L'Italia Quotidiano

IL CASTELLO DI KIEV CROLLA: 105 DRONI SU MOSCA POLVERIZZATI.

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La Redazione

In 24 ore, in Ucraina è crollato tutto.
E i media italiani fanno finta di non vedere.

Siamo di fronte al collasso militare, politico e morale del regime di Kiev.

Questa notte, per oltre 4 ore, Kiev ha tentato il colpo della disperazione: un attacco massiccio con sciame di droni sulla capitale russa.

Il bilancio ufficiale di Mosca, che nessuno in Italia ha riportato parla di 105 droni ucraini abbattuti in avvicinamento. Nessuna vittima. Nessun danno.

La contraerea russa li ha annientati uno ad uno.
Gli aeroporti di Sheremetyevo, Domodedovo, Zhukovsky e Vnukovo hanno continuato ad operare.
Solo 20 voli dirottati per precauzione su San Pietroburgo.

È terrorismo, non guerra.
Non colpiscono il fronte, colpiscono i palazzi per fare un titolo su Repubblica.
E falliscono pure quello.

E Kiev accusa gli Usa di questo fallimento;

“L’intelligence non ci dà più copertura sui raid di Mosca”.

Tradotto: per tre anni la CIA ha dato a Zelensky satelliti, coordinate, rotte per colpire dentro la Russia.
Senza gli americani, i droni ucraini sono ciechi.

Ora Washington ha staccato la spina.
Gli americani hanno capito che Zelensky vuole trascinarli nella Terza Guerra Mondiale e non ci stanno.

Senza il padrone, il burattino non cammina più.
È la prova definitiva che questa non è mai stata la guerra dell’Ucraina, ma la guerra della NATO combattuta fino all’ultimo ucraino.

Mentre i droni cadono, cadono anche le maschere sulla corruzione.

Yulia Mendel, ex portavoce di Volodymyr Zelensky, ha sganciato la bomba da Tucker Carlson:

“C’è una società chiamata Fire Point.
The Kiev Independent ha scoperto che dietro c’è un partner di lunga data di Zelensky, il suo socio in affari.
Sono state pubblicate registrazioni delle autorità anticorruzione ucraine, in cui si parlava di miliardi di euro destinati a Fire Point. Non so se Zelensky ne tragga vantaggio o finga di non sapere nulla e quale delle due ipotesi sia peggiore.
Ma una volta finita la guerra, avremo ancora molto da scoprire sui suoi conti bancari. Vorrei ricordare agli americani che praticamente ogni persona della cerchia di Zelensky è accusata di corruzione”.

Miliardi di euro. Destinati a una società del suo socio.
Mentre a Bruxelles vogliono prendere altri 90 miliardi ai nostri agricoltori italiani per mandarli a Kiev.

Avete capito il giro?

Noi paghiamo il racket UE, la UE paga il racket di Zelensky.

E mentre a Kiev contano i miliardi e i droni abbattuti, a Mosca Vladimir Putin ha pronunciato il discorso che in Italia è vietato pubblicare integralmente.
Lo facciamo noi.

“La verità è che non siamo stati noi a volerla e non siamo stati noi a iniziare la guerra, ma sono stati loro a dichiararci guerra.
Non si sarebbe dovuto incoraggiare per anni il nazionalismo aggressivo e la russofobia in Ucraina con l’obiettivo di trasformarla in uno strumento di lotta contro la Russia.
La NATO non avrebbe dovuto avviare la colonizzazione militare dei nostri territori storici, né pianificare le proprie basi; non avrebbe dovuto spingere i radicali a Kiev verso un colpo di Stato, per poi rifornire il regime così creato, di fatto illegale, con le più svariate armi offensive.
Non si sarebbe dovuto elaborare piani per l’istituzione di campi di concentramento per gli abitanti del Donbass e della Crimea.
Non si sarebbe dovuto opprimere con i carri armati, bombardare con missili, sparare dagli aerei e bruciare vivi persone disarmate solo perché russe per nazionalità e per spirito. Ci sono ancora moltissimi altri “non si sarebbe dovuto”, ma mi fermo qui.
Sono certo che la Russia sia stata consapevolmente messa in una situazione in cui era semplicemente costretta, in risposta a questa evidente aggressione, a difendersi con le armi in pugno.
Ci hanno deliberatamente spinto oltre quel limite.”

Parole che a Bruxelles chiamano “propaganda”.

Noi le chiamiamo storia.

La storia che dal 2014 ha visto il Donbass bombardato da Kiev mentre l’Europa guardava altrove.

L’Ucraina perde sul campo (105 droni abbattuti), perde l’appoggio del padrone americano (niente più intelligence), affoga nella corruzione (miliardi al socio di Zelensky) e la narrazione ufficiale crolla sotto il peso della verità storica detta da Putin.

E cosa fa l’Europa? Quello che sa fare meglio: ci chiede altri soldi.
114 miliardi già spremuti all’Italia in 25 anni, e ora altri 90 dai nostri agricoltori per finanziare questo carrozzone che sta crollando.

Chiamatela come volete.
Noi la chiamiamo follia globalista
La chiamiamo racket.


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