Ramona Castellino
La magistratura italiana non un potere dello Stato.
È il braccio armato del sistema.
Non è una frase a effetto.
È la cronaca di Milano di ieri.
Un ventiquattrenne coinvolto negli scontri, nelle devastazioni, torna libero.
Libero.
Con motivazioni surreali che ribaltano la realtà dei fatti.
Le aule giudiziarie spalancano le porte ai violenti e la “giustizia”, quella di parte sinistra, sceglie l’indulgenza.
Questa tolleranza legittima la violenza.
Ma non è tolleranza.
È complicità.
Se difendi tua figlia da un molestatore, magari straniero, finisci sotto processo.
Se difendi il tuo negozio da un ladro, finisci sotto processo.
Se scrivi un post contro l’immigrazione clandestina, finisci sotto processo per odio.
Se sei un medico e non ti sei vaccinato, finisci radiato, sospeso, processato.
Se invece sei un antagonista, un centro sociale, un violento di piazza, un immigrato che devasta, allora il giudice ti capisce.
Ti giustifica.
Ti manda in comunità. Ti dà le attenuanti generiche.
Ti dice che “il contesto sociale”, “il disagio”, “la giovane età”, “la protesta legittima” ti scusano.
Due Italie.
Due pesi.
Due misure.
Ma la toga è sempre la stessa.
Non è giustizia.
È giustizia politica.
È la vendetta di classe con il codice in mano.
La magistratura oggi non si limita a giudicare. Governa.
Legifera.
Blocca il Parlamento. Blocca il Governo. Blocca il popolo.
È lei che libera i violenti. È lei che blocca i decreti sicurezza.
È lei che blocca le espulsioni.
È lei che blocca la reintegrazione dei medici no-vax voluta dalla Camera.
È lei che vuole processare Salvini perché ha difeso i confini.
È lei che vuole processare chiunque difenda l’Italia.
È un partito.
Il partito più potente d’Italia.
Non eletto da nessuno. Non votato da nessuno. Non cacciabile da nessuno.
Con stipendi pagati da noi.
Con ferie pagate da noi. Con la pretesa di essere “indipendente”.
Indipendente da chi?
Dal popolo, sì certamente.
Dal sistema, no.
Dal PD, no. Da Bruxelles, no. Dalle ONG, no. Dai centri sociali, no.
È il braccio armato del sistema perché fa il lavoro sporco che i politici non possono fare in pubblico.
I politici ti dicono “siamo democratici”.
I magistrati ti liberano i violenti e ti arrestano i patrioti.
E il sistema resta pulito.
Quello che è successo a Milano non è un fatto di cronaca.
È una dichiarazione di guerra agli italiani.
È l’inversione totale dello Stato.
Lo Stato non protegge più chi lo protegge. Protegge chi lo attacca.
È il sistema che usa i suoi giudici, i suoi poliziotti di regime, i suoi burocrati, per schiacciare il popolo e liberare i suoi squadristi.
Chi paga per questa impunità garantita?
Pagano i cittadini di Milano, con i negozi devastati, le vetrine rotte, le auto bruciate, la paura di uscire la sera.
Pagano gli italiani perbene, con le tasse che servono a mantenere in comunità chi li ha aggrediti.
E intanto il giudice torna a casa, con lo stipendio d’oro sicuro, con la scorta, con la certezza di non essere mai toccato.
È una casta.
Una casta intoccabile. Che si auto-assolve.
Che si auto-promuove. Che si auto-protegge.
Che si auto-celebra
E che si permette di fare la morale all’Italia intera.
La magistratura politicizzata è il nemico numero uno della democrazia italiana.
E la casta che libera i violenti di Milano, che perseguita i patrioti, che blocca il Governo eletto, quella casta va smantellata.
Perché se la magistratura resta il braccio armato del sistema, l’Italia non sarà mai libera.





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