Freedom
Ci sono estati ed estati… molti le passano in meritate ferie, altri sono costretti a viverle diversamente. Per moltissimi il caldo è il più grande nemico. Per alcuni solo uno dei tanti… dei troppi da sconfiggere.
Ci sono momenti, luoghi e ambienti che ti fanno sentire solo. Solo come non mai. Dove nulla, intorno a te, ti dice famiglia, affetto, condivisione. E nemmeno partecipazione e comunità. E’ in questi precisi e dolorosi momenti che di fronte a noi abbiamo due sole possibilità: o farti inghiottire dal tutto o reagire e diventare più forte e lucido.
Ci sono momenti che sono durissimi… ma dietro la sofferenza ed il sacrificio si nasconde tanto altro. Così ci ritroviamo a pensare, riflettere e meditare come non mai.
In questa sfida iniziamo col trovare il primo lato positivo di questa condizione: riuscire a non farsi divorare dai ritmi imposti e dalla frenesia del “mondo moderno”.
Prendiamo in mano la nostra esistenza e decidiamo di “combattere” la giornata nel miglior modo possibile.
Ci svegliamo con il sole e pensiamo a Dio. L’Onnipotente, creatore del Cielo e della Terra… e passiamo un’ora tra preghiere, letture e novene. Poi andiamo ad allenarti per un’ora e mezza. All’aria aperta. Guardando l’orizzonte ed esplorando l’immaginario e stimolando l’immaginazione. Magari mentre ci alleniamo ascoltiamo e “canticchiamo” la “nostra” musica, la musica alternativa. Non conforme, piena di messaggi e speranza. Ogni canzone un ricordo, una lotta… anni di militanza e comunità… e ci sentiamo davvero meno soli. Finito di temprare il corpo torniamo a lavorare sulla mente e sull’anima con libri, studi e meditazioni. Chissà, aiutandoci con un libretto dedicato agli Esercizi Spirituali di Sant’Ignazio. (Non è come fare gli Esercizi, ma aiuta!). Non solo, in ogni parte della giornata ci facciamo tenere compagnia da un testo “medievale” arrivato fino ai giorni nostri, “l’imitazione di Cristo”, un libretto sulla mistica e la contemplazione cristiana. Il resto della giornata lo impegniamo negli studi (universitari) e nella lettura di libri e quotidiani.
Dare un “nostrto” ritmo alla giornata è la nostra nuova e vera “arma” per vincere! L’alternare studio e sport è fondamentale. Così nel pomeriggio troviamo anche il tempo per farci 10 km di corsa e di recitare il Santo Rosario, meditandone i misteri. Per tornare a leggere e studiare.
Con una capacità di analisi ed una lucidità di visione come non mai.
Tutto ti sembra estremamente più chiaro. Pensiamo alle nostre famiglie, ai nostri figli, ai nostri amori… alla nostra gente e alle nostre comunità. Tutto ci manca sempre di più… Ma tutto riusciamo ad amare e ad apprezzare fino in fondo.
A cavallo di questo Ferragosto, Festa dell’Assunzione della Madonna, siamo riusciti a leggere due “libroni”, differenti tra loro, ma che ci hanno “catturato” e appassionato moltissimo. Oltre 1.000 pagine lette in meno di una settimana… Due libri che consigliamo davvero a tutti.
Il primo è scritto da Augustine Berthe, si intitola “Garcia Moreno. Vindice e martire del diritto cristiano”. Edizione Piane. L’altro, scritto da Alessandro Amore si chiama “Fronte della Gioventù. La destra che sognava la rivoluzione: la storia mai raccontata”. Eclettica Edizioni.
Cosa lega questi due testi? Innanzi tutto sono storie ai più sconosciute.
E, seppur appartenenti a secoli ed epoche diverse, sono tra le più belle ed eroiche esperienze di quello che possiamo chiamare Fronte della Tradizione.
Garcia Moreno è stato un controrivoluzionario, un Cattolico e Patriota autentico, dopo anni di lotte, esilio e prigionia è diventato presidente dell’Ecuador. Sconfiggendo massoni, illuminati e giacobini, arrivò a consacrare la nazione al Sacro Cuore di nostro Signore Gesù Cristo e al Cuore Immacolato di Maria Vergine. Nel XIX secolo, in pieno furore anticattolico, fu un evento eccezionale. Che portò i nemici della Religione e della Patria ad assassinare Garcia Moreno. Che urlò sul selciato della Chiesa dove venne colpito dalle pallottole massoniche “Dio non muore!”.
