L'Italia Quotidiano

BIMBA DI 10 ANNI STUPRATA: IL GIUDICE “NON C’È PROVA DI COERCIZIONE”

Ramona Castellino

Una bambina di soli 10 anni, ospitata in un centro profughi di Collio (Brescia), è stata vittima di violenza sessuale da parte di un 29enne di origini bengalesi.

La piccola fu presa con la forza, costretta, minacciata di morte, rimase incinta e fu sottoposta a interruzione di gravidanza.

Il GUP, Valeria Rey ha riqualificato il reato da violenza sessuale ad “atti sessuali con minorenne”, sostenendo che
c’è prova del rapporto sessuale, ma non della coercizione, né fisica né psicologica.

La giudice ha escluso infatti che vi siano prove sufficienti per qualificare i fatti come violenza sessuale, evidenziando contraddizioni nelle testimonianze e richiamando anche “aspetti culturali legati al Paese d’origine dell’imputato”

Vorrei sottolineare che la Cassazione in più occasioni e, da ultimo, con la sentenza 492/2026, pur condannando, a due anni per atti sessuali con minore (articolo 609-quater del Codice penale) un 18enne che aveva una relazione con una ragazzina di 13 anni, ha chiarito che al di sotto dei 14 anni il consenso del minore è sempre giuridicamente irrilevante.

La Suprema corte ha fissato una soglia di protezione assoluta: sotto i 14 anni vige una presunzione legale di invalidità del consenso.

Quindi è assolutamente irrilevante che il rapporto sia desiderato o richiesto dalla minore e che non ci sia stata minaccia o coercizione.

E se a fare la differenza tra il reato di violenza sessuale e quello di atti sessuali con minore è il consenso, se nel primo caso si prova che è stato libero e consapevole non c’è reato, nel secondo non vale.

Una sentenza vergognosa ed estremamente pericolosa, che rischia di produrre un effetto gravissimo: normalizzare l’idea che la violenza su bambine, sia meno grave in assenza di segni evidenti di costrizione fisica o psicologica, spostando di fatto sulla vittima l’onere di dimostrare lo stupro.

È una sentenza che sa di ideologia, laddove si menzionano “aspetti culturali legati al Paese d’origine dell’imputato”, a dire che in alcuni paesi qualcosa è meno grave rispetto ad altri” e quindi si giustifica, si trova una scusa, un dolcificante per coprire atti vergognosi contro la persona e la morale.

Perché l’immigrazione irregolare è anche questo.

È aprire le porte a popolazioni estremamente diverse dalla nostra per cultura, Fede, tradizioni

Spesso integraliste, intolleranti, violente e razziste per prime.

E la cosa più ridicola se non fosse drammatica è che odiandoci non rispettano le nostre leggi, il nostro vivere comune.

Eppure abbiamo e continuiamo a farli entrare in casa nostra.

Abbiamo provato poi a mescolarli, ad integrarli.

Quando non ci riusciamo i razzisti siamo noi, che non li comprendiamo, che non cancelliamo la nostra cultura millenaria o le nostre Chiese, per permettere loro di costruire le loro chiese, imporci i loro veli, i loro cibi.

Questa sentenza cancella da sola il senso di giustizia, di morale, di etica e di Fede.


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Una risposta a “BIMBA DI 10 ANNI STUPRATA: IL GIUDICE “NON C’È PROVA DI COERCIZIONE””

  1. Avatar marcella
    marcella

    Sul giornale viene citato il nome della piccola, vittima di questo orrore?

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  1. Cosa dire.. Un’analisi dettagliata a tal punto che qualsiasi aggiunta sarebbe sbagliata. Condivido in pieno tutto ciò che è stato…

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