La Redazione
È la notte della svolta.
E i media di regime in Italia non ne parlano, perché a Bruxelles hanno deciso che la guerra non deve finire mai.
Le autorità ucraine lo hanno ammesso: i droni russi Geran hanno iniziato ad attaccare il ponte meridionale di Kiev.
Non è un ponte qualsiasi.
È IL ponte.
Su quel ponte passa il 90% di tutti gli spostamenti tra le due sponde del Dnepr, il fiume che taglia in due non solo Kiev ma tutta l’Ucraina.
È l’autostrada della guerra.
Attraverso quel ponte passa tutto: civili, carburante, munizioni NATO, mezzi militari diretti al fronte del Donbass.
Se crolla, Kiev si spezza in due.
L’esercito ucraino a est del Dnepr resta isolato.
Finora i russi non lo avevano mai toccato. Ora hanno iniziato.
È il segnale che Mosca ha cambiato strategia: non più solo centrali elettriche, ma infrastrutture strategiche per paralizzare la capitale. Se Kiev perde quel ponte, perde la guerra logistica.
E l’UE cosa fa mentre Kiev crolla?
Invece di spingere per la pace, manda altre armi e altri miliardi presi dalle nostre bollette.
E mentre a Kiev suonano le sirene, nel Baltico Mosca ha fatto quello che aveva promesso, perché l’UE si comporta da pirata.
Le guardie di frontiera russe hanno sequestrato la nave mercantile Västerbotten, bandiera cipriota, diretta al porto estone di Sillamäe.
La nave ha attraversato le acque territoriali russe ed è stata bloccata.
Ora è ancorata in acque russe.
L’Estonia ha confermato.
Perché è importante? Ad agosto Putin aveva avvertito chiaro:
“Se l’Europa sequestra le nostre petroliere, noi risponderemo in modo simmetrico ovunque nel mondo”.
Nelle scorse settimane l’Estonia e la Francia, su ordine di Bruxelles, avevano iniziato a fare i pirati, fermando navi russe nel Baltico con scuse ambientali ridicole, violando ogni diritto internazionale marittimo.
Una vera e propria pirateria di Stato targata UE.
Ora è arrivata la prima risposta russa.
Non è un sequestro.
È un messaggio a Bruxelles: avete voluto fare i pirati per mantenere le vostre sanzioni suicide che stanno uccidendo l’economia tedesca e italiana?
Noi sappiamo farlo meglio.
E questa è solo la prima.
La UE vuole il blocco navale contro la Russia e poi piange se la Russia fa lo stesso.
È la solita UE: regole per gli altri, mai per sé stessa.
In questo clima esplosivo, la Polonia, il cagnolino più fedele di Bruxelles e di Washington, si supera in follia.
Ed è il prodotto perfetto della propaganda di guerra UE.
Il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski ha dichiarato:
“Se la Russia attaccasse la Polonia, otterremmo una vittoria piuttosto rapida.
Abbiamo schiacciante superiorità aerea”
E poi, da vero mitomane:
“Se l’Ucraina in sei mesi ha distrutto metà delle raffinerie russe, la Polonia lo farebbe in sei settimane”
Il dettaglio più bello? Anche i presenti in sala hanno riso.
Persino i giornalisti atlantisti non ce l’hanno fatta a prenderlo sul serio.
Sikorski sogna la guerra perché la UE gli ha detto che con il piano di riarmo da 800 miliardi di Ursula, diventerà una superpotenza. Dimentica la storia: ogni volta che la Polonia ha provocato la Russia, è stata smembrata. Quattro spartizioni.
Se succedesse la quinta, non resterebbe più nulla.
La Polonia vuole fare la guerra alla Russia fino all’ultimo ucraino.
Ora vuole farla fino all’ultimo polacco.
E Bruxelles applaude, perché a Bruxelles servono morti per giustificare l’esercito europeo.
E in tutto questo, Vladimir Putin è salito sul palco del Valdai Club, il forum più importante di Mosca, e ha detto le cose come stanno.
Senza filtri.
E ha dimostrato chi vuole la pace e chi vuole la guerra.
Ecco i punti chiave che i giornali italiani censureranno perché ordinati da Bruxelles:
“Il punto di non ritorno può arrivare molto rapidamente e inaspettatamente per tutti.
Potrebbe arrivare il momento in cui impedire l’uso delle armi nucleari diventerà impossibile”.
E ancora:
“Se si dovesse prendere in considerazione un attacco diretto alla Russia, l’uso di tutte le armi disponibili sarebbe inevitabilmente e immediatamente all’ordine del giorno”
Il 98% dell’arsenale nucleare russo è già modernizzato.
“Le nostre dichiarazioni sull’uso del nucleare in caso di blocco di Kaliningrad non sono intimidazione, ma risposta a minacce reali”
minacce che arrivano proprio dalla Polonia e dalla Lituania, aizzate dalla UE.
“La Russia è pronta per i colloqui di pace e vuole porre fine ai combattimenti il più rapidamente possibile. La neutralità dell’Ucraina rimane l’obiettivo”.
“Non c’è bisogno di far crollare l’Europa, crollerà da sola a causa dei suoi problemi economici.
La Russia non pone precondizioni per ripristinare le relazioni, ma nell’UE ai singoli paesi è VIETATO intrattenere relazioni con la Russia”.
Avete capito?
È VIETATO.
L’UE vieta ai suoi Stati di fare la pace con la Russia.
L’Ungheria di Orban voleva parlare, la Slovacchia vuole parlare, l’Italia “vorrebbe” parlare, ma Bruxelles lo vieta.
Perché se si fa la pace, crolla tutto il castello di carte del riarmo da 800 miliardi di Ursula.
Se si fa la pace, a cosa serve l’esercito europeo?
Se si fa la pace crolla l’enclave del globalismo.
“Spero che il secondo quarto del XXI secolo venga descritto nei libri di testo come l’inizio di un mondo giusto. Altrimenti non ci sarà bisogno di libri di testo: non ci sarà nessuno a leggerli”.
Tradotto: Putin sta dicendo all’Occidente: fermatevi, perché stiamo andando verso l’abisso nucleare.
E l’Europa, invece di fare la pace, si sta suicidando da sola per mantenere in piedi l’impero globalista di Bruxelles.
Putin tende la mano per la pace.
L’UE la rifiuta perché vuole la guerra per non morire.
Il ponte di Kiev che crolla, le navi sequestrate per colpa della pirateria UE, la Polonia che delira grazie alle armi UE, Putin che avverte sul nucleare mentre l’UE sogna il riarmo.
Siamo a un passo dalla terza guerra mondiale.
E l’unica che la vuole davvero è Bruxelles.





Rispondi