Il Fronte della Gioventù fu invece l’organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano dagli anni 70, quelli definiti di piombo, alla nascita di Alleanza Nazionale. Che trovò proprio a cavallo di queste due stagioni, quella tra i martiri e i caduti e la “svolta liberale” di Fiuggi la sua epopea. Il Fronte degli anni 80, soprattutto quello guidato da Gianni Alemanno (futuro leader della destra sociale e oggi esponente di Indipendenza e Futuro Nazionale), fu un movimento esaltante, per certi aspetti unico, profondamente nazional-popolare. Vero “seme” delle idee patriottiche che oggi si contrappongono al globalismo.
Se in questo quarto di secolo siamo riusciti a coniugare Popolo e Nazione, Cattolicesimo e Militanza, se oggi possiamo con franchezza innalzare le bandiere della Resistenza Cattolica, della controrivoluzione e del movimento nazionalista è anche e soprattutto grazie a chi – negli anni 80, con grande coraggio politico, tra le ferite ancora aperte degli anni 70 e il riflusso – è riuscito a fare fronte!
Perchè questa lunga premessa?
Perchè proprio leggendo, studiando, meditando… con entusiasmo e lucidità… si comprendono moltissime cose. Alcune che sembrano banali e dovrebbero essere scontate, altre un po’ meno. Tutte molto importanti.
La prima risposta che possiamo dare è che quella Fiaccola, sia quella tricolore del Fronte della Gioventù, ma in generale quella ideale della Tradizione… l’abbiamo innalzata e fatta marciare anche e soprattutto noi.
Se in questo ultimo quarto secolo non ci fossimo stati noi – per carità con tutti i nostri errori, eccessi, sbagli – oggi quella Fiaccola sarebbe ancora accesa ed in prima linea per il futuro della nazione?
Analizzando il prima e il dopo Fiuggi crediamo proprio di no!
I lodevoli tentativi di “resistenza sociale” fatti all’interno di Alleanza Nazionale non sarebbero bastati.
Anche perché, incredibilmente, proprio i più “aennini”, quelli che hanno preso e stracciato decenni di lotte e militanze, si sono poi ritrovati in mano il patrimonio politico ed elettorale di chi “dentro e fuori” il partito ha difeso quella fiamma…
Questi sono gli scherzi del destino… che mandano qualcuno a Palazzo Chigi ed altri in galera… qualcuno al Ministero ed altri a lottare per le piazze e nelle strade…
Ma il valore di un’Idea e di una Visione non possono essere certo calcolati e valutati esclusivamente dal “successo” ottenuto. (Spesso in politica può essere l’esatto contrario!).
Il coraggio può trasformarsi in incoscienza ed imprudenza, portando ad errori e sconfitte. E la viltà può diventare tatticismo. Così come il “pelo sullo stomaco” un aiuto per vincere…
Ma il coraggio rimane coraggio, così come tutto il resto.
I più “finiani”, quelli “miracolati” da Fini e dalle sue svolte liberali… sono quelli che si sono ritrovati tutto in mano dopo la caduta del liquidatore del Msi e fondatore di An!
Tanto che questi – un tempo “più finiani di Fini” e meno missini nel MSI”- nel loro nuovo e vittorioso simbolo hanno dovuto ingrandire la cara e vecchia Fiamma Tricolore!
Mentre gli oppositori di Gianfranco si sono logorati e arrivati “feriti e ammaccati” nel momento decisivo.
Questo avrebbe dovuto portare gli “ex aennini fanatici”… nel 2013 convertiti alla destra sociale, popolare e nazionale a riconoscere l’onore alle armi ai combattenti. Col cavolo!
Tutti buttati via. Esclusi. Trattati come appestati.
D’altronde eravamo e continuiamo ad essere la loro brutta coscienza.
Ma alla lunga siamo convinti che la storia darà ragione a chi tutto ha donato e tutto ha sacrificato.
La storia del Fronte della Tradizione è una storia di lotte, sacrifici, martiri, caduti, esiliati e prigionieri… Purtroppo sempre onorati dopo! “Non si è profeti in patria” troppe volte.
Ovviamente, anche quelli più fortunati – che non significa né più bravi, né più giusti – arrivano a fare i conti con momenti meno fortunati.
Come un referendum sulla giustizia, la questione Gaza o la guerra contro la Russia. O temi oggi vitali e fondamentali come lavoro, sicurezza e remigrazione.
E magari, per poter tornare a vincere ed essere eletti (cose per le quali hanno fatto di tutto… anche difendere Santnchè e Del Mastro!), fare accordi con quelli che tempo fa hanno definito “feccia” o “falliti”.
Sia chiaro… stiamo attaccando i limiti e la pochezza di una “certa destra”… ma ribadiamo e sottolineiamo che meglio questa “destra molto poco destra”, avvelenata da liberalismo e conservatorismo, vile e paurosa, impaurita con i forti e forte contro i “suoi”… che tutte le sinistre messe insieme. Tra il “campo largo” e la “destrina” evviva questi ultimi.
Il nemico rimane questa sinistra liberal, globalista, guerrafondaia, woke, green e gender. Nemica del popolo e della nazione, anti-cattolica e contro la tradizione.
La differenza tra la sinistra e questa “destra destrina” è palese e ben visibile nella Commissione Covid.
Con la sinistra al potere ci sarebbero state le santificazioni dell’Oms, Speranza e forse avremmo avuto nuovi lockdown e nuovi gren pass per nuove emergenze.
Con la “destra destrina” al governo abbiamo una commissione sulla gestione del Covid, che attacca e mette sotto accusa la follia delle mascherine e i milioni di euro pubblici “rubati”, Conte e poco altro.
Meglio di niente certo! Sicuramente meglio la “destra destrina” che le sinistre…
Ma una destra popolare, sociale e nazionale avrebbe messo sotto commissione non solo i sopracitati, ma anche e soprattutto Draghi, i suoi green pass e gli effetti collaterali di un vaccino di massa reso praticamente obbligatorio dalle parole dell’allora Presidente del Consiglio “O ti vaccini o muori!” e dalle sue azioni di governo “o ti vaccini o non lavori!”.
Con la complicità di media, politica e sindacati.
La Commissione Covid è la fotografia di perché non staremo mai con le sinistre, del percchè stiamo “a destra” e “da destra” lottiamo per una destra più forte e coraggiosa, che non abbia più paura della stampa avversaria, dei giudizi dei vecchi e nuovi comunisti, che non si faccia più spaventare dalla mafia e dall’odio antifascista e sappia essere davvero libera dal pensiero unico dominate, politicamente corretto e moralmente decadente.
Da destra combattiamo per una destra non liberale e nemmeno conservatrice, ma cattolica, tradizionale, sociale e popolare.
“Dio, Patria, Famiglia!” e “Italia agli italiani!” non sono solo slogan.
Sono visione, prassi e azione politica e militante.
Per 30 lunghissimi anni, in perfetta solitudine, abbiamo innalzato queste bandiere.
Abbiamo sbagliato tante volte. Soprattutto nelle forme di lotta.
Nel radicalismo sterile e nella poca attenzione a porgere il fianco al nemico.
Forse perché, seppur figli di quel Fronte della Giovenù, quello degli anni 80, seppur pronipoti del Cattolico e Patriota Garcia Moreno, siamo stati lasciati soli… a difendere Fiaccola e bandiera, Fiamma e comunità militanti, Fede e Patria. Soli contro tutti.
Nessuno ci ha insegnato fino in fondo il Catechismo Cattolico, la Dottrina sociale della Chiesa e la sua Tradizione. Da soli ci siamo “tuffati ed immersi” nel “mare” della verità. E a 20-30 anni è difficile non “annegare” per eccessi ed esasperazioni. Si rischia di “buttarsi” da “scogli troppo alti e pericolosi”. Ma quello era il “mare”. Non altri!
