L'Italia Quotidiano

ITALIA SOTTO ATTACCO: DA MILANO A ROMA, DA TORINO A BOLOGNA – LA GUERRIGLIA COORDINATA DELLA SINISTRA CHE CERCA IL MORTO IN PIAZZA

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Ramona Castellino

Non è stata una manifestazione.
È stata un’azione coordinata in tutta Italia.

La sinistra ha acceso quattro fuochi, da Nord a Sud, con lo stesso manuale, gli stessi slogan, la stessa violenza.

Gruppi di incappucciati hanno lanciato sassi, bottiglie, petardi contro Polizia e Carabinieri, barricate di fumogeni, centro bloccato.

E in prima fila, i branchi di maranza: giovani di origine nordafricana cresciuti nel culto della strada e nel rifiuto delle regole, che occupano la piazza con lo stesso atteggiamento che usano per rapine e baby gang.
È il modello francese importato in Italia.
Le città italiane, vetrine della sinistra.

Bilancio: feriti tra le forze dell’ordine, fermati, negozi saccheggiati.

Le città in mano a chi Landini ha benedetto dicendo: “Sono sulla strada giusta”

È il mantra del PD: qualsiasi cosa facciano, vanno ascoltati.

La sinistra radicale cerca ossessivamente l’incidente grave, lo scontro, il martire da esibire sui giornali.

Spingono la tensione al punto di rottura per fabbricare l’alibi a una violenza già pianificata a tavolino.

In questa operazione si saldano tre livelli:

La manovalanza: black bloc, centri sociali e le gang di strada nordafricane che vogliono il controllo del territorio.

I soldi: la CGIL di Landini che paga pullman, palchi e logistica. Soldi presi dalle tessere dei pensionati.

La copertura politica: il PD che in Parlamento esorta ad “emulare la Francia” e poi sui giornali giustifica tutto come “disagio sociale”.

È una sovversione programmata.

E il giorno dopo scatta la seconda fase, quella più vile: negare tutto.

“Sono infiltrati di destra”.

La solita favola.
Infiltrati di destra con la kefiah e la bandiera rossa che cantano Bella Ciao?

Non avete neanche le palle per rivendicare quello che fate.

Infiltrati di destra?
Ma di cosa state parlando?

Li abbiamo visti in faccia.
Con le bandiere rosse, con le kefiah, con le maglie di Che Guevara, con gli adesivi “Free Palestine”, con i cori “Meloni fascista”.
Con i responsabili nazionali dell’UDU che guidavano il corteo con il megafono.

Ma ci prendete per scemi?

La verità è una sola e fa schifo: SIETE VOI.

Siete voi che da tre anni soffiate sul fuoco.
Siete voi che chiamate “resistenza” ogni vetrina spaccata se è contro la Meloni.
Siete voi che quando nel 2021 vi hanno rotto una porta alla CGIL di Roma avete pianto per mesi al “ritorno del fascismo”, con Mattarella in visita e il PD in ginocchio.

Una porta vostra vale una crisi di Stato.
Una città intera devastata da voi vale “infiltrati”.

Vergognosi.
Ipocriti. Senza neanche il coraggio delle vostre azioni.

Perché questo è il punto: non avete le palle per rivendicare quello che fate.
Volete fare i rivoluzionari ma con l’assicurazione dei vostri padroni al Corriere e a Repubblica che vi ripuliscono l’immagine e la magistratura amica, che con uno scappellotto vi rimanda a casa.

Volete bruciare Roma ma poi volete passare per ragazzini bravi che “protestano per il diritto allo studio”.

Avete 25 anni e vi comportate come i bulletti delle medie che tirano il sasso e nascondono la mano.

Se siete così convinti che spaccare tutto sia giusto, abbiate il coraggio di dirlo:
“Sì, abbiamo devastato Roma perché vogliamo buttare giù il governo”.
Ma lo dovete dire.

Invece no.
Scatta il manuale CGLL: “Non li riconosciamo”. “Sono frange estranee”. L’UDU: “Condanniamo la violenza ma…”. Il PD: “Bisogna ascoltare il disagio”.

Il solito “ma”.
Quel “ma” che giustifica tutto.

Quando a Milano i maranza nordafricani menano la polizia, “ma bisogna capire il disagio”.
Quando a Bologna i collettivi devastano i negozi, “ma vanno ascoltati”.
Quando a Roma tirano bombe carta sui celerini, “ma sono infiltrati di destra”.

Siete ridicoli. Siete patetici.

La gente non è più scema.
Gli italiani hanno capito il trucco.
È sempre lo stesso da 50 anni: la violenza è sempre opera vostra, la colpa è sempre dei fascisti immaginari.

Ma stavolta non attacca più.

Le foto ci sono.
I video ci sono.
I nomi ci sono.
Siete voi.
Siete i figli viziati della sinistra borghese che gioca alla rivoluzione con i soldi di papà e della CGIL.

Da Milano a Roma, da Torino a Bologna, l’Italia ha visto il futuro che ci riserva la sinistra se torna al potere: la Francia.
Municipi assaltati, negozi saccheggiati, polizia sotto assedio, maranza in prima fila.

Questa non è protesta. È una guerra alla nostra storia, alla nostra cultura, alla nostra identità.

E l’unica risposta è una sola: riprendere il controllo delle strade, perché le nostre città restino nostre.


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