L'Italia Quotidiano

CHIESA, PAGANESIMO E RELATIVISMO RELIGIOSO: LA RENDIZIONE DELLA FEDE DAVANTI AGLI IDOLI. “UNA RELIGIONE VALE L’ALTRA” È LA MENZOGNA CHE STA UCCIDENDO L’EUROPA

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Ramona Castellino

Chiesa, paganesimo, relativismo religioso.

Tre parole che oggi, dentro la Chiesa, si sono messe insieme.
E hanno prodotto il mostro più pericoloso per la Fede: la convinzione che una religione valga l’altra.

È la dittatura del relativismo che Benedetto XVI aveva denunciato nella Messa pro eligendo Pontifice nel 2005.

Allora sembrava un allarme esagerato.
Oggi è la realtà quotidiana di ogni parrocchia, di ogni diocesi, di ogni documento vaticano.

Il paganesimo non è morto.
È tornato.
Non con le toghe romane e i templi di Giove.
Ma con le felpe, con i tamburi africani, con le danze, con le statue della Pachamama portate in processione in San Pietro, con il presepe con le due mamme, con il crocifisso sostituito dal simbolo arcobaleno.

Il paganesimo antico diceva: tutti gli dèi sono veri, tutti i culti sono uguali, basta bruciare un granello d’incenso all’imperatore e puoi credere a quello che vuoi.

Era la religione civile dell’Impero.
Era il relativismo.

Il cristianesimo ha detto NO.
Ha detto: Cristo ha affermato di essere la Verità, non la consuetudine.
Ha detto: c’è un solo Dio, un solo Salvatore, una sola Chiesa.

Per questo i cristiani sono stati martirizzati. Perché non volevano bruciare l’incenso agli idoli.

Oggi?
Oggi una parte della Chiesa ha ricominciato a bruciare l’incenso agli idoli.
E lo chiama dialogo.
Lo chiama accoglienza. Lo chiama fratellanza universale.

Si benedice il Ramadan nelle scuole, si apre la chiesa alle preghiere islamiche, si dice che Maometto è profeta, si dice che il Buddha è illuminato, si dice che la religione degli indiani d’America è uguale al Vangelo.

E intanto?

MENTRE NOI DICIAMO CHE TUTTE LE RELIGIONI SONO UGUALI, LORO CI MASSACRANO PERCHÉ SIAMO CRISTIANI!!!

In Etiopia, 60 cristiani ortodossi massacrati dagli islamisti perché non hanno voluto rinnegare Cristo.
Li abbiamo raccontati ieri.
60 martiri.

In Nigeria, migliaia di cristiani sgozzati da Boko Haram e dai Fulani perché vanno a Messa la domenica.

In Pakistan, Asia Bibi condannata a morte per aver bevuto da un pozzo da cristiana.

E qui, in Italia, cosa facciamo?
Facciamo decidere il leader del centrosinistra alle moschee alle primarie di febbraio. Facciamo entrare i giudici che dicono che tifare Isis non è terrorismo.

Perché se hai perso la Fede in Cristo unico Salvatore, hai perso tutto.
Hai perso la difesa nazionale, culturale e religiosa.
Hai perso la capacità di dire: io sono cristiano, tu sei musulmano, non siamo uguali, e io non rinnego Cristo per piacere a te.

Il relativismo religioso è il paganesimo di oggi.

Ieri Simmaco, il senatore pagano, diceva a Valentiniano II nel 384: “È la medesima cosa quella che noi tutti veneriamo, con strade diverse si arriva alla stessa verità”.

È la stessa frase che dicono oggi tanti vescovi, tanti parroci, tanti teologi del dialogo: “Tutti adoriamo lo stesso Dio, con nomi diversi”.

No.
Non è vero.
Non è cattolico.
Non è vero.

Il Dio cristiano non è Allah che chiede sottomissione e sharia. Il Dio cristiano non è l’universo impersonale degli induisti.
Il Dio cristiano è Padre, Figlio e Spirito Santo.
Si è fatto carne.
È morto in Croce.
È risorto.
E ha detto: “Chi crede in me avrà la vita eterna”.

Se togli questo, togli il cristianesimo.
Resta una ONG con le candele.
Resta una Caritas che distribuisce pasti ma non annuncia Cristo.

I Santi e i metiri non erano relativisti.

I Santi dicevano: Cristo è Re. E morivano per Lui.

Questa è la Fede tradizionale militante. Non la fede da salotto. Non la fede da convegno ecumenico con l’aperitivo.

È la Fede che dice: io sono cristiano, io credo che Cristo è l’unica Verità, io non mi vergogno della Croce, io non brucio incenso agli idoli, né a Pachamama, né a Bruxelles, né alle moschee, né al politicamente corretto.

Il paganesimo e il relativismo vogliono una Chiesa muta, che non evangelizza più, che non battezza più, che non converte più, che benedice tutto e non condanna niente.

Noi vogliamo una Chiesa che torna a dire: Convertitevi, perché Cristo è venuto. Fuori dalla Chiesa non c’è salvezza, fuori da Cristo non c’è pace.

È la battaglia di Ognissanti.
È la battaglia di sempre.

O Cristo Re, o gli idoli. Non c’è terza via.


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