Così come nessuno ci ha trasmesso l’importanza della non violenza e della resistenza passiva. Nessuno ci ha tramandato l’insegnamento del Fronte della Gioventù dopo la morte di Paolo di Nella. Quel non rispondere alla morte con altra morte, a violenza con altra violenza… Quanto ci avrebbe fatto diventare forte questo insegnamento…
Gli anni 90… quelli del dopo Muro di Berlino e della sconfitta storica e politica del comunismo sovietico (solo quello… perché il comunismo ha saputo benissimo trasferirsi da Mosca a Washington, dall’Est Europa ai Campus americani, “sposandosi” con il capitalismo ha mutato l’internazionalismo con il globalismo, i diritti sociali con quelli civili. Mantenendo con woke, green e gender l’odio contro la Tradizione!) e dell’avanzata dei nazionalismi e dei populismi, invece di rilanciare una Visione e delle Comunità Militanti… ha portato gran parte di quei protagonisti ad “annegare” nella acque di Fiuggi e a seguire Fini nello spegnere la Fiamma e a gettare via la Fiaccola.
(Anche iconograficamente… nel logo di An la Fiamma diventava piccolissima. In un’occasione venne addirittura messa sotto l’elefantino di Segni… in quello di Azione Giovani il braccio che impugnava la Fiaccola Tricolore veniva mozzato!)
Così, come abbiamo più volte sottolineato i nostri errori, non possiamo fare altrettanto sottolineando, non solo la nostra buona fede, ma soprattutto la nostra volontà di lottare per non far spegnere quella Fiamma e di portare avanti quella Fiaccola…
30 anni di Militanza nazional-popolare.
Siamo stati la “carne di cannone” che ha “bucato” il fronte nemico. Siamo stati la “primissima ed incosciente” linea che ha oltrepassato la trincea!
Per anni sui “nostri cadaveri” si sono fatte campagne elettorali e vinte elezioni…
Quanti slogan ieri avevate paura a pronunciare ed oggi avete fatto vostri?
Di questo ne siamo felici. Purché le idee diventino azioni. E slogan e promesse elettorali si tramutino in azioni di governo.
Noi eravamo nelle piazze contro lo Ius Soli… voi?
Noi facevamo liste e movimenti che si chiamavano Italia agli italiani e Roma ai romani… voi ci accusavate di essere troppo “estremisti”.
Per non parlare degli anni della dittatura sanitaria…
Non solo siete tutti spariti mentre noi resistevamo a Conte, Draghi e all’Oms… ma quando tutto ci è caduto addosso – dopo il 9 ottobre 2021 – vi abbiamo visto sfilare con Draghi e Landini. Portare solidarietà alla Cgil e accodarvi alla campagna di repressione, criminalizzazione e mostrificazione delle sinistre… Mai una parola a difesa dei dissidenti…
E non parlo solo di quelli finiti nella patrie galere… (sia mai… le “pillole del coraggio” ancora non sono state inventate!)
Parlo dei medici e degli infermieri radiati, dei vaccinati danneggiati, dei negozianti e commercianti falliti, dei lavoratori licenziati… dei milioni di giovani caduti in depressione a causa degli “arresti domiciliari di massa” e del distanziamento sociale…
Per voi, politicanti e profittatori, sicuramente più prudenti e saggi di noi… è stato più facile raccogliere i frutti e gettare via “i contadini dell’Idea”.
Quelli che hanno zappato e aratro il terreno sotto il sole e sotto la pioggia, nelle intemperie e nel vento… quelli che hanno “buttato sudore e sangue”… quelli che hanno difeso la terra quando voi magari eravate al ministero… sono stati trattati da “appestati!”.
A noi interessa solo la buona battaglia e che gli alberi facciano buoni frutti!
Ma un minimo di rispetto anche per questi “vandeani” non sarebbe guastato e non guasterebbe…
Ad onor di verità avete ancora il tempo per dimostrarsi rispettosi e persone serie…
Questa nostra analisi è davvero un viaggio… un viaggio in lungo e largo, forte nella fede, nella speranza e nella carità… fatto in solitudine e sofferenza, ma anche in forza serena ed estrema lucidità.
Anche se sembra che abbiamo cercato la polemica, invece il nostro è solo un invito, sincero e leale, all’unità, alla carità autentica, non quella pelosa e appiccicosa dei progressisti e dei catto-comunisti…
Questo nostro “pezzo” è un atto d’amore.
Un tempo i “gabbiani” (esiste ancora la sezione di Colle Oppio ed i suoi militanti?) avrebbero detto “è rabbia, è amore!”.
E’ proprio così… “è rabbia, è amore!”.
Scritto in questa estate di preghiere e rosari, di letture e corse, di sofferenze e mancanze…
Con rabbia e con amore concludiamo affermando con assoluta certezza che noi NON DOBBIAMO CHIEDERE PERMESSI A NESSUNO!
