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A BIRMINGHAM LA BANDIERA INGLESE FA PAURA: “È UN RISCHIO PER LA SICUREZZA”. L’ULTIMO FOLLIA GLOBALISTA DELLA GRAN BRETAGNA

La Redazione

Il Comune porta in tribunale chi espone Union Jack e croci di San Giorgio sui lampioni.

La giustificazione è la sicurezza pubblica.

Ma dietro la battaglia sulle bandiere c’è qualcosa di molto più grande e riguarda il diritto di mostrare la propria identità nazionale

A Birmingham anche una bandiera può diventare un problema di ordine pubblico.

Non una bandiera straniera.

Non un simbolo terroristico.

Non un manifesto che incita alla violenza.

La Union Jack.
E la croce di San Giorgio.

Il Comune di Birmingham ha chiesto all’Alta Corte un’ingiunzione per impedire l’installazione non autorizzata di bandiere, striscioni e altri oggetti sulle infrastrutture stradali della città.

Nel mirino ci sono soprattutto le migliaia di bandiere britanniche e inglesi collocate negli ultimi mesi sui lampioni dal movimento Raise the Colours.

La motivazione ufficiale è impeccabile nel linguaggio amministrativo: “sicurezza pubblica”, tutela dei lavoratori, gestione delle strade, “coesione sociale” e uso responsabile dei soldi pubblici.

E così la bandiera nazionale è diventata un problema da portare davanti a un giudice.

Il Comune sostiene che le installazioni abusive, creino problemi alla gestione delle strade e che, in alcuni casi, durante la loro rimozione, dipendenti e appaltatori abbiano subito intimidazioni, molestie od ostruzioni.

Per cercare di tranquillizzare gli abitanti di Birmingham, il Comune ha affermato che non si tratta di un’azione contro una particolare comunità, opinione o fede, ma di una misura generale contro le affissioni non autorizzate.

Formalmente è così.

Ma la politica non vive soltanto di formule amministrative.

Raise the Colours sostiene di voler promuovere unità e patriottismo attraverso l’esposizione dei simboli nazionali.

I suoi critici accusano invece il movimento di alimentare una retorica anti-immigrazione e di intimidire le minoranze.

Ed è questo il vero nocciolo della questione.

Perché la Gran Bretagna non sta discutendo soltanto di lampioni.

Sta discutendo di identità nazionale.

La croce di San Giorgio non è nata ieri come simbolo di una protesta politica.

È il simbolo dell’Inghilterra.

La Union Jack è la bandiera del Regno Unito.

E l’orgoglio di appartenere ad una nazione si sta trasformando nel simbolo di una colpa.

È questo il cortocircuito che dovrebbe far riflettere tutta l’Europa.

In una società sana, un cittadino dovrebbe poter esporre il simbolo della propria nazione senza essere automaticamente catalogato come estremista, razzista o nemico delle minoranze.

Il caso britannico dovrebbe interessare anche noi.

Perché potrebbe succedere anche in Italia, che per non urtare minoranze che da noi fanno da padroni, il nostro tricolore possa diventare una minaccia.

Alla fine la questione, non è se un lampione possa reggere una bandiera.

La questione è se una società occidentale possa ancora mostrare pubblicamente i propri simboli nazionali, senza trasformare ogni gesto patriottico in un caso politico.

E questa è una domanda alla quale Birmingham, prima o poi, dovrà rispondere.

Perché se la bandiera di San Giorgio diventa un problema di “sicurezza pubblica”, forse il problema non è più la bandiera.

Forse il problema è una società che non sa più come parlare della propria identità.


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  1. Cosa dire.. Un’analisi dettagliata a tal punto che qualsiasi aggiunta sarebbe sbagliata. Condivido in pieno tutto ciò che è stato…

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