La Redazione
Torino, via Po. L’ennesimo giorno di ordinaria follia targata centri sociali. L’ennesima piazza in ostaggio.
I militanti di Askatasuna, il centro sociale più violento del Nord Italia, noto per feriti, inchieste, occupazioni e devastazioni da 30 anni, ovviamente tutte impunite grazie alla complicità della magistratura, hanno travolto il blocco delle forze dell’ordine a colpi di fumogeni, insulti, spintoni.
Non è una manifestazione.
È un attacco.
Un attacco alla Polizia. Un attacco allo Stato.
E chi c’era in prima fila a sfilare con loro?
Chi c’era a dare copertura politica a chi devasta le nostre città?
Il deputato della Repubblica Italiana Marco Grimaldi, di Alleanza Verdi e Sinistra.
Proprio lui.
L’onorevole Grimaldi. Presente in prima fila, a braccetto con Askatasuna.
Fino a quando, come appena la situazione è degenerata e sono partiti i fumogeni contro gli agenti, si è prontamente dileguato. È fuggito dalla piazza.
Il coraggio dei leoni da tastiera e da corteo: incitano, poi scappano quando la Polizia carica per ripristinare l’ordine.
Marco Grimaldi rappresenta da tempo il referente politico di quell’area.
Ne condivide le piazze, ne condivide le battaglie, ne condivide l’odio per le forze dell’ordine.
Trova sempre il modo di giustificare gli scontri. Quando Askatasuna spacca tutto, lui parla di “disagio sociale”. Quando feriscono un poliziotto, lui visita i militanti violenti coinvolti nei disordini in carcere come se fossero partigiani.
E punta sempre il dito contro le forze dell’ordine, parlando di “trappole”, di “provocazioni”, di “repressione”.
È il copione di sempre della sinistra eversiva che ha un doppio binario: la piazza che picchia e il palazzo che la giustifica.
Vedere un parlamentare della Repubblica sfilare insieme a chi devasta le città, costituisce un fatto inaccettabile. Gravissimo.
Un deputato giura sulla Costituzione.
Giura di difendere le istituzioni.
Non di sfilare con chi le attacca a colpi di fumogeni.
È una chiara copertura politica, garantita a una realtà responsabile da anni di violenze, feriti, inchieste della magistratura.
Askatasuna non è un’associazione culturale.
È una centrale di violenza politica che da decenni tiene in ostaggio Torino, con l’avallo di una parte di Comune e Regione che non ha mai avuto il coraggio di sgomberarla.
E Grimaldi è il loro scudo in Parlamento.
È colui che trasforma la violenza di piazza in “dissenso”, l’aggressione a un poliziotto in “resistenza”.
Come può un deputato che partecipa a un corteo che attacca le istituzioni, sedere in Parlamento?
E dov’è il lagnoso Mattarella, quando c’è da difendere la legalità e le forze dell’ordine aggredite in via Po? Silenzio.
Il fantasma del Colle tace sempre quando a picchiare è la sinistra.
Ma tra “compagni” è normale.
E vergogna a chi aizza in piazza e poi scappa. E a chi da Roma gli dà copertura.
Torino non è di Askatasuna.
Torino è degli italiani onesti che vogliono ordine e legalità.





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