La Redazione
Oggi tutti fenomeni. Tutti uguali, tutti inclusivi, tutti contro le discriminazioni a scuola.
Oggi la sinistra attacca il governo Meloni se parla di merito, di divise, di classi separate per stranieri che non parlano italiano.
Si può assolutamente dire che certi provvedimenti sono tardivi e in odore di campagna elettorale, ma questa è una nostra considerazione.
“Discriminate i bambini!”, urlano sui giornali.
Ma noi abbiamo memoria lunga.
E voi avete la memoria corta, con la selettività tipica dei buffoni.
Biennio 2021-2022. Governo Draghi. Speranza ministro. CTS. Scuola.
Cosa avete fatto voi, proprio voi che oggi fate la morale?
Avete diviso gli studenti italiani in due categorie, come nel 1938:
I VACCINATI: ammessi in classe, banchi, mensa, gita, palestra
I NON VACCINATI: obbligati alla Didattica a Distanza, a casa, isolati, etichettati come pericolo sanitario, come untori.
Bambini di 12, 13, 14 anni.
Ragazzini che non potevano entrare a scuola perché i genitori avevano scelto di non vaccinarli con un siero sperimentale.
Li avete messi in DAD.
Li avete esclusi dalle lezioni in presenza.
Li avete isolati dai compagni.
Li avete marchiati.
E nessuno a sinistra ha detto una parola. Nessuno ha parlato di discriminazione. Nessuno ha detto “a scuola siamo tutti uguali”.
Anzi.
Dalla stessa parte politica che oggi fa la morale, se globalisti del PD, Verdi, Sinistra Italiana, CGIL, giornalai come Repubblica e Corriere, si chiedeva l’obbligo vaccinale anche per i bambini e restrizioni ancora più rigide.
Vi ricordate le frasi?
“Mettiamo i non vaccinati agli arresti domiciliari”
“Serve il vaccino obbligatorio a scuola”
“I non vaccinati non devono entrare nei luoghi pubblici”
Le avete dette voi.
Avete approvato leggi, decreti, circolari ministeriali che hanno separato gli studenti italiani in base a un QR Code.
Oggi, gli stessi buffoni che ieri creavano ghetti sanitari nelle scuole, oggi vengono a dirci che discriminare i bambini è sbagliato.
Siete contro le discriminazioni soltanto quando non siete voi ad applicarle.
Ieri avete ghettizzato i bambini italiani non vaccinati.
Oggi pretendete di dare lezioni di uguaglianza.
Per poi scoprire oggi che era tutta una menzogna, una costrizione pericolosa e voi sapevate lo fosse e avete fatto fare da cavie a ragazzi sani, usandoli come topi.
Vergognatevi.
E poi hanno anche la faccia di dare dei razzisti quando si mostrano dati che da soli valgono più di 100 comizi.
Al Comune di Milano basta vedere a chi viene erogato l’ assegno di maternità comunale:
Il totale dei contributi erogati: 1.366
Ne benificiano donne straniere extracomunitarie: 1.075
Arrivano a donne italiane italiane solamente 291.
Le percentuali sono imbarazzanti
78,7% a straniere
21,3% a italiane
In Italia le persone con cittadinanza straniera sono circa il 14% della popolazione residente (8,7% stranieri + 5% doppia cittadinanza).
In Lombardia siamo intorno al 12%.
A Milano, sul welfare della maternità, quella percentuale esplode al 78%.
Come è possibile?
Semplice: il sistema premia chi arriva e trascura chi c’è già.
Requisiti per l’assegno di maternità dei Comuni (INPS): ISEE basso, residenza, 3 figli minori o 5?
No.
Basta avere permesso di soggiorno e ISEE basso.
E chi ha ISEE basso a Milano?
Chi lavora in nero, chi ha famiglia numerosa, chi ha appena arrivato e non ha reddito dichiarato in Italia.
Le italiane che lavorano, che pagano tasse, che hanno un contratto regolare, che hanno ISEE di 25.000 euro perché lavorano entrambi i genitori, sono fuori.
Non prendono nulla.
Le extracomunitarie con 4 figli, ISEE 6.000 euro, prendono 1.773 euro x 5 mensilità.
Risultato: a Milano l’assegno di maternità è diventato un assegno di sostituzione etnica.
E non è solo Milano.
È così ovunque. Assegno unico, bonus nido, case popolari, mense scolastiche gratuite.
In Italia il requisito principale per ottenere sussidi è uno solo: non essere italiani.
Se sei italiano, paghi.
Se sei straniero, prendi.
Poi vengono a dirti che sei razzista se fai notare i numeri.
“I numeri sono odio”, dicono.
No. I numeri sono verità.
1.366 assegni, 1.075 a straniere.
14% della popolazione, 78% del welfare maternità.
Italiane discriminate a casa loro, con i soldi delle loro tasse.
Alla fine i discriminati siamo noi.
Quelli che pagano. Quelli che restano. Quelli a cui dicono che i numeri sono odio.
Razzismo un cazzo.
È realtà.
E finché non cambiamo le regole, gli italiani continueranno ad essere stranieri in casa loro.





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