Ramona Castellino
Ci avevano detto che il Sinodo sulla sinodalità era solo un momento di “ascolto”.
Era una menzogna.
Era la preparazione di un golpe giuridico.
Ora il golpe è nero su bianco.
La Segreteria Generale del Sinodo ha diffuso la Relazione finale della Commissione Canonistica.
Obiettivo dichiarato: riscrivere il Codice di Diritto Canonico per “consolidare le conquiste già raggiunte nella prassi”.
È la confessione perfetta della tecnica rivoluzionaria modernista.
Per anni hanno tollerato, incoraggiato, imposto abusi liturgici, dottrinali e morali.
Hanno fatto celebrare donne sull’altare in Germania, hanno fatto benedire coppie omosessuali, hanno fatto predicare laici durante l’omelia, hanno dato la Comunione a chi vive in peccato mortale pubblico.
La prassi eretica era già realtà.
Mancava solo la legge che la rendesse obbligatoria.
Ora vogliono riscrivere il Codice del 1983 per blindare l’eresia.
Non è riforma.
È rivoluzione.
Tra le proposte ufficiali contenute nella Relazione, una supera tutte in gravità:
Laici che presiedono le liturgie.
È la fine della Chiesa Cattolica.
Il Concilio di Trento lo ha definito dogma: solo il sacerdote validamente ordinato può agire in persona Christi Capitis, e offrire il Santo Sacrificio della Messa. Un laico non può.
Una donna non può. Mai.
Per volontà divina.
Se un laico “presiede”, non c’è consacrazione. Non c’è Transustanziazione. Non c’è Messa.
C’è una sceneggiata protestante.
Vogliono trasformare l’altare in un palco e la Messa in un’assemblea di condominio.
È ciò che Lutero sognava.
È ciò che i sinodali tedeschi praticano già. Ora vogliono imporlo a tutta la Chiesa con un nuovo Codice.
La seconda bomba: “insistenza sugli organismi partecipativi”.
Tradotto: svuotare il Vescovo e il Parroco di ogni autorità divina e consegnare la parrocchia al soviet del consiglio pastorale, del consiglio sinodale, dell’assemblea.
Non è più la Chiesa gerarchica fondata da Cristo su Pietro.
È la Chiesa democratica, sociologica, orizzontale. Dove tutto si vota.
Dove il gregge pasce il pastore.
È l’eresia conciliarista condannata da secoli che ritorna sotto il nome di “sinodalità”.
E lo fanno ora per un motivo ben preciso.
Perché sanno che il tempo sta finendo. Sanno che il popolo cattolico vero sta tornando alla Tradizione, alla Messa in latino, al Rosario, al Catechismo di San Pio X.
Sanno che i seminari modernisti sono vuoti e i seminari tradizionali sono pieni.
Sanno che i giovani non vogliono la Chiesa ONG, vogliono Cristo Re.
Allora corrono a blindare le loro “conquiste” con un nuovo Codice prima che un futuro Papa cattolico possa spazzarle via.
Vogliono un Codice che renda irreversibile la protestantizzazione.
Non lo permetteremo.
Il Codice di Diritto Canonico non può contraddire il Diritto Divino.
Un codice che permette a un laico di presiedere la liturgia è nullo.
È invalido.
Va disobbedito.
La Chiesa non è una democrazia che si riscrive le regole.
È una Monarchia divina fondata da Cristo.
Vogliono un nuovo codice per una nuova chiesa.
Noi restiamo fedeli all’unico Codice eterno: la Tradizione.
Resistere.
Non assistere alla Messa invalida. Sostenere i sacerdoti fedeli.
Questa è oggi la militanza cattolica.





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