La Redazione
Ci prendono per scemi, attaccandoci su tutti i fronti, contemporaneamente, con lo stesso copione: paura del nemico esterno per farci dimenticare il nemico interno che ci sta smontando pezzo per pezzo.
Da ieri tutti i giornali aprono con le mappe: “I droni russi ci attaccheranno dal mare! Italia e Spagna nel mirino!”.
Infografiche, simulazioni, allarmi NATO.
La fonte?
Una sola.
Anonima.
Si inventano Putin alle porte così non parli di chi ti sta entrando dalla porta di casa.
Una supercazzola dei giorni nostri.
Intanto a Bologna, culla della sinistra progressista, il presepe a scuola è diventato “offensivo”.
Va tolto.
Il crocifisso dà fastidio.
Ma la carne halal no. Quella entra di diritto. Menù cambiato, maestre costrette a spiegare la macellazione rituale islamica, bambini italiani obbligati ad adeguarsi.
Non è inclusione.
È sostituzione culturale. Cacciano Cristo a Natale e mettono le regole islamiche in mensa a settembre.
Con i soldi dei contribuenti italiani.
È la resa della cultura nazionale in nome del buonismo e dell’immigrazionismo globalista.
A Modena invece, al supermercato MD di via Rainusso, cinquanta maranza appena usciti da scuola entrano con i volti coperti, svuotano gli scaffali, riempiono gli zaini, si filmano e ridono.
Poi fuga verso l’autostazione.
Video su TikTok.
La dipendente dice: “Succede ogni giorno”.
Il PD in Comune minimizza da anni: “Episodio isolato”, “inciviltà giovanile”.
Hanno fatto 160 controlli in 15 mesi.
Un fallimento.
E chi sono?
Lo dicono le questure di mezza Italia: “minori stranieri non accompagnati, soprattutto egiziani e tunisini”, arrivati come “profughi” e il giorno dopo nelle baby-gang di Milano, Torino, Genova.
Mantenuti dallo Stato, impuniti perché minorenni, già addestrati a delinquere.
Non è integrazione fallita.
È un sistema di accoglienza impazzito che importa criminalità e la mantiene a spese nostre.
E mentre succede tutto questo, c’è chi vuole regalare la cittadinanza italiana come fosse un gadget.
Per fortuna a Cadoneghe c’è un sindaco, Marco Schiesaro, che ha avuto il coraggio di dire NO:
“Non darò la cittadinanza a chi non parla una parola di italiano”
Ha bloccato pratiche di gente che pretende il passaporto italiano senza sapere dire buongiorno, senza conoscere una riga della nostra storia.
È attaccato ovviamente dalla sinistra che grida al razzismo.
Perché per loro essere italiani non è identità, lingua, cultura, confini. È solo un timbro burocratico.
Ma il filo conduttore è lo stesso.
Ci raccontano i droni russi per farci accettare più NATO e più spese militari, mentre non sanno difendere un supermercato a Modena.
Ci tolgono il presepe ma ci impongono l’halal, perché la nostra cultura va cancellata.
Ci riempiono di minori non accompagnati che diventano gang, perché i confini non esistono più, complici medici e toghe rosse.
Ci vogliono svendere la cittadinanza, perché la Nazione non deve più esistere.
Non sono episodi isolati.
È un’invasione programmata.
Culturale, demografica, criminale.
E la difesa nazionale non parte dai droni sul Baltico.
Parte dalla porta della nostra scuola, dal supermercato sotto casa, dalla nostra lingua e dai nostri confini.
Chi non lo capisce è complice e nemico dell’Italia e degli italiani





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