Ramona Castellino
1917-2026.
Cento anni. E non abbiamo capito nulla.
Le memorie di Suor Lucia ci ricordano una cosa che oggi, mentre Parigi brucia, Bruxelles è in fiamme, Torino viene assaltata al grido di “Torino è nostra” e a Strasburgo espongono Trump nudo e Gesù gay come arte, è più urgente che mai.
Quello che la Madonna e Gesù chiesero a Fatima nel 1917 e poi a Pontevedra e Tui tra il 1925 e il 1929 è ancor più attuale oggi che allora.
Siamo nel cuore del centenario e il Cielo sta urlando.
A confermarlo insieme a Benedetto XVI sono i messaggi di Maria a Medjugorje nei mesi scorsi
Rileggiamo Fatima con gli occhi del 2026:
“La guerra è un castigo per i peccati”.
La Madonna nel 1917 disse che la Prima Guerra Mondiale sarebbe finita, ma se non ci fossimo convertiti ne sarebbe arrivata una peggiore. Arrivò la Seconda.
Oggi?
Siamo alla Terza a pezzi: Ucraina, Medio Oriente, l’Europa invasa da dentro.
“La Russia diffonderà i suoi errori nel mondo”. Non era solo il comunismo.
Era l’errore materialista, ateo, che nega Dio.
Oggi quell’errore non viene più da Mosca con i carri armati, viene da Bruxelles con le direttive.
Si chiama laicismo, gender, aborto, Green Deal, censura della vita. È la Russia che ha diffuso i suoi errori a Strasburgo: oggi espongono Trump nudo e Gesù gay e censurano la mostra sui nascituri. È esattamente l’errore di cui parlava la Madonna.
“Se non si farà la Consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato, la Russia diffonderà i suoi errori”. Lo chiese nel 1929 a Tui.
Ci sono voluti 55 anni perché Giovanni Paolo II la facesse nel 1984, dopo l’attentato.
Ma l’abbiamo fatta a metà.
E gli errori si sono diffusi.
La devozione dei Primi Cinque Sabati.
Chiese riparazione per le bestemmie contro il Suo Cuore Immacolato.
Oggi quanti Primi Sabati si fanno?
Quante bestemmie al giorno in TV, a scuola, in Parlamento?
A Strasburgo bestemmiano Gesù riducendolo a icona gay e dicono che è arte.
Benedetto XVI disse che Fatima non è finita.
Che il segreto riguarda la Chiesa stessa, la crisi interna, l’apostasia.
E ora Medjugorje, negli ultimi mesi, ripete lo stesso messaggio: *
“La pace è in pericolo. Pregate, pregate, pregate.
Senza Dio non c’è pace”.
È la stessa frase di Fatima:
“Pregate il Rosario tutti i giorni per ottenere la pace”.
Non è devozionismo.
È geopolitica del Cielo.
Il Cielo ci dice:
non è solo una crisi politica.
È una crisi spirituale.
Perché Parigi ha 1.514 quartieri fuori controllo dove la polizia non entra?
Perché Bruxelles è in fiamme?
Perché Torino viene devastata?
Perché abbiamo tolto la Madonna dalle scuole e abbiamo messo la bandiera arcobaleno.
Perché abbiamo tolto il Crocifisso dai tribunali e abbiamo messo Trump nudo d’oro.
Perché abbiamo chiuso le chiese per Covid e abbiamo aperto le frontiere a chi grida “Allah Akbar”.
Fatima ci aveva detto: “Alla fine il Mio Cuore Immacolato trionferà”.
Ma prima del trionfo c’è la prova.
E la prova è ora.
La pace è in pericolo non perché mancano le armi.
La pace è in pericolo perché manca Dio.
Cent’anni fa tre pastorelli analfabeti hanno visto la Madonna più vera di quanto noi vediamo i nostri politici in TV.
Oggi non servono armi. Serve il Rosario. Servono i Primi Cinque Sabati.
Serve la Consacrazione.
Siamo nel centenario di Pontevedra e Tui (1925-2029).
È l’ultima chiamata.
O Fatima, o l’Apocalisse. Non c’è una terza via.





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