La Redazione
La guerra in Ucraina è entrata in una fase nuova, senza ritorno.
E a pagare sono i civili.
Nella notte appena trascorsa c’è stato uno dei più massicci raid ucraini su Mosca degli ultimi due anni.
I numeri diffusi dal Ministero della Difesa russo sono da record di guerra:
868 droni ucraini abbattuti in una sola notte su tutto il territorio russo.
Un numero mai visto, superiore ai picchi del 16 agosto (822) e del 26 giugno (660).
Solo la notte del 20 settembre fu peggiore, con 1.600 droni.
Obiettivo principale: la capitale, Mosca.
650 droni lanciati direttamente verso la capitale.
Lo ha ammesso lo stesso sindaco Sobyanin:
“La stragrande maggioranza è stata eliminata ai confini lontani, ma 105 droni sono stati abbattuti direttamente mentre si avvicinavano alla città”.
Il bilancio: 2 morti, 9 feriti.
Un uomo di 71 anni trovato sotto le macerie della sua casa a Barybino, vicino Domodedovo.
Un ragazzo di 20 anni ucciso a Radumlya, distretto di Solnechnogorsk.
Case sventrate dalla caduta dei detriti. Panico in tutta la regione di Mosca.
Un attacco deliberato sulle città russe, sui civili.
La risposta russa è arrivata poche ore dopo ed è durissima.
Il Ministero della Difesa della Federazione Russa ha annunciato ufficialmente l’intensificazione degli attacchi in Ucraina.
Obiettivi: obiettivi militari e tutta la struttura industriale della difesa a Kiev e in diverse regioni del Paese.
Il messaggio è chiaro e non lascia spazio a interpretazioni: l’esercito russo continuerà a combattere per il controllo di ogni singola porzione di territorio nella Repubblica Popolare di Donetsk. Non vi è alcun margine di trattativa al riguardo.
Mosca ha inoltre dichiarato che questi raid sono una risposta diretta ai tentativi di sabotaggio del Forum di San Pietroburgo, alle ultime consultazioni elettorali russe e ai recenti attacchi in cui hanno perso la vita 6 persone in Russia.
È la fine di ogni illusione di trattativa lampo.
Lo dice Mosca: Donetsk non si tratta.
E mentre i droni ucraini piovevano su Mosca e i missili russi su Kiev, cosa fa il fallimentare cancelliere tedesco Friedrich Merz?
Scappa a Kiev.
Nel giorno della festa nazionale tedesca.
Promette altri miliardi presi dalle tasse dei tedeschi,.
Merz usa la guerra per coprire il suo disastro interno.
È il circolo vizioso del globalismo morente: più la guerra si intensifica, più i leader falliti come Merz e Macron hanno una scusa per restare.
Ma la guerra vera la pagano i civili: quelli morti stanotte a Mosca sotto i droni ucraini e quelli che moriranno nelle prossime ore a Kiev sotto i missili russi.
868 droni in una notte. L’escalation è totale.





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