La Redazione
Mentre a Milano si contano i danni da una certa sinistra non è arrivata una condanna ma un alibi, la formula è sempre la stessa “la colpa non è di chi spacca, ma di chi è stato spaccato”AVS dichiara “chi semina vento raccoglie tempesta”.
Non una parola sui commercianti rapinati, sui 104 agenti feriti, sui 700mila euro di danni, ma la solita giustificazione morale: se il governo fa politiche ingiuste, allora è normale che la piazza si prenda tutto.
Un capovolgimento pericoloso che trasforma il vandalo in vittima e lo Stato in colpevole.
Arriva anche il commento da Gassmann il quale dice dal suo salottino di piazza Navona “È giusto che si ribellino, sono arrabbiati e’ inevitabile che i più deboli diventino violenti”.
Spiegando appunto che non sono stati ascoltati e hanno maturato rabbia e violenza hanno ragione a essere arrabbiati, quindi è giusto che si ribellino. Anche se ribellarsi significa svaligiare negozi e tirare estintori in faccia a un poliziotto e da qui partono anche le gravissime dichiarazioni di un docente di Bologna che commenta “Se i poliziotti non vogliono più prendersi un estintore sulla nuca possono sempre cambiare lavoro…. Nessuno li ha costretti a scegliersi un mestiere da figli di puttana”
Un docente. Non un ragazzino con il passamontagna. Un dottorando pagato con soldi pubblici che insegna a 20enni che tirare un estintore sulla nuca di un agente è colpa dell’agente e che se non vuole finire in ospedale, cambi mestiere.
Ecco il punto di caduta di questa sinistra: giustifica i devastatori, nobilita i saccheggiatori e insulta chi ha preso manganellate per difendere i negozi che loro dicono di voler difendere.
Non è più una posizione politica. È follia ideologica. E finché questa follia avrà cattedre, microfoni e seggi in Parlamento, ogni weekend di devastazione sarà solo l’anteprima del prossimo.





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