L'Italia Quotidiano

L’ITALIA AL CONTRARIO: IL MARANZA ACCOLTELLATORE ESPULSO IN UK TORNA SOTTO CASA DELLA VITTIMA, IL TIFOSO ISIS CHE INVESTE LA FOLLA “NON È TERRORISTA”, E NOI PAGHIAMO UN MILIONE DI IMMIGRATI

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Ramona Castellino

Stiamo alla fotografia di uno Stato che ha deciso di suicidarsi.

Padova.
La storia è da far accapponare la pelle.

Lui è Jamal Tonelli, Maranza, baby gang, accoltellatore. Accoltella una ragazza, Marta Novello.
Viene preso, processato, e poi cosa fa l’Italia buonista?
Lo espelle nel Regno Unito.

Pensate sia finita? No. È appena iniziata.

Jamal Tonelli, l’accoltellatore espulso in UK, è tornato in Italia. E dove va ad abitare? Vicino alla casa della vittima.

Avete capito?
Il carnefice torna a passeggiare sotto le finestre della vittima.
La vittima che deve cambiare casa, cambiare vita, vivere nella paura, perché il suo accoltellatore è tornato ed è libero di girarle sotto casa.

Questa è la giustizia italiana.
Espulsioni finte, senza controlli, senza braccialetti, senza nulla. Una presa in giro.
Le frontiere aperte dell’UE di Schengen permettono a un criminale espulso di tornare come se andasse a fare una gita.

E se Marta Novello protesta?
Se ha paura?
Per la gip Landoni e per il CSM sarà “disobbedienza civile” del maranza.

A Modena il secondo caso da manicomio criminale.

Lui è El Koudri.
Tifa apertamente Isis. Posta sui social inni allo Stato Islamico, propaganda jihadista, lodi ai tagliagole. Poi prende la macchina e investe la folla.

Cosa fa la DDA di Modena, la Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo?
Cosa ci si aspetterebbe in un paese normale? Accusa di terrorismo. Ergastolo.

Cosa fa in Italia?
Per il giudice non è un terrorista.

È la stessa identica tecnica usata per liberare Youssef Siher. Depenalizzare tutto.
Se tifi Isis e investi la folla non è terrorismo, è “disagio”.
Se assalti la polizia e devasti le città non è resistenza, è “disobbedienza civile”. Se accoltelli una ragazza non è tentato omicidio, è “ragazzata”.

Questo accade perché c”è una magistratura, che in nome dell’antirazzismo e del buonismo, smonta pezzo per pezzo ogni reato legato all’immigrazione e al terrorismo islamico.

Ditemi voi: cosa deve fare uno per essere definito terrorista islamico in Italia?

Deve mettere una bomba in Parlamento con scritto “Sono dell’Isis”?

E intanto, mentre i maranza tornano sotto casa delle vittime e i tifosi Isis investono la folla senza essere terroristi, noi cosa facciamo?

Paghiamo.

E neanche poco.

Un milione.
Avete capito bene.

Un milione di immigrati mantenuti dallo Stato italiano con i nostri soldi.

Sussidi, reddito di inclusione, bonus, case popolari, spese sanitarie, spese scolastiche.

Un milione di persone che non hanno mai versato un euro di contributi in Italia, che in molti casi sono entrati clandestinamente, che in alcuni casi hanno accoltellato, spacciato, investito la folla tifando Isis, vengono mantenuti da voi, da me, dagli operai, dagli artigiani, dai pensionati che prendono 600 euro al mese.

Mentre a un italiano che ha lavorato 40 anni negano la pensione, a un clandestino appena sbarcato danno 500 euro al mese più alloggio.

Mentre a Marta Novello non garantiscono nemmeno la sicurezza di non avere l’accoltellatore sotto casa, a Jamal Tonelli garantiscono il diritto di tornare in Italia grazie a Schengen.

E tutto questo ha un disegno preciso, un unico sistema.

È il sistema che depenalizza i crimini degli immigrati e criminalizza i rosari in piazza a San Pietro.
Che assolve chi sta devastando ogni fine settimana le nostre città e condanna a 8 anni e mezzo chi manifestava contro il Green Pass.

È il sistema che vuole un milione di immigrati mantenuti dallo Stato perché sono il nuovo bacino elettorale della sinistra globalista, la nuova manovalanza a basso costo di Confindustria, i nuovi soldati per le piazze contro la polizia.

L’Italia al contrario: protegge l’accoltellatore e punisce la vittima. Protegge il tifoso Isis e chiama disobbedienza civile l’assalto alla Polizia.

E poi vi manda la cartella esattoriale per mantenere un milione di immigrati.

Se questa non è sostituzione etnica e suicidio di Stato, ditemi voi cos’è.


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