L'Italia Quotidiano

MATTARELLA FA L’APPLAUSO A LULA E TRADISCE GLI AGRICOLTORI ITALIANI

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La Redazione

Ma il Presidente della Repubblica non dovrebbe stare sopra le parti?

Sergio Mattarella ha inviato i suoi auguri a Luiz Inácio Lula da Silva celebrando la “fraterna amicizia” tra Italia e Brasile e, soprattutto, plaudendo alla firma dell’accordo UE-Mercosur.

Un’uscita che chiamiamo grave.

Mattarella loda un’intesa che è una pugnalata alle spalle per il Made in Italy.

L’accordo UE-Mercosur è contestato da mezza Europa: cinque governi UE hanno votato contro, il Parlamento Europeo lo ha rinviato alla Corte di Giustizia dopo le proteste oceaniche dei trattori, Coldiretti ne contesta la totale mancanza di reciprocità.

In pratica apriamo le porte a carne, grano e soia brasiliana piena di pesticidi vietati da noi, senza dazi, mentre i nostri agricoltori devono rispettare le folli regole green della UE.
È concorrenza sleale legalizzata.
È la fine della nostra agricoltura.

E il Presidente della Repubblica, che dovrebbe rappresentare l’unità nazionale e difendere l’interesse nazionale, si schiera apertamente a favore di un accordo che danneggia il Paese e fa il tifo per un politico come Lula, con foschi contorni giudiziari e amico di ogni dittatura rossa del pianeta.

Sopra le parti?
No.
Sopra gli agricoltori italiani e al fianco del compagno brasiliano.

E con chi si congratula Mattarella?
Con un regime che il mondo intero ormai definisce dittatoriale.

E mentre Mattarella si spella le mani in applausi, il figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro, è nel mirino del giudice Alexandre de Moraes, braccio armato di Lula.
Gli è stato dato un ultimatum di 24 ore per consegnare il passaporto.
Un sequestro politico per impedirgli di lasciare il Paese. Accusa? Essere un Bolsonaro.

La cosa è talmente grave che persino il Partito Comunista del Brasile (PCO), attraverso il suo presidente Rui Costa, ha denunciato pubblicamente la persecuzione politica e l’instrumentalizzazione della giustizia da parte di Lula e Moraes. Quando nemmeno i comunisti approvano Lula, capite a che punto siamo.

Secondo la CNN, il presidente Donald Trump ha approvato personalmente l’ingresso negli USA di Flávio Bolsonaro per anticipare il sequestro del passaporto.

Il Segretario di Stato Marco Rubio sta già rilasciando i visti a lui e alla sua famiglia.

Gli USA hanno capito che in Brasile è in corso un golpe bianco giudiziario e sono intervenuti per salvare un perseguitato politico.

In più c’è l’analisi della Paris Group ripresa dalla Folha de S.Paulo sui dati ufficiali del TSE che è clamorosa: alle presidenziali, in ben 106 sezioni elettorali Flávio Bolsonaro ha incassato ZERO voti, mentre Lula 14.860.

Quasi tutte concentrate nel Norte (65) e nel Nordeste (29), dentro comunità indigene e quilombos controllate dal PT.
Statisticamente impossibile.
È il Venezuela modello Lula.

E dopo Flávio Bolsonaro, il PT vuole sequestrare il passaporto anche a Nikolas Ferreira, il deputato più votato della storia del Brasile, colpevole di aver dato del ladro a Lula all’ONU nel 2024.
Un’accusa di “ingiuria” trasformata in arma di regime per imbavagliare il leader dei giovani conservatori.

Questo è il Brasile di Lula che Mattarella definisce “fraterna amicizia”.

Un regime che sequestra passaporti per un insulto, che fa sparire voti, che perseguita i figli dell’avversario.

E noi dovremmo festeggiare il Mercosur con loro?
Dovremmo importare la loro carne e la loro “democrazia”?

Mattarella tra il compagno e gli italiani si è schierato con il primo.
E gli agricoltori italiani, in piazza con i trattori, non lo dimenticheranno.


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