La Redazione
In ventiquattr’ore Donald Trump ha fatto due cose che a Bruxelles non perdoneranno mai: ha detto la verità sulla guerra in Ucraina e ha detto la verità sulla guerra in Francia.
E in entrambi i casi, l’Unione Europea non c’è.
È sparita.
È irrilevante.
Al vertice APEC di Shenzhen, 18-19 novembre 2026, Trump ha aperto ufficialmente alla possibilità di un vertice trilaterale con Vladimir Putin e Xi Jinping per chiudere la guerra in Ucraina.
Un vertice da cui ha esplicitamente escluso Volodymyr Zelensky.
La frase è secca, brutale, da Presidente che non ha tempo da perdere:
“Penso che sia ora che qualcun altro negozi per conto dell’Ucraina.”
Trump, in uno dei suoi momenti di lucidità più totale, ha accusato il leader di Kiev di essere l’ostacolo principale alla pace e ha confermato di voler continuare i colloqui diretti con Mosca e Pechino, mettendo sul tavolo anche l’intesa sul gas russo e il congelamento delle sanzioni.
Dal Cremlino, il portavoce Dmitry Peskov non ha smentito.
Ha confermato: l’ipotesi di un summit a tre è sul tavolo, è presa in considerazione.
È la fine della favola.
Per tre anni ci hanno detto “niente su Ucraina senza Ucraina”.
E invece la pace si farà senza Ucraina e, soprattutto, senza Unione Europea.
L’UE, che ha puntato tutto sulla guerra ad oltranza, che ha mandato 100 miliardi di euro a Kiev, che ha distrutto l’industria tedesca e italiana con le sanzioni suicide, ora scopre di non essere invitata al tavolo dove si decide la pace.
Resta fuori, a guardare, come una comparsa.
L’ordine multipolare non è una teoria.
È a Shenzhen, tra USA, Russia e Cina.
L’UE è il passato.
Poche ore dopo, Trump è tornato a parlare, e stavolta ha parlato della Francia in fiamme.
Delle banlieue che bruciano, dei negozi saccheggiati, dei municipi assaltati, di Parigi con 1.200 arresti in una notte mentre Macron respinge le dimissioni del suo ministro dell’Interno e scarica la colpa su Trump.
Il discorso di Trump, è un atto d’accusa contro tutta la sinistra globalista europea:
“Se volete vedere cosa c’è in gioco in queste elezioni, guardate cosa sta succedendo in Francia: una nazione un tempo grande che viene conquistata, saccheggiata e rasa al suolo da migranti, jihadisti e comunisti che odiano il cristianesimo e la stessa civiltà occidentale.
I politici della sinistra globalista hanno importato in modo traditore milioni di migranti del Terzo Mondo che sono totalmente incompatibili con i valori occidentali.”
Poi l’ultimatum, quello che aveva già detto a Macron anni fa, faccia a faccia:
“L’Europa deve CHIUDERE I PROPRI CONFINI ed espellere le persone che odiano i loro Paesi, ed espellerle IN FRETTA, prima che sia troppo tardi!
Come ho detto al Presidente Macron quando l’ho incontrato per la prima volta molti anni fa, CHIUDETE I VOSTRI CONFINI o sarà la fine della Francia.”
E infine l’avvertimento finale all’America, perché quello che succede a Parigi è quello che i Democratici vogliono portare a Kansas, a New York, a Los Angeles:
“Quando vedete campanili in fiamme e incendi devastanti in Francia, ricordatevi soltanto che questo è ciò che i Democratici Radicali vogliono fare all’America.
Difenderemo la nostra cultura, proteggeremo la nostra civiltà, preserveremo la nostra religione, i nostri valori e la nostra eredità, e non permetteremo mai che la nostra nazione venga conquistata o distrutta!”
La guerra in Ucraina e la guerra per le strade di Parigi sono la stessa guerra: quella di un’Europa che ha scelto il suicidio.
Ha scelto la guerra contro la Russia invece della pace, e ora viene esclusa dalla pace.
Ha scelto l’immigrazione di massa invece della difesa dei confini, e ora viene conquistata dall’interno.
Trump in 24 ore ha messo l’Europa davanti allo specchio: o chiude i confini e negozia la pace con Mosca, o sparisce.
Il 3 novembre 2026 si vota in America su questo.
Tra sei mesi si vota in Francia su questo.
E l’Italia guardi e impari, prima di diventare la prossima Parigi.





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