Ramona Castellino
1 novembre.
Per i giornali laici è “il ponte”.
Per le agenzie di viaggio è “Halloween lungo”.
Per i globalisti è la festa delle zucche, dei morti viventi, dei bambini travestiti da diavoli.
Per noi cattolici è
Ognissanti.
Ed è tutto un altro mondo.
È la festa più controcorrente che ci sia.
È la festa che il mondo contemporaneo odia, perché gli ricorda che esiste il Cielo, che esiste la Santità, che esiste una Verità che non si piega al modernismo.
Hanno provato in tutti i modi a rubarcela.
A sostituirla.
Prima ci hanno detto che il 31 ottobre è Halloween.
Una festa pagana, celtica, poi americana, fatta di horror, di morte spettacolarizzata, di satanismo edulcorato. L’hanno imposta nelle scuole, nei supermercati, in TV. Hanno detto ai nostri figli: travestitevi da mostri, da streghe, da diavoli.
Celebrate la morte, non la Vita.
Perché?
Perché Halloween è la festa perfetta per il mondo senza Dio: celebra il buio, la paura, il macabro, il nulla.
Non chiede conversione, non chiede sacrificio, chiede solo consumo.
Compra la zucca, compra il costume, compra il dolcetto.
Ognissanti è l’esatto opposto.
Ognissanti è la festa della Luce.
È la Chiesa che il 1 novembre ci mette davanti non le nostre paure, ma i nostri modelli.
Non i mostri, ma i Santi.
San Francesco che spoglia tutto per Cristo. Santa Giovanna d’Arco che prende la spada per difendere la sua patria. San Michele Arcangelo che schiaccia il demonio.
San Pio da Pietrelina che combatte il demonio nella sua cella. Santa Teresa che muore d’amore per Dio. Migliaia, milioni di uomini e donne che hanno detto di sì a Dio fino all’eroismo.
Halloween ci dice: sei polvere e tornerai polvere, travestiti da morto.
Ognissanti ci dice: sei chiamato a diventare Santo.
È la differenza tra una civiltà che si arrende alla morte e una civiltà che la vince.
Eppure, guardate cosa ha fatto lo Stato italiano, apostata e laicista, con Ognissanti.
L’ha ridotta a “ponte”.
A giorno di chiusura degli uffici.
Non una festa cattolica, ma una pausa dal lavoro per andare al mare. Nessun richiamo nelle scuole.
Nessuna celebrazione pubblica.
Il Presidente della Repubblica, Mattarella, non spenderà una parola sulla santità.
La Rai parlerà di turismo e di code in autostrada.
È la strategia del laicismo: non vietare le feste cattoliche, svuotarle.
Renderle folklore, consumismo, vacanza. Togliere Cristo e lasciare la zucca.
Hanno fatto lo stesso con il Natale, ridotto a festa del solstizio e dei regali, e con la Pasqua, ridotta a festa dell’uovo di cioccolato.
Ma Ognissanti resiste. Resiste perché è insopprimibile.
Perché ogni famiglia cattolica domani andrà a Messa.
Perché ogni cimitero il 1 e 2 novembre si riempirà di popolo, nonostante tutto, a portare fiori ai propri morti, a pregare per le anime del Purgatorio.
Il popolo, quello vero, non quello dei talk show, è ancora cattolico.
Sa ancora che c’è un legame tra i Santi in Cielo, le anime in Purgatorio e noi militanti in terra.
È la Comunione dei Santi, che nessun decreto UE potrà mai abolire.
Ma Ognissanti non è solo memoria.
È militanza.
In un’epoca dove tutto ci dice di essere mediocri, fluidi, senza radici, senza Patria, senza Dio, senza famiglia, senza sacrificio, la festa di Ognissanti ci urla che la santità è possibile e necessaria.
Non è roba per preti e suore.
È roba per noi.
Per il padre di famiglia che difende i figli dall’ideologia gender nelle scuole.
Per la madre che insegna il Rosario.
Per il giovane che rifiuta la droga e la pornografia dilagante.
Essere Santi oggi significa essere controcorrente. Significa essere militanti.
Significa dire no al mondo globalista che vuole zucche e non Santi, che vuole morti che camminano e non Santi che intercedono, che vuole paura e non Speranza.
I Santi non erano buonisti.
I Santi erano guerrieri. San Bernardo predicava le crociate.
San Pio V organizzava la flotta di Lepanto.
Avevano una Fede che muoveva le montagne e le armate.
Il 1 novembre, non andate a comprare zucche.
Andate a Messa. Portate i vostri figli a Messa.
Insegnate loro i nomi dei Santi.
San Giorgio, Santa Chiara, San Sebastiano, Santa Caterina da Siena, patrona d’Italia e d’Europa.
Spiegate loro che l’Europa è nata non dall’UE, non da Maastricht, non da Soros, ma dai monasteri benedettini, dalle cattedrali, dalle crociate, dai Santi.
Spiegate loro che senza i Santi non c’è Europa. C’è solo un mercato di zucche.
E accendete una candela per i vostri morti.
Perché Ognissanti è anche vigilia della Commemorazione dei Defunti.
È la festa che ci ricorda che non finisce tutto qui.
Che c’è un Giudizio, c’è un Paradiso, c’è un Inferno.
Verità che il mondo di oggi vorrebbe censurare come “odio”.
Noi siamo figli dei Santi. Siamo eredi di una civiltà bimillenaria che ha cristianizzato il mondo.
Non siamo figli di Halloween.
Siamo figli di Ognissanti.
E finché ci sarà un cattolico che domani entrerà in una chiesa per dire il Credo, questa civiltà non morirà.
Viva Cristo Re.
Viva Tutti i Santi.





Rispondi