Riccardo Bianchi
Il sindaco Roberto Gualtieri ha firmato l’ordinanza numero 144 del 29 ottobre 2026, confermando fino al 31 ottobre 2027 le limitazioni alla circolazione nella ZTL Fascia Verde. Nessuna nuova categoria di automobili viene colpita, ma restano in vigore divieti che sollevano una questione fondamentale di giustizia sociale.
Dal lunedì al sabato, per tutte le 24 ore, non potranno circolare nell’area interessata le automobili a benzina, GPL e metano fino a Euro 2 e quelle diesel fino a Euro 3, salvo specifiche deroghe. Le limitazioni riguardano anche i residenti.
La domanda è semplice: da quando possedere un’automobile datata è diventata una colpa da punire?
Una famiglia che continua a utilizzare una vettura di vent’anni non lo fa necessariamente per disinteresse verso l’ambiente. Spesso lo fa perché non può permettersi di sostituirla. Eppure, secondo questa impostazione amministrativa, il diritto di muoversi finisce per dipendere anche dalla possibilità economica di acquistare un mezzo più recente.
Roma è una città immensa, con periferie che dipendono ancora fortemente dall’automobile privata e collegamenti pubblici che non sempre rappresentano un’alternativa praticabile.
È troppo facile proclamare la transizione ecologica quando a pagarne il prezzo sono pensionati, lavoratori, artigiani e famiglie.
Il Campidoglio presenta il rinnovo dell’ordinanza come una misura necessaria per migliorare la qualità dell’aria. Un obiettivo certamente condivisibile, ma che non può diventare una giustificazione automatica per qualsiasi limitazione.
Prima di prorogare i divieti, sarebbe doveroso dimostrare con dati pubblici quanto abbiano effettivamente contribuito a ridurre l’inquinamento, quanti cittadini ne siano penalizzati e quali alternative di mobilità siano state concretamente realizzate.
Il problema politico è proprio questo: si continua a chiedere ai romani di adattarsi alle restrizioni, senza affrontare fino in fondo le difficoltà economiche e quotidiane di chi non può cambiare automobile.
Una politica ambientale seria dovrebbe accompagnare i cittadini verso mezzi meno inquinanti attraverso incentivi accessibili, trasporti efficienti e tempi compatibili con le possibilità delle famiglie.
Invece, ancora una volta, prevale la logica del divieto.
Una visione autenticamente sociale e nazionale della politica deve partire da un principio: le istituzioni esistono per migliorare la vita dei cittadini, non per rendere sempre più complicato l’esercizio delle loro libertà quotidiane.
Roma ha bisogno di aria pulita, ma anche di libertà di movimento, lavoro e dignità economica. Non possiamo accettare che la sostenibilità ambientale venga perseguita senza garantire anche quella sociale.
Perché una Capitale moderna non si costruisce semplicemente vietando la circolazione alle automobili più vecchie.
Si costruisce offrendo a tutti la possibilità concreta di muoversi.
E finché questo equilibrio non sarà garantito, la ZTL Fascia Verde continuerà a rappresentare una scelta politica profondamente discutibile.





Rispondi