidio.
È peccato mortale che grida vendetta al cospetto di Dio.
Ogni pillola RU486 a domicilio è una Messa nera celebrata in una casa toscana.





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