Ramona Castellino
Papa Leone XIV parte venerdì per il Sud America.
Uruguay, Argentina, Perù.
12 giorni, 36 discorsi in castigliano.
E prima di partire ha chiesto una cosa sola ai fedeli:
“Pregate per me. Pregate per il mio viaggio.”
Noi pregheremo.
Perché siamo cattolici. Perché il Papa, anche quando non condividiamo una parola, una scelta, una omissione, resta il Vicario di Cristo.
E un cattolico tradizionalista non è un protestante con il rosario in mano: non si sceglie il Papa a proprio piacimento.
Si prega per lui.
Sempre.
Soprattutto quando il viaggio è difficile, soprattutto quando la salute è fragile.
Ma pregare non significa tacere.
Pregare non significa applaudire tutto. Pregare non significa diventare i chierichetti del mondo.
Perché il cattolico tradizionalista militante ha un dovere che oggi è diventato eroico: custodire la Fede di sempre in un mondo che vuole una Chiesa liquida, senza dogmi, senza croce, senza inferno, senza peccato.
Il Papa andrà in Perù, la terra dove è stato missionario.
Andrà in Argentina, la terra di Bergoglio.
Andrà in Uruguay.
Lì troverà una Chiesa ancora viva. Processioni, rosari, famiglie numerose, giovani che ancora si inginocchiano davanti al Santissimo.
Non le parrocchie svuotate d’Europa dove la Messa è diventata un talk-show con la chitarra.
Noi preghiamo perché quel viaggio rafforzi la fede, come lui stesso ha chiesto: _
“perché rafforzi la fede, rinnovi la speranza, ravvivi il fuoco della carità”
Ma la fede non si rafforza annacquando la dottrina.
La carità non si ravviva benedicendo il peccato. La speranza non si rinnova dicendo che tutte le religioni sono uguali.
La Fede si rafforza con la Verità.
Tutta la Verità. Quella che non cambia con i tempi.
Il cattolico tradizionalista militante oggi non combatte contro Roma.
Combatte contro il sistema che vuole distruggere Roma dall’interno e l’Italia dall’esterno.
Combatte contro chi vuole il Green Pass nelle chiese, il velo islamico nelle scuole cattoliche, il Ramadan nelle mense, l’ius soli come nuovo battesimo civile.
Combatte contro la Chiesa-ONG che parla di migranti e di clima e tace sull’aborto, sull’eutanasia, sulla famiglia distrutta, sui bambini confusi nelle scuole.
Combatte contro il Presidente che firma il Green Pass e poi fa la morale ai medici. Combatte contro il campo largo che vuole farsi eleggere il leader dalle moschee con 2 euro.
Combatte contro i professori che benedicono chi devasta le scuole a martellate.
Noi non siamo cattolici da salotto.
Siamo cattolici da trincea.
Ci hanno detto che la Messa in latino era divisiva.
Che il velo era superato. Che il rosario era per le nonne.
Che il Catechismo era troppo rigido.
E intanto le chiese si sono svuotate, i seminari si sono chiusi, le vocazioni sono crollate, le famiglie si sono rotte.
Noi diciamo basta. Rivogliamo la Messa di sempre.
Rivogliamo il Catechismo di San Pio X.
Rivogliamo i preti in talare, non in felpa. Rivogliamo la confessione, non la psicoterapia. Rivogliamo la Croce al centro, non il tavolino al centro.
Perché un popolo che perde la Messa perde l’anima.
E un popolo senza anima si vende per 2 euro alle primarie.
Laggiù, in Perù, in Argentina, ancora si piange davanti alla Madonna.
Ancora si va in processione scalzi. Ancora si difende la famiglia con la vita.
Qui in Italia, in Europa, abbiamo barattato la Fede con il politicamente corretto. Abbiamo paura di dire che Cristo è Re. Abbiamo paura di dire che fuori dalla Chiesa non c’è salvezza. Abbiamo paura di dire che l’Italia è cristiana e deve restare cristiana.
Il cattolico tradizionalista non ha paura.
Dice: Cristo Re.
Maria Regina. Italia cristiana.
Famiglia naturale.
Vita dal concepimento alla morte naturale.
E se questo oggi è “estremismo”, allora siamo estremisti. Estremisti della Verità.
Papa Leone, noi pregheremo per il tuo viaggio.
Pregheremo perché il Signore ti protegga, ti dia forza, ti dia coraggio di dire la Verità intera, anche quando fa male, anche quando i potenti non vogliono sentirla.
E mentre tu sei in Sud America, noi restiamo qui. In Italia.
A custodire le chiese, a difendere le scuole, a proteggere i figli, a dire il rosario in piazza, a non piegare la testa davanti a Mattarella, a Schlein, a Bruxelles, a Big Pharma.
Perché la nostra Fede non è un’opinione.
È una militanza.
In ginocchio davanti a Dio.
In piedi davanti agli uomini.
Mai in ginocchio davanti al sistema.
Cristo vince. Cristo regna. Cristo impera.





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