Riccardo Bianchi
Un secchiello. Una pistola ad acqua.
Due normalissimi giochi da spiaggia trasformati in simboli politici: è l’iniziativa estiva lanciata da Futuro Nazionale e destinata ai bambini.
Sono gadget apparentemente leggerissimi, quasi banali, ai quali va attribuito il significato che leggero non vuole essere affatto.
Il secchiello serve a costruire. La pistola ad acqua simboleggia la difesa di ciò che si è costruito.
Dietro l’immagine estiva c’è quindi una metafora: prima costruire la propria casa, la propria famiglia, il proprio futuro; poi imparare che ciò che ha valore deve anche essere custodito e difeso.
Il secchiello è forse il simbolo più semplice.
Qualunque bambino sulla spiaggia lo utilizza per fare la stessa cosa: prende qualcosa che apparentemente non ha forma, la sabbia, e prova a trasformarla in qualcosa: casa, castello, strada, piccola città.
Costruisce, distrugge, ricomincia.
Nella lettura proposta dall’iniziativa, quel gioco diventa la rappresentazione della vita adulta.
Nessuno ti consegna già costruita la casa della tua vita.
Bisogna lavorare, progettare, sbagliare, ricominciare.
È una metafora del lavoro e della responsabilità individuale, ma anche della famiglia e della comunità: l’idea che il futuro non sia qualcosa da aspettare passivamente, bensì qualcosa da edificare.
E poi c’è quella pistola, che è inevitabilmente il gadget destinato a far discutere.
Una pistola giocattolo ad acqua consegnata ai bambini con un significato politico rappresenta una provocazione comunicativa evidente.
Non è un invito ai bambini alla violenza. Non è l’educazione all’uso delle armi.
Il significato dichiarato è simbolico: ciò che abbiamo costruito e ciò che amiamo deve essere protetto: Casa, Famiglia, Comunità, Libertà, Identità, Patria.
È una concezione completamente diversa dell’educazione ed è probabilmente questo l’aspetto più interessante.
Perché dietro due giochi da spiaggia si intravedono due verbi: costruire e difendere.
È una concezione educativa fondata sull’idea che diritti e responsabilità debbano procedere insieme.
La casa che costruisci ha valore proprio perché hai impiegato tempo e fatica per realizzarla.
La famiglia ha valore perché richiede responsabilità.
Una comunità esiste perché qualcuno se ne prende cura.
Una nazione continua a esistere perché generazioni di uomini e donne decidono di trasmetterne cultura, memoria e istituzioni a quelle successive.
Non basta quindi ricevere. Bisogna costruire. E non basta costruire. Bisogna custodire.
Naturalmente l’iniziativa dividerà. Qualcuno considererà inopportuno attribuire un significato politico a una pistola ad acqua destinata ai bambini.
Altri vedranno invece proprio nella provocazione il senso dell’operazione: utilizzare due oggetti immediatamente comprensibili per rappresentare una determinata concezione della società.
È una discussione legittima. Anzi, probabilmente è esattamente la discussione che sj cerca.
Perché dietro il secchiello e la pistola ad acqua c’è una domanda assai meno infantile:
“Che cosa vogliamo insegnare alle prossime generazioni?”.
Che il futuro sarà comunque garantito da qualcun altro?
Oppure che dovranno essere capaci di costruirselo, assumersene la responsabilità e custodire ciò che per loro avrà valore?
Due giocattoli da pochi euro difficilmente daranno una risposta, ma sono riusciti a trasformare una giornata sulla spiaggia in una domanda politica.




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