Freedom
I sondaggi danno Futuro Nazionale all’8%. Dato, dicono i rivelatori di consenso, in crescita. Ad oggi il Partito del Generale Vannacci sembra essere il secondo della coalizione di centrodestra. In pochi mesi di vita ha scavalcato Lega e Forza Italia.
Ovviamente parliamo di indicazioni e proiezioni, non conosciamo i dati reali, né i futuri risultati elettorali.
Quello che possiamo affermare però, con assoluta certezza, è che il “vannacismo” ha già vinto!
Cosa succederà domani non può essere certo, non possiamo sapere se Futuro Nazionale vincerà le elezioni, andrà in coalizioni, quanti seggi prenderà…
Questo le decideranno gli italiani alle urne.
L’unica vera certezza è che Vannacci oggi detta l’agenda politica nazionale.
Tutti, a sinistra e a destra, stanno rincorrendo Futuro Nazionale.
Questo dato – insieme al radicamento territoriale, al numero di iscritti, oltre 150.000 in sei mesi e l’adesione di militanti ed attivisti al Partito del Generale – sono il segno evidente della vittoria del “vannacismo”.
Che il fenomeno Vannacci era destinato ad essere una valanga si era capito già con l’uscita del suo libro… ma in pochi si aspettavano un’onda così dirompente da diventare il centro della politica nazionale ed europea.
Tutti parlano del Generale. Tutti sono costretti – amici, nemici, ex amici e futuri amici – a confrontarsi con le idee di Roberto Vannacci.
A sinistra sono tornati tutti partigiani, pronti a combattere il pericolo Vannacci, a rispolverare lo stucchevole ed anti-popolare antifascismo…
A destra tutti cercano di dare risposte popolari e nazionali per non farsi “svuotare” da Futuro Nazionale.
Lo scorso fine settimana è stata la certificazione del trionfo di Vannacci.
O meglio, del “vannacismo”.
Il Presidente del Consiglio, leader di Fratelli d’Italia, intervenendo alla festa dei giovani del suo partito (Felix) è stata costretta a tuonare contro la sostituzione etnica e l’invasione, con toni e gestualità che da 4 anni non vedevamo. Comprese urla e vestiario da comizio militante…
Ovviamente ne siamo felici.
Per chi, come noi, fa della lotta politica una missione, una visione e una scelta di vita… una battaglia impersonale… è una soddisfazione vedere l’avanzare di idee e principi a noi cari.
(Magari fino a ieri anche ignorati, per mancanza di coraggio e voglia di cercare carezze dal nemico).
“In classe niente burqa e tetto agli stranieri. Subito la misura in Consiglio dei Ministri”. Poesia per le nostre orecchie le parole della Meloni.
Se volessimo aggiungere pepe e polemica al discordo potremmo aggiungere: meglio tardi che mai!
Anche l’ironia su “Bollo ciao” non ci è dispiaciuta. Deridere l’antifascismo e i suoi canti è sempre cosa giusta e da noi apprezzata.
“Gli studenti italiani non possono essere messi all’angolo!”
Detto dal Presidente del Consiglio è davvero una speranza.
D’accordo su tutto cara Giorgia… peccato che il tutto arrivi con 4 anni di ritardo e solo dopo la nascita e l’avanzata della destra sociale e popolare di Vannaccia, che da mesi sta spingendo tutta la politica nazionale ed europea “da destra” e “a destra”.
Questa è la vera e certificata vittoria del “vannacismo”!
Questa è la vittoria delle idee che muovono il mondo, come le definirebbe il compianto ex segretario del Movimento Sociale Pino Rauti.
E se a Felix si è respirata tanta destra, anche a Pontida lo spartito è stato lo stesso.
Ci si aspettava un ritorno alla Lega federalista, “bossiana”…
Un ritorno alla Lega Nord o Lombarda. Col piffero!
Anche sui pratoni leghisti la stella cometa è stata il “vannacismo”.
Un enorme scritta “Non passa lo straniero” dominava il palco della Lega.
Nessun accordo con i “nordisti”. Rilancio di una Lega nazionale, contro Bruxelles e l’immigrazione. Con Salvini che sfida i nostalgici della Lega Nord convocando un congresso. Altro che ritorno al passato!
Anche la Lega è impegnata a posizionarsi “a destra”, a rincorrere Vannacci e Futuro Nazionale.
Dal popolo leghista lo slogan più acclamato è stato “Remigrazione! Remigrazione!”.
Salvini sembra essere uscito dalla “crisi interna” rafforzato e più convinto che la risposta che gli italiani si aspettano sia nazionale, sociale e popolare e non liberale e federalista come vorrebbero Zaia e Romeo.
Meloni e Salvini (insieme a Tajani) non sono solo i segretari di Fratelli d’Italia e della Lega, sono anche Presidente del Consiglio e Vice Premier, oltre che Ministro, dell’Italia. Quindi vertici dell’attuale governo.
Il loro “riposizionamento” a destra non è un dato solo partitico, ma politico, sociale, culturale, nazionale.
Che non va sottovalutato. Cosi come non può e non deve essere sottovaluto il ruolo del “vannacismo”.
