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ROMA, SICUREZZA 2026: MENO OMICIDI, MA LA CRIMINALITÀ DI STRADA RESTA IL VERO PROBLEMA

Riccardo Bianchi

Dire che Roma è diventata improvvisamente una città fuori controllo sarebbe scorretto. Dire invece che il problema della sicurezza sia soltanto una percezione significa ignorare ciò che sta accadendo ogni giorno nelle strade della Capitale.

I dati disponibili fino all’8 agosto 2026 raccontano una realtà molto precisa: la criminalità violenta più estrema non sta esplodendo, mentre resta altissima la pressione dei reati predatori, dello spaccio, delle rapine, dei furti e delle forme di violenza urbana che incidono direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini.

Ed è proprio questa distinzione che consente di capire davvero cosa sta accadendo.

Italia: gli omicidi continuano a essere ai minimi storici

Il primo dato da mettere sul tavolo riguarda gli omicidi.

L’Istat, nel suo rapporto pubblicato a giugno 2026, ricorda che l’Italia ha conosciuto una riduzione storica straordinaria della violenza omicida: tra il 2020 e il 2024 si sono registrati poco più di 300 omicidi l’anno, con un tasso inferiore a 0,6 ogni 100 mila abitanti. Negli anni Novanta il livello era molto più alto. 

Nel 2025 il Viminale ha registrato 286 omicidi volontari, contro 335 nel 2024: circa -15%.

Nel primo trimestre 2026 sono stati registrati 59 omicidi volontari, sostanzialmente in linea con i 61 dello stesso periodo del 2025. 

Quindi un punto deve essere chiarissimo:

non abbiamo un’emergenza omicidi.

Ma la sicurezza urbana non si misura soltanto con i cadaveri.

L’Istat: diminuisce la violenza estrema, aumentano i reati predatori

Lo dice esplicitamente l’Istat nel titolo del rapporto pubblicato il 5 giugno:

“Diminuisce la criminalità violenta, aumenta quella predatoria.”

I reati contro il patrimonio rappresentano ormai la parte dominante della criminalità registrata. L’Istat evidenzia come furti e rapine abbiano assunto un peso crescente nella società urbana moderna. 

È precisamente questo il problema che oggi avverte il cittadino.

Non pensa ogni mattina alla possibilità di essere assassinato.

Pensa al telefono rubato in metro.

Alla macchina aperta durante la notte.

Alla rapina.

Alla casa svaligiata.

Alla rissa.

Alla coltellata.

Alla piazza di spaccio sotto casa.

Alla figlia che torna sola la sera.

È qui che si crea la distanza tra statistica generale e sicurezza percepita.

Roma: il 2024 era stato un anno pesantissimo

I dati ufficiali della Prefettura di Roma consentono di ricostruire l’andamento fino al 2025.

Nella Città Metropolitana di Roma, i furti erano:

125.083 nel 2022;
146.804 nel 2023;
155.691 nel 2024.

Un aumento impressionante in due anni.

Nel 2025 arriva finalmente un’inversione: 140.612 furti, cioè 15.079 in meno rispetto al 2024 (-9,69%)

Il dato quindi non autorizza a dire che i furti stiano continuamente aumentando.

Ma dice qualcosa di altrettanto importante: Roma arriva nel 2026 partendo da livelli estremamente elevati.

Anche dopo una riduzione di quasi il 10%, si parla comunque di oltre 140 mila furti denunciati in un solo anno nella provincia di Roma.

Quasi 385 al giorno.

Scippi: calo, ma numeri ancora enormi

Anche sui furti con strappo si registra un miglioramento.

Nel 2024 erano stati 1.839.

Nel 2025 sono scesi a 1.500, con una riduzione del 18,43%

È una buona notizia.

Ma significa comunque più di quattro scippi denunciati al giorno nella provincia.

E bisogna sempre ricordare che le statistiche misurano i reati denunciati, non necessariamente tutti quelli effettivamente commessi.

Violenza sessuale: 490 casi nel 2025

La Prefettura registra anche 490 violenze sessuali nella provincia di Roma nel 2025, contro 529 nel 2024: -7,37%.

Di queste, 433 riguardavano vittime maggiori di 14 anni. 

Anche qui il trend annuale è in diminuzione.

Ma cinquecento casi in dodici mesi rappresentano comunque una dimensione che non permette alcuna minimizzazione.

Roma resta ai vertici nazionali per numero di denunce

L’indice della criminalità del Sole 24 Ore, costruito sui dati del Ministero dell’Interno relativi al 2024, collocava la provincia di Roma al terzo posto nazionale, con circa 6.402 denunce ogni 100 mila abitanti

Il numero assoluto di reati denunciati nel 2024 aveva raggiunto circa 271.779 episodi.

Questo dato va contestualizzato: Roma è una delle aree metropolitane più popolose d’Italia e riceve milioni di turisti ogni anno.

Ma rimane comunque indicativo della pressione criminale alla quale sono sottoposti cittadini, commercianti e forze dell’ordine.

Il 2026: non abbiamo ancora il totale, ma sappiamo dove lo Stato sta intervenendo

Qui occorre molta correttezza.

Non esiste ancora una statistica pubblica consolidata gennaio-agosto 2026 dei delitti complessivamente denunciati a Roma, confrontabile voce per voce con lo stesso periodo del 2025.

Chi oggi pubblicasse una percentuale complessiva sull’intero 2026 fingerebbe di possedere un dato che non è ancora disponibile in forma definitiva.

Possiamo però osservare ciò che le autorità stanno facendo.

E il quadro è significativo.

Reati predatori: arresti continui

A fine luglio la Questura di Roma ha comunicato 11 arresti in un’unica operazione contro intrusioni nelle abitazioni, furti nei negozi e altre forme di criminalità predatoria. 

Il 21 luglio erano stati comunicati altri 5 arresti e 4 denunce per una serie di furti e rapine tra strade, stazioni, ristoranti e condomini. 

Sono operazioni singole, quindi non possono essere trasformate in statistiche generali.

Ma la loro frequenza dice qualcosa sulle priorità operative della Questura.

Quarticciolo e Tor Bella Monaca: lo spaccio resta strutturale

Il 6 marzo i Carabinieri hanno eseguito 11 arresti in una vasta operazione antidroga.

Tra il materiale sequestrato:

  • oltre 1,4 kg di hashish in un singolo deposito;
  • 158 dosi di crack e 100 dosi di cocaina in un altro punto;
  • oltre 130 dosi tra crack e cocaina in ulteriori interventi al Quarticciolo. 

Il 16 maggio l’intervento è stato ancora più imponente.

Circa 100 Carabinieri, unità cinofile, droni ed elicottero sono stati schierati fra Quarticciolo e Tor Bella Monaca.

Bilancio:

24 arresti;
10 denunciati;
oltre 500 dosi di droga sequestrate;
munizioni;
coltelli;
mazza da baseball;
una katana.
 

L’Arma ha dichiarato esplicitamente che l’obiettivo era colpire “reti criminali radicate sul territorio”

Questo è uno dei punti più importanti.

A Roma il problema della droga non è soltanto episodico.

In alcuni quadranti esistono reti di spaccio territorialmente organizzate che richiedono operazioni con decine o centinaia di uomini.

Il fatto che esistano “zone a tutela rafforzata” dice qualcosa

Il 24 aprile 2026 il Prefetto di Roma ha emanato una nuova ordinanza sulle zone a tutela rafforzata, valida per quattro mesi.

La misura permette l’allontanamento da determinate aree di soggetti denunciati negli ultimi cinque anni per reati contro persona e patrimonio, droga e altre fattispecie, quando tengano comportamenti aggressivi, minacciosi o insistentemente molesti tali da creare un concreto pericolo per la sicurezza pubblica. 

Non è una dichiarazione politica.

È un atto amministrativo della Prefettura.

Se lo Stato ritiene necessario creare strumenti speciali di controllo territoriale significa che determinate zone presentano criticità reali.

Le forze dell’ordine stanno facendo di più

C’è poi un’altra parte della fotografia che spesso viene dimenticata.

Più arresti non significano necessariamente più criminalità.

Possono significare anche più controlli.

E nel 2026 Roma sta assistendo a un rafforzamento molto evidente dell’attività di Polizia e Carabinieri.

Questo spiega almeno in parte perché alcune statistiche del 2025 mostrino segnali di miglioramento.

Il problema è capire se l’attuale pressione operativa sia sufficiente e soprattutto sostenibile nel tempo.

La vera conclusione

I numeri raccontano una storia diversa dalle due narrazioni estreme.

Non è vero che Roma sia diventata improvvisamente una città in guerra.

Ma non è nemmeno vero che il problema sicurezza sia soltanto una costruzione mediatica.

Gli omicidi sono bassissimi.

I furti restano numerosissimi.

Le violenze sessuali sono diminuite ma rimangono centinaia.

Rapine e criminalità predatoria continuano a richiedere operazioni costanti.

Lo spaccio mantiene vere e proprie piazze organizzate in alcuni quartieri.

Lo Stato ha introdotto zone a tutela rafforzata.

Ed è proprio qui che si trova il nodo.

La sicurezza italiana del 2026 non è principalmente una questione di omicidi.

È una questione di vivibilità dello spazio urbano.

Una città può avere un tasso di omicidio tra i più bassi d’Europa e contemporaneamente avere cittadini che modificano le proprie abitudini per paura di furti, aggressioni, borseggi, rapine e degrado.

Le due cose non sono in contraddizione.

Sono semplicemente due fotografie diverse della stessa città.

E se vogliamo discutere seriamente di sicurezza, dobbiamo smettere sia di urlare che Roma è diventata il Far West sia di dire ai cittadini che ciò che vedono ogni giorno è soltanto una loro percezione.

Perché 140.612 furti in un anno non sono una percezione.

Sono un dato della Prefettura.

E da quel dato bisogna partire. 

Fonti principali: Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza; Prefettura di Roma; Istat, Dei delitti e delle pene: criminalità, giustizia, detenzione, giugno 2026; Questura di Roma; Comando Provinciale Carabinieri di Roma; Indice della criminalità del Sole 24 Ore. 


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  1. Cosa dire.. Un’analisi dettagliata a tal punto che qualsiasi aggiunta sarebbe sbagliata. Condivido in pieno tutto ciò che è stato…

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