L'Italia Quotidiano

CGIL: IL VAMPIRO DEI LAVORATORI MANDA IN PIAZZA I SUOI STUDENTI A LIBRO PAGA E DEVASTA ROMA , MA PIANGE PER LA FINTA DEVASTAZIONE DEL 9 OTTOBRE

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Ramona Castellino

Hanno devastato Roma. Di nuovo.

Cassonetti ribaltati in via Marmorata a Testaccio, barricate in mezzo alla strada, fumogeni, bombe carta e petardi lanciati contro i celerini davanti al Ministero dell’Istruzione in viale Trastevere, uova contro i poliziotti, bandiere americane e israeliane bruciate in piazza, estintori e bastoni sulle scalinate del Ministero.

Un blocco nero di incappucciati sotto ombrelli neri, al grido di “Tous le monde deteste la police”.

Sono gli studenti.
Gli studenti della CGIL.

Perché chiamiamoli con il loro nome: non sono studenti. Sono studenti a libro paga della CGIL.

UDU, Rete Studenti Medi, sindacato universitario che vanta un’alleanza di ferro con la CGIL, tutti inquadrati, tutti portati in piazza con 30 pullman solo dal Lazio, 100 presidi organizzati, volantinaggi pagati.
Come i caporali del bracciantato.

E chi li manda in piazza? Maurizio Landini.
Il capo del sindacato che piange.

Ricordate il 9 ottobre 2021?
L’assedio alla sede CGIL di Roma.
Landini in lacrime, tutto il PD in ginocchio, Mattarella che parla di “squadrismo”, la sinistra che grida al ritorno del fascismo.
Una vetrina rotta.
Una porta sfondata.
Per mesi funerali in diretta TV.

Quella era la “devastazione” per loro. Inesistente.
Gonfiata.
Una sceneggiata per ottenere solidarietà e fondi.

La devastazione vera, quella di oggi a Roma, quella la tollerano.
Anzi, la organizzano. Perché quando sono i loro ragazzi a lanciare bombe carta contro la Polizia, a creare barricate con i cassonetti, a paralizzare una Capitale già in ginocchio per colpa di Gualtieri, allora è “lotta giusta”.

Landini stesso lo ha detto tre giorni fa davanti a Montecitorio, abbracciato agli universitari in tenda: “Hanno ragione, sono sulla strada giusta”.

Certo, sulla strada giusta per distruggere Roma.

Ma la domanda è un’altra: con quale faccia la CGIL manda in piazza i giovani contro il carovita e i salari bassi?

La CGIL.
Il sindacato vampiro.
Il sindacato che ha succhiato il sangue ai lavoratori per 30 anni.

Dov’era la CGIL quando il governo Prodi introduceva i contratti “a progetto”?
Dov’era quando il governo Monti-Fornero massacrava le pensioni?
Dov’era quando Renzi, il loro Renzi, aboliva l’articolo 18 con il Jobs Act?
Dov’era quando si firmavano contratti a 4 euro l’ora nei magazzini Amazon, nei call center, nelle cooperative rosse dell’Emilia?

Zitta.
Mutissima.
Mai uno sciopero generale vero.
Mai una manifestazione come quella di sabato.

Perché la CGIL non è un sindacato.
È un partito.
È il partito dei potenti. Sta al soldo dei potenti. È il sindacato che vive di patronati, di CAF, di trattenute in busta paga di milioni di pensionati che non sanno nemmeno di essere iscritti.
È il sindacato che ha venduto i lavoratori per una poltrona al CNEL e un posto in Rai.

E oggi, che c’è un governo che non è il loro, un governo votato dal popolo, riscopre la piazza.

Fomenta i giovani contro il governo.
Li manda allo sbaraglio con il passamontagna, mentre i suoi burocrati stanno al caldo in via Buonarroti a contare i soldi delle tessere.

Li manda a bruciare carri armati di cartone a Torino, a lanciare uova a Genova contro le gigantografie di Meloni e Valditara, a gridare “soldi alla scuola non alla guerra” mentre il loro PD vota tutti gli invii di armi all’Ucraina.

Siete voi la guerra.
Siete voi il carovita. Siete voi i 4 euro l’ora.
Siete voi il vero cancro che andrebbe estirpato.

La manifestazione del 16 ottobre, chiamata “Via Maestra”, con dentro ARCI, ANPI, Libera, Federconsumatori, è l’ultimo raduno di un mondo morto.

Un mondo di burocrati sindacali che non hanno mai lavorato un giorno in fabbrica, che viaggiano in pullman gran turismo pagati dalle trattenute dei pensionati, che vogliono solo una cosa: far cadere il governo per tornare a gestire la torta.

Romani, non cascateci. Quella che abbiamo visto per l’ennesima volta, devastazioni punite con un rimbrotti e giustificate con una scrollata di spalle, non è la rabbia dei lavoratori.

È l’ipocrisia di un sindacato che ha pianto per una vetrina rotta e oggi applaude a chi devasta Roma.

La CGIL è il vero vampiro dei lavoratori.
E ha mandato in piazza i suoi piccoli vampiri.

Vergogna.
Tutta la vergogna della sinistra italiana sta lì, in via Marmorata, tra un cassonetto ribaltato e un fumogeno.


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