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IL GOLPE GLOBALE: DA VARSAVIA A KIEV, DA WASHINGTON A ROMA, IL PIANO GLOBALISTA PER SCHIACCIARE I POPOLI.

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La Redazione

È il piano globalista

Tutto inizia in Polonia.
È il laboratorio del golpe.

Prima tappa, Donald Tusk occupa la televisione pubblica con la polizia.
Entra nella TVP, caccia i giornalisti, mette i suoi uomini.

Seconda tappa: occupa le aziende pubbliche. Epura i dirigenti, mette gli amici di Bruxelles e Berlino, svende l’industria polacca ai tedeschi.

Terza tappa: occupa la magistratura. Perseguita giudici e procuratori del precedente governo.

Quarta tappa, quella di questi giorni: manda la polizia alla Corte Costituzionale. Un’azione unica nel suo genere in Europa. Perché la Corte era l’ultimo baluardo che diceva: esiste una Costituzione, esiste un popolo sovrano, Bruxelles non può decidere tutto.

E quando il Presidente Karol Nawrocki al Consiglio di Sicurezza Nazionale, gli dice in faccia:
“La piena responsabilità ricade su un solo uomo: il premier Donald Tusk. Non si può ripristinare lo Stato di diritto con metodi che violano essi stessi gravemente la legge. Non passerò sopra questa situazione. Userò tutte le prerogative per fermare il sovvertimento dell’ordine costituzionale”

cosa fa Tusk?

Prepara la risposta finale: rinforzi di polizia a Varsavia, stato di emergenza, legge marziale stasera.

È Jaruzelski 2.0.
Nel 1981 il generale comunista dichiarò la legge marziale per schiacciare Solidarnosc. Oggi il premier europeista la dichiara per schiacciare la Polonia cattolica. Stesso metodo, stessa polizia, solo cambia il padrone: da Mosca a Bruxelles.

Perché i democratici globalisti, se non puoi vincere con il voto, vinci con la polizia, con i giudici, con l’arresto preventivo.

Il secondo pilastro del golpe globalista è ancora più cinico: se il popolo non ti vota, cambia il popolo.

Il terzo pilastro è il più orribile.
Il terrore per dar tacere i popoli.

Ma il piano globalista sta fallendo.
E questo è il motivo della loro furia.

Sta fallendo perché Nawrocki resiste in Polonia e dice: userò tutte le prerogative per fermare il sovvertimento dell’ordine costituzionale.

Sta fallendo perché Weidel in Germania ha chiesto al governo Merz di affrontare Zelensky a Berlino sul caso della prigione segreta e del 14enne.

Sta fallendo perché il popolo ucraino a Kiev, ha assaltato la prigione dell’Azov e ha liberato i torturati, nonostante la polizia schierata con i militari.

Sta fallendo perché il popolo francese odia Macron e guarda ai Sovranisti della Le Pen.

Sta fallendo perché il popolo polacco teme la dittatura e non si arrende.

Non è l’UE che deve salvarci.
Siamo noi che dobbiamo salvare l’Europa dall’UE.
Dalle sue polizie mandate alle Corti, dalle sue prigioni segrete, dalle sue cittadinanze di massa, dalle sue tasse verdi che distruggono l’industria, dal suo paganesimo relativista che distrugge la Fede.

Il golpe globale è in corso.
Ma la resistenza globale è già iniziata.

Da Varsavia a Kiev, da Washington a Roma, da da Parigi a Berlino, è la stessa battaglia: difesa nazionale, culturale e religiosa.

O Cristo Re, o gli idoli.
O i popoli sovrani, o i globalisti.

O adesso o mai più.


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