Ramona Castellino
È avvenuto a Bologna, nei nidi comunali Baiesi e Lepido, feudi dell’amministrazione Lepore, PD.
Vittime due bambine: una di un anno, una di due anni e mezzo.
Il primo giorno di inserimento, con la madre presente, a una creatura di 12 mesi viene letto Piccolo Uovo di Francesca Pardi.
La favola dell’ovetto che cerca famiglia e impara che vanno bene tutte: due padri, due madri, due pinguini.
Il tutto firmato Altan, il vignettista di sinistra.
Alla richiesta di spiegazioni, la risposta non è una scusa.
È una rivendicazione ideologica, messa a verbale da Francesco Perboni, padre delle bimbe e docente di religione, referente di Pro Vita & Famiglia, che ha avuto il coraggio di denunciare:
“L’educazione è anche politica.
Riceviamo un mandato politico-culturale.
Si iniziano a gettare i primi semini dall’infanzia.”
E ancora: nei nidi si costruisce l’identità di genere.
E’ un progetto.
Lo confermano i libri che le pedagogiste stesse indicano come presenti in quasi tutti i nidi di Bologna, da anni, su ordine del Comune:
Nei panni di Zaff: un bambino che vuole essere “una principessa col pisello”.
E con Tango siamo in tre: due pinguini maschi che covano un uovo.
Tutte le famiglie e Piccolo Uovo maschio o femmina: la negazione della natura creata da Dio.
A bambini che non sanno dire “mamma” e “papà” si insegna che mamma e papà non esistono più.
Che si può essere donna col pisello.
Che maschio e femmina sono costumi da carnevale.
È ABOMINEVOLE.
San Pio X ci aveva avvisato: il modernismo è la fogna di tutte le eresie.
Oggi la fogna è tracimata ed è entrata nei nidi.
Non è educazione all’affettività.
È la distruzione programmatica dell’ordine naturale voluto da Dio.
È l’attacco alla Famiglia, cellula della società cristiana, all’uomo creato maschio e femmina a Sua immagine.
La figura del Padre, riflesso del Padre Celeste, va cancellata.
La Madre, riflesso della Vergine, va ridicolizzata come “donna col pisello”.
Il bambino non è più creatura di Dio, ma materiale da plasmare per il Nuovo Ordine Mondiale.
È lo stesso spirito immondo che emerge dagli Epstein Files: la mercificazione dell’infanzia, la sessualizzazione precoce, la volontà di spezzare ogni legame naturale per creare individui soli, confusi, senza radici, senza sesso, senza famiglia, quindi schiavi perfetti del potere globalista.
Il Comune parla di “rispetto delle differenze”.
Menzogna satanica. San Paolo è chiarissimo: “Guai a quelli che chiamano bene il male e male il bene”.
Non c’è consenso informato.
Non c’è libertà di scelta. C’è un mandato politico imposto dall’alto, pagato con i soldi dei contribuenti bolognesi, molti dei quali cattolici, che si ritrovano a finanziare l’apostasia dei propri figli.
Francesco Perboni ha fatto l’unica cosa che un padre cattolico può fare oggi: ha ritirato le figlie. Ha detto no.
Pagherà di tasca sua un asilo privato.
Quanti padri hanno questo coraggio?
Quanti sanno cosa leggono ai loro figli mentre loro lavorano?
Si questo tema non basta una interrogazione.
Serve un esorcismo culturale.
Ci piacerebbe sapere:
Chi ha firmato questo “mandato politico-culturale” nei nidi di Bologna?
Quale delibera comunale impone i libri gender a bambini di un anno?
E perché i genitori non vengono informati e il consenso è negato?
Bologna è stata la Dotta, la Grassa, la città di San Petronio.
Oggi, sotto il PD di Lepore e Bonaccini, è diventata il laboratorio nazionale dell’anticristo arcobaleno.
Hanno tolto il Crocifisso dalle aule perché “offende”.
Ora appendono l’uomo con la barba vestito da principessa.
Se non difendiamo la culla, domani non avremo più una Chiesa, non avremo più una Patria, non avremo più un futuro.
Resistere è dovere.





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