La Redazione
Due fotografie della stessa sera, domenica 21 settembre 2026.
C’è una Germania e c’è l’altra Germania.
Meclemburgo-Pomerania, 1,6 milioni di abitanti, Est profondo, ex DDR, operai, agricoltori, disoccupati che hanno visto Volkswagen chiudere a Emden.
Risultato:
AfD 37,9%
SPD 35,7%
Linke 6,5%
Verdi 5,4%
CDU 4,9% quindi FUORI!
Qui i tedeschi veri hanno votato AfD.
Perché?
Perché AfD parla di quello di cui non parla più nessuno: immigrazione fuori controllo, islamizzazione, costo dell’energia, fabbriche che chiudono, identità.
AfD non fa distinzioni tra “immigrato regolare e irregolare” come fanno i buonisti.
Parla di Überfremdung, inforestierimento, permeazione etno-culturale della Germania, da parte di un’invasione straniera oceanica.
Oggi in Germania il 18% sono immigrati di prima o seconda generazione, un terzo ha “sfondo migratorio”.
E la gente lo vede.
Berlino, è diventata la capitale cosmopolita, 3,8 milioni, piena di ONG, di collettivi, di centri sociali, di fondi Soros, di comunità islamica al 15%.
Risultato amministrativo:
Linke 25,8-26% (+13,8 punti) PRIMO PARTITO
CDU 18,8-20% (-8,2 punti)
Verdi 15,5%
AfD 13,8% (+4,7 punti rispetto al 9,1% del 2023)
SPD crollata all’8,4%
Qui vincono Linke e Verdi.
Chi li vota? Gli islamici sono il tesoro di sinistra.
Dove c’è più immigrazione islamica, la sinistra radicale fa il pieno.
Linke a Berlino-Neukölln, quartiere islamico, al 38%.
È la stessa cosa che succede in Francia con LFI di Mélenchon, in Inghilterra con Labour nei quartieri pakistani, in Italia a Milano e Bologna con il PD.
I tedeschi votano AfD. Gli islamici e i radical chic votano Linke.
È la sostituzione etnica al voto.
Il giorno dopo la doppia batosta, lunedì 22 settembre, ore 11, Konrad-Adenauer-Haus, sede CDU a Berlino.
Si presenta Friedrich Merz, Cancelliere tedesco, leader CDU, quello che fino a ieri diceva “faremo le riforme”.
Ha appena perso tutto:
In Sassonia-Anhalt il 6 settembre AfD al 43,8% e CDU al 17% (-25 seggi) In Meclemburgo-Pomerania CDU al 4,9%, fuori dal parlamento per la prima volta nella storia della Repubblica Federale
A Berlino CDU dal 28% al 18,8%, perde la capitale
Cosa dice? Cose deliranti.
Testuale da conferenza stampa:
“Queste elezioni segnano una svolta epocale.
È una cesura profonda, un avvenimento drammatico e unico per il partito, un colpo duro che avrà un impatto duraturo.
La coalizione di governo resterà per garantire il futuro democratico della Germania. Ringrazio la SPD per avere deciso di restare nella mia coalizione. Finora nessuno ha posto una questione personale, né tantomeno ha aperto un dibattito sulle persone. Nessuno.
Non c’è alcun dibattito sul mio ruolo nella CDU. Il voto va oltre la mia persona.
Viviamo un cambiamento profondo del sistema dei partiti in Germania”
Tradotto dal politichese:
“Ho perso tutto, sono senza consenso, il mio partito è fuori da un Landtag, ma resto perché se vado io arriva AfD”.
È il mantra di tutti i leader falliti d’Europa: Macron, Sanchez, Merz, Ursula.
“Resto per garantire la democrazia” significa “resto per impedire al popolo di votare quello che vuole”.
Merz parla di “garantire il futuro democratico” mentre la sua CDU ha appena avuto il risultato peggiore dal 1949.
Parla di antisemitismo a Berlino per spostare l’attenzione (dice: “A Berlino si tengono manifestazioni contro gli ebrei, la vita degli ebrei non è più al sicuro, è il fardello più pesante”) mentre il problema è che a Berlino i suoi elettori lo hanno abbandonato.
Risposta di Alice Weidel, leader AfD, stessa ora, a Berlino:
“L’AfD è chiaramente il nuovo partito del popolo in Germania.
Abbiamo superato la CDU e la gente vuole un cambiamento di politica.
La CDU, con Friedrich Merz, con un cancelliere debole, non può continuare”
E ancora più duro Leif-Erik Holm, vincitore in Meclemburgo:
“Credo che il crepuscolo del cancelliere sia iniziato.
Credo che il cancelliere non arriverà alla fine dell’anno”
Ha ragione.
Quando perdi un Landtag, quando sei al 4,9%, quando il tuo partito è fuori dal parlamento per la prima volta in 77 anni, non puoi dire “nessuno ha posto la questione personale”.
La questione personale te l’ha posta il popolo tedesco con il voto.
Due Germanie, dicevamo.
Una Germania tedesca che vota AfD al 38% perché non vuole morire islamizzata, impoverita e deindustrializzata.
Una Germania cosmopolita, islamizzata, radical chic, che vota Linke al 26% perché vive di sussidi, ONG e fondi UE.
E in mezzo un cancelliere, Merz, che ha perso entrambe le Germanie e dice “resto per garantire la democrazia”.
No, cancelliere.
Resti per garantire Ursula, per garantire la guerra in Ucraina, per garantire il Green Deal che ha chiuso Volkswagen.
La democrazia l’hanno garantita gli elettori del Meclemburgo: mandandoti a casa.





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