L'Italia Quotidiano

MELONI RIDICOLIZZATA DA MOSCA E INCASSA DA BRUXELLES: LA FOLLIA DI UNA POLITICA ESTERA SENZA PALLE AL SERVIZIO DELLA VON DER LEYEN

•

La Redazione

Ma che bella figura ha fatto Giorgia Meloni.
Al Senato, davanti a tutta Italia.

Mentre gli americani di Trump, pragmatici, si accordano con la Russia per far rientrare il gasolio russo e abbassare i prezzi alla pompa, la nostra premier cosa fa?

Critica gli USA.
Dice che l’accordo è “rischioso”.
Rischioso per chi?
Per gli italiani che pagano il diesel a 2 euro?

La risposta di Mosca è tutto un programma. Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri russo, le ha risposto con una frase che rimarrà negli annali della diplomazia:

“Prima di tutto non sono affari suoi.
Secondo, tornare alla frase uno”

Tradotto: stai zitta, non conti nulla.
Torna a cuccia dai tuoi padroni europei.

E ha ragione.
Perché Meloni non conta più nulla.
Si è fatta ridicolizzare e ha ridicolizzato l’Italia intera.

Questo sarebbe il governo patriota e sovranista?

Ha sbavato dietro a Trump su tutto: ha accettato di aumentare le spese militari al 5% come voleva lui, si è fatta imporre i dazi americani sulle nostre imprese, lo ha candidato al Premio Nobel per la Pace in una scena imbarazzante, sull’Iran non è riuscita a dire una parola contro la guerra.

E qui, quando per una volta potrebbe e dovrebbe prendere la palla al balzo e dire: “riapriamo i rubinetti con la Russia, abbassiamo le bollette”, cosa fa? Dice di no.
Dice che non va bene.

Risultato: ci siamo fatti imporre da Trump il gas americano che ci costa 4 volte quello russo. Quattro volte.

Bollette alle stelle, aziende che chiudono, famiglie che non arrivano a fine mese.

Questo è patriottismo?

Questo è mettere alla fame il proprio popolo per compiacere Bruxelles.

In Italia è sbocciata una mini Von der Leyen. Bionda, con la giacca, ma con la stessa ricetta: sanzioni, guerra, bollette.

Il discorso di ieri al Senato sul conflitto Russia-Ucraina è stato semplicemente delirante.

Parla di “imperialismo russo”.
Ma ve lo ricordate Papa Francesco?
Quello che la Meloni diceva di venerare?
Le sue parole testuali:

“Forse l’abbaiare della Nato alla porta della Russia ha indotto il capo del Cremlino a reagire male e a scatenare il conflitto. Un’ira che non so dire se sia stata provocata, ma facilitata forse sì”

Ve lo ricordate Yanukovych?
Il presidente ucraino democraticamente eletto rovesciato con un golpe sponsorizzato dall’Occidente nel 2014?

Ve lo ricordate Poroshenko, il persecutore dei russofoni del Donbass per 8 anni?

Meloni non ha mai parlato dell’abbaiare dei russi alle porte dell’Europa.
Mi pare.
E Nonostante le nostre ridicole sanzioni abbiamo distrutto solo noi.

Non vediamo un Putin isolato
Vediamo isolata l’Europa.
Vediamo Zelensky con una faccia sempre più tirata, fiaccato dalla questua continua. Chissà se è stanco per i troppi viaggi o per il peso dei sanitari in oro massiccio.

E il culmine: Meloni definisce l’Ucraina “Paese europeo”.

Ma quando mai?
Fa parte della NATO?
Fa parte dell’UE?
Che cosa ci obbliga verso una classe dirigente corrotta che tiene in ostaggio il proprio popolo, che vieta le elezioni, che chiude i giornali dell’opposizione?
Ce lo spieghi, presidente.

E chi lo ripara il Nord Stream?
Quello che gli inglesi e gli ucraini ci hanno fatto saltare in aria?

E mentre l’Italia affoga, ieri Zelensky si è presentato al Consiglio Europeo e ha chiesto: altri 70 miliardi.
70 miliardi di euro per il 2027.

Lo ha detto lui stesso:

“La guerra ci costerà 155 miliardi, ne abbiamo bisogno di almeno altri 70 da parte vostra”.

70 miliardi per comprare altri droni, altre armi, per continuare una guerra che l’Europa vuole infinita.

70 miliardi che pagheremo noi, con le nostre tasse, mentre le nostre strutture cadono a pezzi.

Questa guerra deve finire.
Per il bene degli ucraini, dei russi, di tutti i popoli europei e, visti i rischi di escalation nucleare, per il mondo intero.

Meloni invece rilancia. Obbedisce.
Come ha detto oggi l’ambasciatore russo: *

“L’Italia obbedisce ai suoi padroni europei”.

È questa la verità.
Non è più la patriota di Garbatella.
È la governatrice della colonia Italia per conto di Bruxelles.
Senza palle, senza visione, senza coraggio di dire ai tecnocrati globalisti europei basta.

Von der Leyen può stare tranquilla.
La sua allieva italiana ha imparato benissimo la lezione.


Scopri di più da L'Italia Quotidiano

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Rispondi

INVIACI UN WHATSAPP PER ESSERE INSERITO NEL GRUPPO POLITICO: 3293617618

https://www.facebook.com/profile.php?id=61593987644626

https://www.instagram.com/futuro_nazionale_roma_2144

Articoli Recenti

Commenti Recenti

Social Media

Scopri di più da L'Italia Quotidiano

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere