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ROMA, LA CITTÀ TRADITA: GUALTIERI NON È IL SINDACO DEI ROMANI

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La Redazione

Roma non è più Roma. Roma è diventata la capitale del sistema.

E il sistema ha un nome e un cognome: Roberto Gualtieri.

L’ex ministro dell’economia di Conte, l’uomo di Bruxelles, l’uomo del PD, l’uomo che doveva “rilanciare” Roma, l’ha invece consegnata ai suoi veri padroni: occupanti, centri sociali, moschee, ONG, speculatori, burocrati europei.

Gualtieri non è il sindaco dei romani.
È il sindaco contro i romani.

La prova più recente è Spin Time.

2.066.000 euro stanziati per gli ex occupanti di via Santa Croce in Gerusalemme.

1,3 milioni per alberghi, 216mila per i pasti, 200mila per servizi sociali, 150mila per trasporto scolastico, 150mila per straordinari, 50mila per pulizie.

Due milioni per chi ha occupato illegalmente un palazzo per 13 anni, senza pagare un euro di affitto.

Mentre 10.000 famiglie romane aspettano una casa popolare in graduatoria da anni, mentre i romani sfrattati dormono in macchina, mentre i giovani romani non possono permettersi un affitto in centro, Gualtieri paga l’albergo agli occupanti.

E non è finita.
Gualtieri voleva comprare il palazzo con i soldi dei romani per regalarlo agli occupanti. La proprietà, Investire SGR, ha detto no irrevocabile.
E lui si è detto “molto amareggiato”. Amareggiato perché non è riuscito a premiare l’illegalità.
Non amareggiato per i romani che vivono nel degrado.

Questo è Gualtieri: il sindaco che piange per gli occupanti e ignora i romani.

Uscite di casa la mattina a Roma.

Buche che sembrano crateri.
Ratti che passeggiano a Trastevere.
Autobus che non passano.
Metro che si ferma. Stazioni che sono diventate dormitori e spacci a cielo aperto. Termini, Tiburtina, Esquilino, San Lorenzo: zone franche dove lo Stato non entra più.

Gualtieri dov’è?
Gualtieri è alle feste del PD.
Gualtieri è ai convegni sull’inclusività.
Gualtieri è a tagliare il nastro per la pista ciclabile che nessuno usa.
Gualtieri è a promettere il Giubileo, le Olimpiadi, l’Expo.

Ma la Roma vera, la Roma dei quartieri, la Roma di Tor Bella Monaca, di Corviale, di Ostia, di Primavalle, di Centocelle, è abbandonata.

Perché per Gualtieri i romani sono un fastidio. I romani si lamentano.
I romani vogliono sicurezza.
I romani vogliono pulizia.
I romani vogliono case. E Gualtieri non ha niente da dare ai romani.
Ha tutto da dare agli altri: agli occupanti, agli immigrati, ai turisti, ai fondi europei.

Gualtieri è il sindaco delle primarie da 2 euro del campo largo

Ha bisogno del voto di comunità per vincere.
Il voto di comunità ha bisogno di Gualtieri per avere moschee, fondi, case, primarie aperte.

È uno scambio.
Voti contro privilegi. L’Italia contro il potere.

Gualtieri non è mai stato un sindaco.
È sempre stato un burocrate di Bruxelles.

Ha fatto il ministro per fare piacere all’Europa. Ha fatto il sindaco per fare piacere al PD.
Ha fatto tutto per fare piacere al sistema.
Mai per fare piacere ai romani.

È il sindaco perfetto del sistema: non decide niente, non difende nessuno, non rischia niente.
Esegue gli ordini.

Ma Roma deve tornare ai romani

Perché Roma non è un ostello.
Non è un centro sociale. Non è un campo per ONG.
Roma è la capitale d’Italia.
È la città di Cesare, di Augusto, di San Pietro, di San Paolo.
È la città eterna, non la città degli occupanti.

Gualtieri ha tradito Roma.
Ha tradito i romani perbene.
Ha tradito le famiglie, i commercianti, i tassisti, gli studenti, i pensionati.

Ha scelto Spin Time contro Roma.
Ha scelto gli occupanti contro i romani.
Ha scelto Bruxelles contro l’Italia.

Gualtieri, dimettiti. Roma non è tua. Roma è nostra.

E noi ce la riprendiamo.


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