Non siamo noi quelli che stavano dalla parte sbagliata.
Ripetiamo… proprio per non peccare di presunzione e fare un “mea culpa” pubblico e ufficiale… perché l’umiltà, quella sana e vera, reciproca e diffusa, deve essere un valore collante e diffuso… abbiamo mille volte sbagliato nella forma e nei toni. A volte siamo anche stati “utili idioti” del nemico. Abbiamo sicuramente sottovalutato la violenza repressiva del sistema e del deep state. Ci siamo – in buona fede – prestati alla criminalizzazione e alla mostrificazione… Siamo stati da prendere a ceffoni… ma da chi? Magari dai “nostri padri”. Ma i nostri padri politici non c’erano… erano spariti. Li abbiamo visti partire per Fiuggi nel 1995… non li abbiamo più rivisti.
Solo alcuni abbiamo rincontrato. Il dialogo non è stato facile. Anche per colpa nostra.
Ci sentivamo (a torto o ragione) traditi e abbandonati.
Eravamo orfani. Ma eravamo dalla parte giusta della storia!
E se il nemico è ancora così forte è anche per le paure dei quei padri!
Noi eravamo nella lotta! Noi abbiamo Fatto Fronte.
Seguendo ed inseguendo quel “Fare Fronte” che i più non volevano più fare. E su quel fronte siamo rimasti e continuiamo a stare.
Moltissimi di quelli che oggi “pretendono di dare patenti” di legittimazione politica erano assenti. Assenti ingiustificati!
Vannacci e Futuro Nazionale oggi sono l’alba dopo tanti anni di notte…
Sono quella speranza che da tanti anni aspettavamo…
Sono il “ritorno ad Itaca”. Sono quella Fiamma e quella Fiaccola…
E quando il Generale con orgoglio si autodefinisce feccia… ci regala entusiasmo. Oseremo dire “Santa Feccia!”.
Ma che non ci sia mai più una feccia da scartare e tenere lontana… tra i nostri. Altrimenti ci sarà sempre una feccia più feccia di altre fecce.
Una destra sociale, popolare e nazionale; Cattolica e forte, tradizionale e contro-rivoluzionaria… non può avere paura del proprio album di famiglia.
Lasciamo alla “destra-destrina” la paura delle foto scattate anni fa…
Da quelle parti c’è chi rinnega amici e fidanzati… chi addirittura arriva a disconoscere fratelli e genitori…
Per paura di cosa? Non certo del popolo! Ma dei salotti radical-chic… Per paura di quella “compagneria” finto intellettuale che piace tanto al Ministro Giuli ed è schifata dagli italiani.
Per paura di chi? Di quelli della “superiorità morale”? Quelli sempre pronti ad attaccarci tutti?
Quando lo capirete che per questi “sinistri” cambiano solo i rapporti di forza?
O sei papà di un premier, o figlio di un presidente del Senato o un semplice attivista da rinchiudere per anni in carcere dopo processi faziosi ed ideologici… poco importa. Per loro siamo tutti uguali. Nemici, odiati, da annientare!
Sono gli stessi che ieri difendevano e coprivano gli stragisti di Primavalle o i vili assassini di Ramelli. Quelli che oggi vanno a braccetto con Ilaria Salis e Askanasuna. Quelli che non abbandonano i pro Pal e i No Tav.
Di questa gente abbiamo ancora timore?
Questi sono dei dinosauri. Anzi dei draghi cattivi. Sono solo ai colpi di coda…
Trincerati nel deep state, tra lo Stato profondo… nelle redazioni dei grandi (sempre meno letti e venduti) quotidiani o nei loro talk show (sempre meno visti e seguiti) televisivi. Iscritti (sempre meno numerosi) nei sindacati e barricati nei loro centri sociali (coccolati da zio magistrato o consigliere comunale).
Abbiamo davvero paura dei Raimo o dei Zero Calcare? Di Gasman e questi sfigatoni qua?
Per cortesia. Siamo o no gli erede in una grande Tradizione? Siamo o no il Fronte? Siamo o no la Patria? Siamo o no il futuro?
Lo ripetiamo, concludendo questa lunga analisi estiva, NOI NON DOBBIAMO CHIEDERE PERMESSO A NESSUNO!
Ieri, oggi e domani… sul fronte.




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