L'Italia Quotidiano

8 ANNI E MEZZO PER CHI NON È MAI ENTRATO NELLA CGIL, ARCHIVIATO CHI LANCIA MOLOTOV SU PRO VITA.QUESTA NON È GIUSTIZIA, È VENDETTA POLITICA

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Ramona Castellino

Otto anni e mezzo di carcere per un reato che non hai commesso materialmente.

Questa è la follia che oggi, 7 ottobre, la Corte d’Appello di Roma ha confermato per i ragazzi del 9 ottobre 2021, l’assedio alla CGIL.

Leggete bene, perché è un dettaglio che i giornalai nostrani, i moderni giacobini, non dicono.

I principali condannati sono accusati di “concorso morale in devastazione” perché non sono MAI ENTRATI nella sede della CGIL.

Mai entrati.
Non hanno sfondato la porta.
Non hanno ribaltato una scrivania.
Non hanno rotto un vetro in corso d’Italia.

Erano fuori.
Erano in piazza, in una manifestazione contro il Green Pass degenerata. E per questo sono stati condannati a 8 anni e mezzo come se fossero capi di una banda armata, come se fossero terroristi.

Concorso morale in devastazione.

Ma che cazzo vuol dire?

Una formula giuridica allucinante, degna dell’Inquisizione.
Ti condanno non per quello che hai fatto, ma per quello che avresti ispirato moralmente agli altri.
Ignorando il principe giuridico per cui le respolita sono e rimangono individuali.

Ma la verità è un’altra e neanche fingono di masvonderla.
Ti condanno perché eri lì.
Perché sei di destra. Perché sei il nemico giusto.

Otto anni e sette mesi per non essere entrato da nessuna parte.
È una pena da ergastolo bianco.
Non è giustizia.
È vendetta politica.
È una sentenza esemplare per dare un segnale: guardate cosa vi succede se protestate dalla parte sbagliata, anche se non toccate nulla.

E adesso confrontate questa accusa allucinante con quello che succede quando a devastare davvero sono gli altri, quelli giusti.

NOTAV, Torino, Bologna. I cortei Propal.
I centri sociali.
Gli antifa.
I transfemministi.

Loro sì che devastano. Devastazione vera, materiale, con le mani, con le spranghe, con le molotov.
Volto coperti, auto e cassonetto incendiati, vetrine rotte, mila e mila di euro di danni, martellate alle forze dell’ordine.

Torino e Bologna,, città messe a ferro e fuoco, Risultato?
Qualche foglio di via, qualche denuncia poi archiviata.
Uno scappellotto.
Pene ridicole.

Ai cortei NOTAV e Propal, assalti alle sedi, ai ministeri, alle sinagoghe, polizia presa a sassate.
Risultato?
“Ragazzi che manifestano disagio”. Tutto derubricato a folklore.

E poi il caso più vergognoso di tutti:

A Roma, 25 novembre 2023.
200 militanti di Non Una di Meno a volto coperto, assetto da guerra, adsaltano la sede nazionale di Pro Vita & Famiglia.
No di “nemici politici”, ma di persone che con il rosario in mano, pregano per ogni bambino ucciso nel ventre materno.

Lancio di bottiglie, pietre, fumogeni, spranghe contro i vetri, serrande divelte, telecamere abbattute, tentativo di incendiare la sede con molotov che solo per miracolo non esplode.

Cori: *
“Se un provita muore: champagne! Se non muore: molotov!”

Devastazione vera. Documentata. Davanti alla polizia.

Risultato?

ARCHIVIATO.

Tutto archiviato. Nessun colpevole.

Capite la sproporzione allucinante?

Se sei di destra e stai fuori dalla CGIL senza entrare, senza toccare nulla, ti danno 8 anni e mezzo per “concorso morale”.
Paghi per quello che hanno fatto gli altri.

Se sei di sinistra, transfemminista, NOTAV, Propal, centro sociale, e spacchi davvero, incendi davvero, lanci molotov vere, devasti Torino e Bologna davvero, non paghi nulla.
Sei archiviato.
Sei “giusta rabbia”.

Se sei di destra il codice penale diventa il doppio e ti condannano anche per il pensiero.
Se sei di sinistra il codice penale non esiste.

È la stessa logica di Ilaria Salis , incisa che va aggiunta perché è la prova vivente del doppio standard: accusata e condannata per pestaggi a sprangate a Budapest, a volto coperto, con lesioni gravissime, oggi siede a Strasburgo come europarlamentare, salvata dal carcere ungherese grazie all’immunità, e da lì ci dice come vivere, ci fa la morale sui diritti, e tifa pure perché gli scontri di Francia arrivino in Italia, invocando disordini e guerriglia urbana.

E la stessa CGIL, altra incisa fondamentale, la stessa CGIL che oggi piange per la porta sfondata nel 2021, è la stessa CGIL che spera che i disordini francesi arrivino in Italia per destabilizzare il governo.

La stessa che quando la devastazione la fanno i centri sociali e i transfemministi la chiama “conflitto sociale”.

La stessa muta per l’abrogazione dell’articolo 18, per la pensione ad un piede nella fossa, alla paga di quattro euro l’ora, vero nemico dei lavoratori.

Mentre i ragazzi del 9 ottobre marciscono in carcere come trofei politici di una magistratura rossa che ha scelto da che parte stare.

Voluti in carcere, non per quello che hanno fatto, perché non sono mai entrati, ma per quello che rappresentano.

In uno Stato di diritto le pene devono essere proporzionate al fatto materiale.

Qui non c’è nemmeno il fatto materiale.

C’è solo il “concorso morale”.
C’è la colpa di essere di destra.

Solidarietà totale ai detenuti politici del 9 ottobre.

Condannati a 8 anni e mezzo per non essere mai entrati in un palazzo.

Questa è la giustizia a orologeria.

Oggi l’abbiamo vista di nuovo, chiarissima, nella sua versione più vergognosa.

La giustizia dovrebbe essere bendata.
In Italia ci vede benissimo.
E quando vede un ragazzo di destra, anche se è fuori dal palazzo, lo sbatte dentro e butta la chiave.


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