Ramona Castellino
C’è un limite oltre il quale non si può più parlare di crisi, di confusione, di eccesso di zelo pastorale.
Quel limite è stato superato in Germania.
I vescovi tedeschi vogliono togliere le “immagini troppo maschili” di Dio e rendere la Messa gender-neutral.
In sostanza preferiscono un Dio neutro, inclusivo e approvato dall’HR, al posto di Colui che ha creato maschio e femmina.
Scriviamolo con la chiarezza che la dottrina esige: questa non è una proposta pastorale.
È eresia.
È il tentativo di rifare Dio a immagine dell’uomo, anziché riconoscere l’uomo fatto a immagine di Dio.
Il Cattolicesimo non ha inventato Dio Padre.
Lo ha ricevuto.
“Padre nostro che sei nei cieli”.
Non è un’invenzione della Chiesa patriarcale. È la preghiera insegnata da Nostro Signore Gesù Cristo stesso.
È il Figlio che ci rivela il Padre.
È il cuore del Vangelo.
Quando la Chiesa dice “Padre”, non sta usando un linguaggio sociologico.
Sta confessando la Trinità.
Il Padre genera il Figlio dall’eternità.
Il Figlio si incarna nel grembo della Vergine Maria.
Lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio.
Togliere il Padre non è togliere una parola.
È togliere la Trinità. Togliere la Trinità è togliere il Cristianesimo.
Chi propone un Dio neutro non propone un altro modo di dire la stessa cosa.
Propone un altro dio.
Un idolo.
Un dio costruito a tavolino, che non giudica, non salva, non redime, perché non è mai esistito.
Come ricordava Sant’Agostino:
“Dio è più intimo a noi di noi stessi, ma non possiamo ridurlo a misura d’uomo o piegarlo alle mode del secolo.”
I vescovi tedeschi stanno facendo esattamente il contrario: stanno riducendo Dio a misura d’uomo e piegandolo alle mode del secolo.
E il secolo, oggi, esige che non ci siano più né padre, né madre, né maschio, né femmina.
Rendere la Messa gender-neutral significa distruggere la Messa.
La Messa non è un incontro comunitario. Non è un momento di condivisione.
Non è un corso di formazione sull’inclusività.
La Messa è il Sacrificio di Cristo in Croce, rinnovato in modo incruento sull’altare, dal sacerdote che agisce in persona Christi.
Cristo è uomo.
Cristo è Figlio.
Cristo è Sposo della Chiesa.
Il sacerdote è uomo perché rappresenta Cristo Sposo.
L’altare è il Calvario, non un palco.
Se togli la mascolinità di Cristo, togli l’Incarnazione.
Se togli l’Incarnazione, togli la Redenzione.
Se togli la Redenzione, la Messa diventa una pantomima vuota.
È per questo che le chiese tedesche sono vuote.
Hanno tolto il Sacrificio e hanno messo al suo posto la sociologia. Hanno tolto il Sacro e hanno messo al suo posto l’ideologia.
Hanno tolto Dio e hanno messo al suo posto l’uomo.
E l’uomo, da solo, non va a Messa.
Va dallo psicologo.
“Maschio e femmina li creò” (Gen 1,27).
Non è un’opinione.
È la prima pagina della Scrittura.
La differenza sessuale non è un costrutto culturale.
È un dato della creazione.
È il fondamento della famiglia.
È il fondamento della società.
È il fondamento della stessa possibilità di parlare di Padre e di Madre.
La verità è che il Divino non può essere ridotto ai capricci di un’ideologia.
Chi vive nel proprio limite può anche esistere, ma non può pretendere di incanalare l’Assoluto e il Sacro nel piacimento della propria deviazione.
La Chiesa ha sempre accolto il peccatore, con carità, con misericordia, con verità.
Non ha mai accolto il peccato come norma. Non ha mai benedetto ciò che Dio ha chiamato disordine.
Non ha mai cambiato la dottrina per non offendere.
La misericordia senza verità non è misericordia.
È menzogna.
È tradimento delle anime.
I vescovi tedeschi non vogliono salvare le anime.
Vogliono salvare la loro poltrona nel mondo. Vogliono essere applauditi dai giornali, dalle università, dai partiti.
Vogliono essere “al passo coi tempi”.
E per essere al passo coi tempi, sono disposti a vendere il Vangelo.
Non illudiamoci: la Germania non è un caso isolato.
È l’avanguardia.
È lo stesso spirito che vuole la benedizione delle coppie omosessuali, i diaconi donne, l’abolizione del celibato, la comunione ai divorziati risposati senza conversione, la Messa senza sacrificio, la Chiesa senza dogma.
È il cammino sinodale tedesco: un cammino che non porta a Cristo, ma lontano da Cristo. Un cammino che ha già prodotto il risultato che doveva produrre: chiese vuote, seminari chiusi, fede morta.
Eppure insistono. Perché il loro obiettivo non è la fede.
È la rivoluzione.
È la costruzione di una nuova chiesa, una chiesa dell’uomo, dove l’uomo è dio di se stesso.
Noi non li seguiremo.
Il cattolico tradizionalista non è un nostalgico.
È un soldato.
Custodisce ciò che ha ricevuto.
Non negozia ciò che è stato rivelato.
Non adatta il Credo al sondaggio.
Non chiede scusa per la Verità.
Per questo, oggi, la nostra militanza si riassume in cinque fedeltà:
Fedeltà al Padre. Fedeltà alla Messa di sempre, la Messa tridentina, il Sacrificio, il latino, il sacerdote rivolto a Dio, non al pubblico.
La Messa che ha santificato 1500 anni di santi.
Fedeltà al Catechismo di sempre.
Quello che non cambia con le mode.
Quello di San Pio X, di Trento, della Tradizione.
Fedeltà alla famiglia naturale.
Fedeltà a Cristo Re.
Non a Cristo neutro. Cristo Re dell’universo, Giudice dei vivi e dei morti, Salvatore che divide, che giudica, che salva chi si converte
Ai vescovi tedeschi, con carità ma con fermezza, diciamo:
Non avrete il nostro Padre.
Non avrete la nostra Messa.
Non avrete il nostro Credo.
Non avrete i nostri figli.
Potete tenere i vostri convegni, i vostri documenti sinodali, i vostri Dei neutri approvati dall’HR.
Noi teniamo il Dio vero. Il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe.
Il Dio che si è fatto uomo nel grembo di Maria.
Il Dio che è morto in Croce per noi e il terzo giorno è risorto.
Un Dio che non si neutralizza.
Un Dio che non si addomestica.
Un Dio che non chiede il permesso al secolo per essere Dio.
Perché un Dio neutro non ha mai convertito nessuno.
Non ha mai santificato nessuno.
Non ha mai salvato nessuno.
E noi non siamo nati per essere neutri.
Siamo nati per essere santi.





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