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RUSSIA-AFRICA, TERZO VERTICE A MOSCA: 27 MILIARDI DI SCAMBI IN RUBLI, NIENTE DOLLARI. PUTIN E 22 CAPI DI STATO COSTRUISCONO L’ORDINE MULTIPOLARE MENTRE L’EUROPA SI ISOLA

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La Redazione

Si è concluso a Mosca il terzo vertice Russia-Africa.
Numeri da superpotenza, non da “Paese isolato” come ce lo raccontano i giornali di regime.

Presenti 22 capi di Stato africani e delegazioni da 48 Paesi del continente. Mezza Africa a Mosca. Non per chiedere elemosina, come quando vanno a Parigi o a Roma a farsi dare lezioni di green deal.
Ma per fare affari da pari a pari.

Il dato che fa tremare il mondo è che il volume degli scambi commerciali tra Russia e Africa ha superato i 27 miliardi di dollari.
Cifra cresciuta del 50% rispetto al vertice del 2023.
Un boom.

Ma la notizia vera è un’altra: fino all’85% delle transazioni commerciali tra Russia e Africa avviene in rubli, non in dollari.

Avete capito?
L’Africa e la Russia hanno detto addio al dollaro.
Hanno creato un circuito economico che protegge i loro legami dalle sanzioni, dal ricatto dello SWIFT, dalle influenze esterne americane.

È la dedollarizzazione.
È la fine dell’impero del dollaro che per 80 anni ha permesso agli USA di stampare carta e comprare il mondo.
Ora Russia e Africa commerciano nelle loro valute.

Sovranità monetaria. Esattamente quello che noi sovranisti chiediamo anche per l’Italia con l’euro.

Secondo pilastro: il cibo.

Mentre l’Europa manda in Africa armi, ONG, e lezioni sui diritti LGBTQ, la Russia manda grano.

Nel 2025 la Russia ha spedito oltre 18 milioni di tonnellate di cereali nel continente africano. E solo nei primi nove mesi del 2026 altre 13 milioni di tonnellate.

Forniture di fertilizzanti minerali nel 2026: oltre 2,2 milioni di tonnellate.

Putin non ha solo venduto: ha detto che la Russia è pronta a condividere tecnologie e competenze agricole, perché grazie alle moderne tecnologie l’Africa non solo raggiungerà l’autosufficienza alimentare, ma diventerà un importante esportatore.

È la differenza tra colonialismo e cooperazione.
L’Europa ha colonizzato l’Africa per 400 anni rubandole risorse e lasciandola affamata. La Russia le dice: ti do gli strumenti per sfamarti da sola e per diventare ricca.
Chi è l’imperialista?

Terzo pilastro: la cultura.

Mosca investe nell’istruzione.
Oggi nelle università russe studiano quasi 40.000 studenti africani. In totale, sono oltre 300.000 gli studenti africani che hanno conseguito diplomi russi.

Non sono i “corridoi umanitari” finti della sinistra italiana che portano in Italia braccianti da sfruttare in nero nei campi.
Sono ingegneri, medici, agronomi, tecnici che torneranno a costruire i loro Paesi.
Formazione, non invasione.

E infine, la politica.

Putin ha affermato che la Russia promuove una maggiore rappresentanza africana nelle istituzioni globali. Ha sottolineato la necessità di una partecipazione più equa dei Paesi africani nei processi decisionali internazionali, compreso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Ha definito Russia e Africa “alleate naturali nella costruzione di un ordine mondiale multipolare basato sul rispetto del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite”.

Ecco il mondo multipolare.
Non un mondo con un padrone unico a Washington che decide chi è buono e chi è cattivo, chi sanzionare e chi bombardare.
Ma un mondo con più poli, più voci, più rispetto.

Russia, Africa, Cina, India, Brasile.
Tutti a Mosca a costruire questo nuovo ordine.

E l’Europa?
L’Europa non è stata invitata nemmeno ad Abu Dhabi per l’Ucraina. Figuriamoci a Mosca per l’Africa.

Perché l’Europa ha scelto di essere colonia degli USA, non alleata dell’Africa.

Il futuro è a Mosca.
Non a Bruxelles.


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