L'Italia Quotidiano

LA CHIESA NON MUORE, ESPLODE. IL BOOM È IN AFRICA E FA PAURA AI TEDESCHI

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Ramona Castellino

Hanno provato in tutti i modi a ucciderla.

Con gli scandali gonfiati, con la propaganda LGBT nelle scuole cattoliche, con i Sinodi sull’inclusività, con Pachamama portata in processione in San Pietro, con i cardinali tedeschi che benedicono le coppie gay.

Hanno detto: la Chiesa è finita, è vecchia, è vuota.

FALSO.

L’Agenzia Fides, l’agenzia ufficiale del Vaticano per le missioni, ha pubblicato ieri, per la Giornata Missionaria Mondiale, le statistiche ufficiali della Chiesa Cattolica.

Numeri di pietra, non chiacchiere di preti progressisti.

Al 30 giugno 2024 i cattolici nel mondo sono 1.422.144.000.

Un miliardo, quattrocentoventidue milioni, centoquarantaquattromila.

Diciassette milioni in più in un solo anno. 17.000.000 di nuovi cattolici rispetto al 2023.

Più di tutta la popolazione della Svizzera e dell’Austria messe insieme, diventati cattolici in 12 mesi.

Cattolici in aumento in tutti i continenti: in America, in Asia nonostante le persecuzioni cinesi e islamiche, in Oceania e persino in Europa, dove resistono sacche di fedeltà.

Ma il BOOM, l’esplosione vera, è in Africa.

È lì che la Chiesa cresce più che altrove. Percentuali a due cifre. Seminari pieni da scoppiare, tanto che devono rifiutare le vocazioni.
Chiese strapiene la domenica, con file fuori dalla porta.
Famiglie con 5, 6, 8 figli.

Perché?

Perché in Africa la Chiesa è ancora CATTOLICA.

In Africa un Vescovo ha ancora le palle di dire che l’aborto è omicidio, che il matrimonio è solo tra uomo e donna, che l’omosessualità è disordine intrinseco come insegna il Catechismo, che fuori dalla Chiesa non c’è salvezza.

In Africa non hanno sostituito il Vangelo con Greta Thunberg e con i migranti.
Non fanno le messe con le chitarre e le danze arcobaleno.
Fanno le Messe con la processione, con l’incenso, con il ginocchio piegato davanti al Santissimo.

Ecco perché fa paura.

Questo boom nero e tradizionalista fa paura ai cardinali tedeschi e ai loro miliardi.

Fa paura alla Chiesa sinodale tedesca, che con tutti i suoi soldi, con tutte le sue diaconesse, con tutte le sue benedizioni gay, perde 200.000 fedeli l’anno e chiude 500 chiese l’anno per trasformarle in moschee e discoteche.

Fa paura ai gesuiti progressisti di Roma che sognano una Chiesa ONG, senza Croce, senza dottrina, tutta accoglienza e zero conversione.

Il futuro della Chiesa non parla tedesco.
Non parla con l’accento di Bruxelles.

IL FUTURO DELLA CHIESA PARLA SWAHILI, PARLA LINGALA, È NERO, È GIOVANE, HA IL ROSARIO IN TASCA E NON CHIEDE SCUSA DI ESSERE CATTOLICO.

Mentre a Bologna, nella civilissima Emilia del PD, insegnano ai bambini di un anno che possono essere “donne col pisello”, in Nigeria i bambini imparano a memoria il catechismo sotto la minaccia dei machete islamici.

Mentre a Parigi bruciano le chiese e saccheggiano Louis Vuitton, in Congo costruiscono cattedrali con le mani nude.

1,4 miliardi. 17 milioni in più.

La Giornata Missionaria Mondiale ci ricorda una verità che i progressisti vogliono cancellare: la Chiesa è missionaria per natura.

“Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura”.

Non “andate in tutto il mondo e fate dialoghi sul clima”.

Se torniamo a fare i cattolici, il mondo torna cattolico.
I numeri dell’Africa lo dimostrano.

Se continuiamo a fare gli assistenti sociali di Soros, moriremo, e meriteremo di morire.

Dio non è morto.
Si è solo trasferito in Africa.
E da lì tornerà a riconquistare l’Europa.


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