La Redazione
Le proiezioni ARD/ZDF alla chiusura dei seggi: AfD 37,8-37,9% (era 16,7% nel 2021), SPD 35,5-35,7% della Schwesig, CDU del Cancelliere Merz 4,9-5,5%sotto soglia di sbarramento, peggior risultato mai registrato.
Affluenza record 75,5-79%.
A Berlino amministrative: Linke sorosiana al 25,8%, Verdi al 15,5%, AfD al 13,8% (era 9,1%).
Nella Germania vera AfD fa il pieno, nella Berlino cosmopolita vincono i partiti di Soros.
E da Orvieto arriva la benedizione: Alice Weidel a Vannacci “Presto governeremo insieme”
Quindi è successo quello che i tedeschi chiamano “l’impensabile” e noi chiamiamo “inevitabile”.
Per la prima volta dalla fondazione della Repubblica Federale nel 1949, la CDU è fuori da un parlamento regionale tedesco.
Il partito di Adenauer, di Kohl, di Merkel, del Cancelliere in carica Merz, cacciato dal Landtag di Schwerin.
Un umiliazione storica.
L’AfD diventa per la terza volta dopo Turingia e Sassonia-Anhalt primo partito in un Land tedesco, con 27-30 mandati su 79.
Ha mobilitato tutti i non-votanti: affluenza schizzata al 75,5% per ZDF, 79% per ARD (era 70,8% nel 2021).
Il candidato AfD Leif-Erik Holm rivendica: “Abbiamo chiaramente il mandato di governo. Inviteremo tutti i partiti, perché dobbiamo rimettere in sesto il nostro Paese”.
Risposta della SPD Schwesig, che nonostante sia arrivata seconda rivendica di poter governare perché tutti gli altri hanno il cordone sanitario contro AfD:
“AfD non formerà il governo, la maggioranza ha scelto partiti democratici”.
Possibile ora una coalizione rossa-rossa-verde SPD-Linke-Grüne.
Stessa sera, amministrative a Berlino.
Qui il film è opposto, ed è perfetto per capire la spaccatura tedesca.
Proiezioni ZDF:
Linke (estrema sinistra sorosiana): 25,8% – primo partito
CDU del sindaco uscente: 20%
Verdi: 15,5%
AfD: 13,8% – terza forza (era 9,1% nel 2023, +4,7 punti)
SPD crollata
Nella Germania a maggioranza tedesca, quella vera, che lavora, che ha visto chiudere Volkswagen a Emden e Hannover per il Green Deal, AfD fa il pieno al 38%.
Nella Berlino cosmopolita, hipster, piena di ONG, di collettivi, di fondi Soros, vincono Linke e Verdi.
È esattamente la fotografia dell’Italia: provincia e piccoli centri sovranisti, centri storici delle grandi città occupati dalla sinistra radical chic.
Come la leggi è una batosta per il governo Merz in entrambi i casi.
Mentre in Meclemburgo AfD sfondava, a Orvieto, al Forum dell’Indipendenza Italiana di Futuro Nazionale, arrivava il messaggio più importante.
Dal palco, portato da Marc Jongen, ideologo di AfD, il saluto di Alice Weidel, co-presidente AfD e candidata cancelliera:
“In un futuro non lontano ci incontreremo nelle responsabilità di governo.
Sovranità.
Libertà.
Sicurezza.
Identità.
L’Europa dei patrioti sta prendendo forma. Una nuova Europa è possibile. Benediciamo Vannacci”
Tradotto: AfD, che oggi è al 38% in un Land e al 25% nazionale in Germania, riconosce Vannacci come alleato europeo.
Non più Le Pen in Francia, Orban in Ungheria, Wilders in Olanda.
Ora anche Italia-Germania.
L’asse sovranista che Bruxelles temeva di più sta nascendo davanti ai nostri occhi: Roma-Berlino dei patrioti.
Gianni Alemanno dal palco di Orvieto:
“Il modello è AfD e Le Pen.
Meloni deve scegliere se stare con noi o con il PPE di Ursula”.
Vannacci: “Le nostre linee rosse non sono negoziabili”.
E mentre a Berlino Linke e Verdi vincono con il voto degli immigrati e dei radical chic, in Meclemburgo la Germania che produce ha detto basta.
Per l’Italia significa una cosa sola: l’UE dei prossimi anni sarà ancora più instabile su tutto: migranti, bilancio, energia, sostegno all’Ucraina.
Perché il Paese che guida gli equilibri europei, la Germania, non ha più un governo stabile.
Ha un Cancelliere la cui CDU è al 4,9% in un Land dell’Est e un’opposizione patriota al 38% che presto governerà.
La valanga sovranista che sale non è più una metafora.
È il risultato di Schwerin.





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