L'Italia Quotidiano

VAL DI SUSA, NON CHIAMIAMOLA PIÙ PROTESTA MA TERRORISMO DI SINISTRA

la Redazione

Per troppo tempo si è preferito usare parole che ha no tentato di giustificare la violenza di sinistra, come “Tensione”, “scontri”, “momenti di protesta”.

Ma quello che l’Italia ha visto in Val di Susa è qualcosa di ben diverso: un attacco violento e organizzato contro lo Stato, contro le sue istituzioni e contro le forze dell’ordine.

Le immagini parlano da sole.

Mezzi incendiati, ordigni lanciati contro gli agenti, pietre, razzi, reti utilizzate per sfondare le difese dei cantieri, devastazioni e oltre cento appartenenti alle forze dell’ordine feriti.

Non sono scene compatibili con una manifestazione di protesta.

Sono la prova di organizzazioni estremiste di sinistra, sovvenzionare e protette dai globalisti, che hanno scelto da tempo la violenza come metodo di lotta politica.

È doveroso ribadirlo con chiarezza: essere contrari alla Torino-Lione è un diritto, anche se non era lo stesso per altre tematiche sociali “calde”

Ma qui non si parla più di dissenso, ma di aggressione organizzata.

Da anni una parte dell’Italia, quella a sinistra, finge di non vedere.

Ogni volta arrivano le stesse giustificazioni, gli stessi distinguo, gli stessi inviti a “comprendere il disagio”.

Intanto i beni pubblici vengono distrutti con danni per centinaia di mila euro e i cittadini assistono impotenti a scene che sembrano appartenere più a un teatro di guerriglia che a una democrazia occidentale.

È inaccettabile continuare a ignorare l’esistenza di nuclei di antagonisti, antifa, pro Pal, centri sociali che trasformano sistematicamente le manifestazioni in azioni di violenza organizzata contro lo Stato.

Lo abbiamo visto in Val di Susa, come a Bologna, a Torino.

E mentre le indagini dovranno accertare responsabilità individuali, si cercano eventuali collegamenti internazionali e la natura dell’organizzazione che ha guidato gli assalti.

Sarà la magistratura a stabilire le qualificazioni giuridiche dei reati contestati, che puntualmente vengono derubricati alla stregua di marachelle di bimbi viziati.

Ma ci chiediamo quanti altri milioni di euro di danni dovranno essere provocati, prima che si metta il n freno a queste organizzazioni e quando la sinistra condannerà senza esitazioni chi sceglie la violenza, viziati da un dato ideologico e di parte?

La Val di Susa rappresenta oggi un banco di prova per le istituzioni.

La risposta deve essere ferma, rapida e inequivocabile.

Questi non sono manifestanti, ma odiatori della nostra patria.

E mentre c’è chi classifica queste organizzazioni per quello che sono e cioè organizzazioni terroristiche, in Italia rimaniamo a guardare le macerie dopo le devastazioni.


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  1. Cosa dire.. Un’analisi dettagliata a tal punto che qualsiasi aggiunta sarebbe sbagliata. Condivido in pieno tutto ciò che è stato…

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