Ramona Castellino
Dio non ha abbandonato la Francia. E la Francia non ha abbandonato Dio, nonostante due secoli di Rivoluzione, laicismo e ghigliottine.
Lo ha dimostrato ieri Papa Leone XIV.
Place de la Concorde, la piazza simbolo della Rivoluzione Francese, dove fu ghigliottinato Luigi XVI e dove fu versato il sangue dei martiri, è tornata ad essere ciò che era prima del 1789: un altare.
800mila fedeli , 700mila secondo Il Timone, 600mila secondo la Prefettura, ma una folla mai vista nel cuore di Parigi dal 1997, hanno accolto il Successore di Pietro sulla papamobile lungo gli Champs-Élysées, dall’Arco di Trionfo alla Concorde.
Un fiume di Rosari, di croci, di famiglie.
È il quinto Viaggio Apostolico in Francia di Leone XIV, il primo di un Papa in Francia da 18 anni.
E non è un viaggio pastorale come gli altri. È un atto di riparazione storica.
Davanti a quella folla, il Papa ha parlato della sete.
Non quella materiale, ma quella che divora il cuore dell’uomo moderno:
“Qual è la nostra sete più profonda?
Cosa cerchiamo veramente nella vita?
Ci accontentiamo dei beni materiali, delle soddisfazioni immediate, dei tanti piccoli idoli che promettono mari e monti ma lasciano il nostro cuore vuoto?”
La risposta è Cristo, unica acqua viva che sgorga dal costato trafitto.
E poi l’appello diretto alla Nazione, che vale come programma di pontificato:
“Aspirate a riscoprire un orizzonte luminoso, a costruire una nazione rinnovata a partire dalle sue radici irrigate dalla fede.
Non tenete la fede in Gesù Cristo solo per voi stessi, ma lasciatela traboccare per dissetare e colmare le persone che incontrate.
Spetta a voi portare la speranza là dove regnano lo scoraggiamento e l’aridità spirituale.”
Parole che non sentivamo da decenni da un Papa in Francia.
Non dialogo, non apertura al mondo. Riconquista.
Rinnovare la nazione a partire da Cristo.
All’Istituto Cattolico di Parigi, davanti a catecumeni e neofiti, Leone XIV ha detto di essere
“stupito dal numero di persone che si riaffacciano sulle soglie della fede e da quanti adulti chiedono i sacramenti dell’iniziazione cristiana. Può sembrare paradossale in una società fortemente secolarizzata, ma è il segno tangibile dell’opera della grazia di Dio, che va oltre le analisi statistiche”
In Francia è boom di battesimi di adulti.
Migliaia di giovani, cresciuti nel nulla laicista, chiedono di entrare nella Chiesa.
A Lourdes, poi, il Papa ha pregato davanti alla Grotta di Massabielle per la Francia: per la concordia, per governanti pronti al sacrificio, per la difesa dei diritti fondamentali di ogni uomo.
C’era Marine Le Pen. C’era Jordan Bardella. C’erano Sarkozy, Retailleau, Fillon, Philippe.
C’era Brigitte Macron accanto al Papa.
Non c’era Emmanuel Macron.
Il Presidente della Repubblica Francese ha disertato la Messa “in nome della laïcité”.
Ha preferito la Repubblica alla sua Figlia Primogenita.
Il messaggio è chiarissimo: la Francia ufficiale, quella dei palazzi, resta laica.
La Francia reale, quella del popolo, è tornata cattolica.
Leone XIV ha celebrato la Messa esattamente dove la Rivoluzione ha voluto cancellare Dio.
Ha ricordato i sacerdoti martiri della Rivoluzione.
Ha riportato la Croce dove c’era la ghigliottina.
Non è folklore.
È teologia politica.
È la riaffermazione che senza Cristo, la Francia muore. Con Cristo, risorge.
Come scriveva Giovanni Paolo II: Francia, figlia primogenita della Chiesa, sei fedele alle promesse del tuo Battesimo?
Ieri, a Place de la Concorde, 800mila francesi hanno risposto: Sì.





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