Ramona Castellino
Mentre la Chiesa di Bergoglio si vergognava di parlare del diavolo, lui lo esorcizzava.
Mentre i vescovi tedeschi benedicevano le coppie gay e i gesuiti facevano i convegni sull’accoglienza, lui stava chiuso in una stanza ad Ancona, per 25 anni, a liberare indemoniati.
Ora non c’è più.
Padre François-Marie Dermine, O.P., è morto improvvisamente la sera del 14 ottobre 2026 nel Convento Patriarcale di San Domenico a Bologna.
77 anni, nato a Saint-Hyacinthe in Canada nel 1949, laureato in storia e scienze politiche alla McGill di Montréal, arrivato in Italia nel 1972 per non andarsene più.
Ordinato nel 1979. Dottorato all’Angelicum. Docente di Teologia Morale alla Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna. Dal 2009 Presidente nazionale del GRIS.
Co-fondatore del Corso su Esorcismo e Preghiera di Liberazione dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, l’unico corso serio che la Chiesa ha prodotto negli ultimi 50 anni per formare esorcisti veri, non sociologi.
Padre Dermine aveva una dote rara oggi: chiamava il male con il suo nome.
Nei suoi libri , Vassula Rydén: indagine critica, Mistici, veggenti e medium, Ragioniamo sul demonio, ha smascherato false veggenti, maghi, santoni new age, medium, sette. Senza peli sulla lingua.
E lo diceva ai seminaristi:
“Se non parliamo del diavolo, la vita cristiana e il mistero dell’Incarnazione e della Redenzione non hanno nessun senso, perché Gesù si è incarnato ‘per distruggere le opere del diavolo’ (1 Gv 3,8).
Un prete che non ci crede è un eretico, diventa un assistente sociale”.
Al Meeting di Rimini 2015, davanti a migliaia di ragazzi, disse la frase che deve essere scolpita su ogni seminario:
“C’è chi pensa la religione come una consolazione per rilassarsi.
In realtà se vogliamo essere cristiani sul serio dobbiamo prepararci ad entrare in un combattimento”.
E il combattimento non è contro “le strutture ingiuste”, come dicono i preti comunisti.
È contro qualcuno. Contro Satana.
Il suo segreto non era una cosa che ripeteva sempre ai suoi discepoli:
“Dio, Dio, Dio”.
Guardare a Dio.
Fissare Cristo.
Perché il demonio non sopporta di essere ignorato per guardare il Crocifisso.
Per 30 anni lo ha fatto nel suo ministero delicato.
L’anno scorso, a Staggia Senese, disse che rimpiangeva amaramente la soppressione della preghiera a San Michele dopo ogni Messa:
“Era una ottima forma di protezione”.
Quella preghiera che Leone XIII impose dopo aver visto in visione i demoni scatenati su Roma.
Oggi è lui che San Michele è venuto a prendere.
Con padre Dermine muore l’ultimo grande maestro di discernimento cattolico che univa rigore tomista e esperienza sul campo.
Non credeva né ai creduloni che vedono il diavolo dappertutto, né ai razionalisti che non lo vedono mai.
Credeva a Cristo Re.
E in un tempo in cui anche in Vaticano si parla di “energia negativa” e non di demonio, lui testimoniava che il Risorto è più forte di ogni arte del maligno.
Il GRIS lo piange.
Il Regina Apostolorum lo piange.
Gli esorcisti d’Italia lo piangono.
Noi militanti cattolici lo piangiamo e lo invochiamo.
Perché ora dal Cielo può fare più esorcismi di quanti ne ha fatti in terra.
Padre Dermine, prega per noi che siamo rimasti nel combattimento.
E insegnaci a dire ancora: Dio, Dio, Dio.





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