L'Italia Quotidiano

Medjugorje sotto attacco: quando il demonio teme la vittoria di Maria

Ramona Castellino

Non è stato un semplice episodio di vandalismo.

Le profanazioni che hanno colpito le statue della Regina della Pace sul Podbrdo e l’altare esterno della chiesa di San Giacomo, a Medjugorje, rappresentano molto più di un gesto criminale.

Per chi guarda gli avvenimenti con gli occhi della fede, essi si inseriscono nella grande battaglia spirituale che attraversa la storia e che oggi sembra intensificarsi con particolare violenza.

Colpisce anzitutto la tempistica.

A pochi giorni dall’inizio del Mladifest, il Festival internazionale dei Giovani che richiama decine di migliaia di pellegrini da tutto il mondo, il luogo simbolo delle apparizioni della Regina della Pace è stato oltraggiato da mani sacrileghe.

Una coincidenza?

Il credente sa che, laddove la grazia opera con abbondanza, il nemico cerca sempre di seminare paura, confusione e scoraggiamento.

I messaggi attribuiti alla Madonna a Medjugorje hanno più volte ammonito che accanto all’”oasi di pace” si estende il “deserto” nel quale Satana tende le sue insidie.

È un richiamo evangelico alla vigilanza, perfettamente in sintonia con l’insegnamento della Chiesa: il demonio è una realtà personale e continua a combattere contro l’opera della salvezza.

Le profanazioni non hanno però avuto l’ultima parola.

Nel giro di poche ore le statue sono state ripulite, l’altare ricostruito e la Santa Messa celebrata regolarmente davanti a migliaia di fedeli raccolti in preghiera e adorazione.

È l’immagine più eloquente della vittoria della fede sull’odio: dove il male tenta di distruggere, la grazia ricostruisce.

Particolarmente significativo è il richiamo rivolto ai giovani.

In un’epoca segnata dal relativismo, dalla crisi della famiglia e dall’abbandono della pratica religiosa, Medjugorje continua a richiamare migliaia di ragazzi desiderosi di incontrare Cristo attraverso la materna intercessione di Maria.

Non sorprende, allora, che proprio i giovani siano il bersaglio privilegiato dell’azione del Maligno, come più volte ricordano i messaggi diffusi in questi decenni.

Di fronte a questi eventi la risposta cristiana non può essere né la paura né la curiosità morbosa.

È quella indicata dal Vangelo e costantemente riproposta dalla tradizione della Chiesa: preghiera, confessione, digiuno, adorazione e Santo Rosario.

Sono queste le armi spirituali con cui i santi hanno sempre affrontato il combattimento contro le potenze delle tenebre.

Che cosa ci insegna, dunque, quanto accaduto a Medjugorje?

Che il male esiste, ma non avrà l’ultima parola.

Ogni attacco contro ciò che è sacro richiama i fedeli a una maggiore conversione e a una più intensa vita spirituale.

Se il demonio si agita è perché teme l’opera della grazia.

E dove Maria conduce i suoi figli a Cristo, la vittoria appartiene già al Signore risorto.


Scopri di più da L'Italia Quotidiano

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Rispondi

ISCRIVITI CON IL NOSTRO COMITATO COSTITUENTE 638 CLICCA QUI, SELEZIONA “INDIPENDENZA 638”
INVIACI UN WHATSAPP PER ESSERE INSERITO NEL GRUPPO POLITICO. CLICCA QUI

Articoli Recenti

Commenti Recenti

  1. Cosa dire.. Un’analisi dettagliata a tal punto che qualsiasi aggiunta sarebbe sbagliata. Condivido in pieno tutto ciò che è stato…

Social Media

Scopri di più da L'Italia Quotidiano

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere