Chicco Costini
Al Nord, qualche migliaio di scappati di casa, figli di papà, studenti fuori corso, professori fuori sede e immigrati di prima, seconda e terza generazione — allevati con i soldi pubblici e che non sanno cosa significhi lavorare, faticare e mantenere una famiglia — scendono in piazza devastando negozi, automobili ed edifici pubblici. Il tutto con la sponda della CGIL e della sinistra istituzionale, coccolati da giornali e TV. Sventolano la bandiera palestinese o la falce e martello, senza neanche sapere davvero per cosa manifestano: vogliono solo fare casino perché così è stato chiesto loro. Chiedono soldi per la scuola e poi devastano i propri istituti; chiedono più stranieri nelle classi per continuare ad avere pollai in cui allevare nullafacenti pronti allo scontro.
Al Sud, invece, contadini, camionisti e piccoli imprenditori manifestano ordinatamente, chiedendo solo di essere difesi da una crisi che rende vano ogni loro sforzo. Se al Nord non si spende una parola sui miliardi regalati a Zelensky, al Sud c’è la piena consapevolezza che quei soldi e quella guerra sono la causa primaria della crisi che stiamo vivendo. L’Italia vera oggi sta in Calabria, in Puglia, in Sicilia: lì dove chi conosce il valore autentico della fatica e del lavoro difende il proprio diritto di esistere.
La politica istituzionale si divide tra due facce della stessa medaglia:
Da una parte, gli snob di sinistra che guardano commossi i propri “figli politici” distruggere il sacrificio di commercianti, impiegati e professionisti, vittime incolpevoli della furia nichilista di una gioventù allucinata.
Dall’altra, l’infamia di un servo come #Tajani, preoccupato solo di tutelare le banche e la speculazione di una finanza apolide che lucra sulla pelle dei popoli; e la follia di #GiorgiaMeloni, che continua a fare la pasdaran di un regime ucraino corrotto, rifiutandosi di vedere la realtà di una guerra che non ci riguarda, da cui non otterremo nulla e che è già persa.
Sopra tutto questo domina l’arroganza di un’Unione Europea che, in nome dell’ideologia liberale e delle follie climatiche, continua a distruggere il futuro dei cittadini europei. Il modello liberale caro a Bruxelles ha fallito, diventando lo strumento per arricchire pochissimi sulle spalle della maggioranza.
La risposta, però, non può essere il nichilismo anarcoide di una sinistra che ha svenduto i diritti sociali per assecondare i capricci di qualche lobby egoista. La sola via d’uscita da questa crisi è la difesa degli interessi dei popoli, di chi lavora, delle nostre radici e del nostro diritto ad esistere.
Solo il sovranismo sociale può essere la risposta.
Futuro Nazionale unica speranza.





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