Se Futuro Nazionale cresce e sembra destinato ad arrivare a doppia cifra… Se Futuro Nazionale scavalca, almeno nei gradimenti, Lega e Forza Italia…
Se Futuro Nazionale sembra oggi necessaria per rivincere le elezioni e non regalare l’Italia ad una sinistra divisa su tutta, woke, gender, green, antifa e profondamente anti-popolare ed anti-nazionale… significa che in questi quattro anni c’è stato troppo “centro” e poca “destra”.
Che le risposte che si aspettavano gli italiani dal governo Meloni non sono arrivate o sono arrivate in maniera parziale.
Non solo, il Generale è stato lungimirante anche su altri tre temi fondamentali, che oggi la Lega vorrebbe rifare suoi, ma forse è troppo tardi per strapparli a Futuro Nazionale: remigrazione, basta guerra alla Russia e accordo con l’Afd in Europa.
Tre temi che hanno e stanno caratterizzando Fn e che stanno spingendo il centrodestra a “coprirsi” a destra.
Con non poche difficoltà.
Perchè mentre sull’immigrazione sembra più semplice “combattere” contro Vannacci, su Russia e Afd ci vuole molto coraggio.
Quel coraggio che sembra, almeno oggi, mancare alla Meloni.
Ci prova Salvini, ma con poca credibilità.
Il dato più significativo, che poi è quello che preoccupa i liberali e i globalisti (di destra e di sinistra) è che Vannacci, alla fine, non ha fatto nulla di speciale o di così difficoltoso, ha incarnato e sta incarnando il sentimento popolare dell’Italia e degli italiani. Con semplicità e profondità.
Vannacci ha “solo” il coraggio di dire ciò che pensano gli italiani. Di intestarsi il vero sentimento popolare e nazionale.
D’altronde è un Generale… la paura non fa parte del suo dna. E non essendo un politico di professione “se ne frega” del politicamente corretto ed ha capito perfettamente, a differenza di Meloni, Salvini e Tajani, che il consenso va preso e difeso nei mercati e nelle strade, nelle periferie e tra i lavoratori, tra le famiglie e gli elettori. Ha compreso, meglio dei professionisti della politica, che gli attacchi di media, salotti radical-chic e sinistre varie lo fanno crescere nei consensi.
Gli italiani sono quelli raccontati e difesi da Vannacci, non quelli che stanno solo nella testa di Calenda o di Bonelli e Fratoianni. Tanto meno quelli che vorrebbe il Pd!
Gli italiani sono cattolici e patrioti. Non vivono nelle Ztl come i post, ex o vetero comunisti. Non partecipano ai gay pride, non hanno e non vogliono l’auto elettrica, nemmeno la guerra contro la Russia (e contro l’Iran). Sono per la sicurezza, contro l’immigrazione e vogliono davvero porti chiusi e città sicure. Sperano nell’esercito nelle strade contro maranza, clandestini ed islamisti; non cantano “Bella Ciao”, non vanno in piazza né il 25 aprile, né il 1 maggio. Amano il tricolore, auspicano la preferenza nazionale nello Stato Sociale, sono a favore della remigrazione.
Vi diciamo di più… se ne fregano dell’antifascismo e in milioni hanno il calendario di Mussolini a casa. Non certo perché nostalgici fascisti, ma perché è la storia dell’Italia.
Quasi tutti hanno il Crocifisso nella loro abitazione e lo vorrebbero in tutti gli uffici pubblici, scuole comprese. Per la maggioranza dei connazionali il patriarcato mediterraneo e romano non è una minaccia, ma fondamenta di famiglia e comunità.
Questa non è l’Italia medievale e “oscurantista” come vorrebbero farci credere i salotti televisivi o i figli del 68… nemmeno quella ignorante e cafona come affermano Bonaccini, Landini e comunisti vari.
E’ l’Italia italiana, romana, europea e mediterranea, cattolica e tradizionale. Quella vera e profonda, che lavora e produce, figlia di Don Camillo e Peppone, dei mille campanili e di secoli di storia comune. Di immensa cultura.
E’ l’Italia che i liberali ed i progressisti vorrebbero cancellare.
Perchè è l’Italia che odiano. Da sempre!
E’ l’Italia italiana! Che Vannacci incarna e difende. E l’Italia lo segue, sostiene ed ama. (Almeno finché dimostrerà il coraggio dimostrato fino ad oggi…).
Il “vannacismo” scorre nel sangue degli italiani. E’ spirito italico e latino, è radici cattoliche e cristiane, è anima romana ed europea (cosa ben diversa da Bruxelles e Francoforte). E’ vento anti-globalista e anti-liberale, è forza sociale, popolare e nazionale.
Per tutto questo ha già vinto! Il “vannacismo” è quel vento che, non solo in Italia ma in tutto il mondo, sta spazzando via “il mondo al contrario”.
Se ne facciano tutti una ragione. Forse potranno fermare Vannacci, inventarsi “cordoni sanitari” contro Futuro Nazionale. Potranno addirittura regalare l’Italia ai comunisti pur di non fare accordi con Fn.
Possono continuare a lasciare i patrioti in galera e a seguire le mostrificazioni degli avversari…
Ma questi sono tutti giochi di palazzo e di potere.
Il popolo ha già scelto: il “vannacismo” ha già vinto! Anzi, trionfato!





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